Io coltivo: nuova proposta di legge per autoproduzione di cannabis

Maria Novella De Luca
08 Dec 2023

Anche se il momento è difficile, non si può rimanere fermi ad aspettare, bisogna fare il possibile per tenere aperta la discussione sulla coltivazione di cannabis e riportarla in Parlamento


Mentre il mondo sta andando da un’altra parte, infatti, con gli Stati Uniti, il Canada, e presto anche la Germania che stanno facendo riforme antiproibizioniste, l’Italia non può rimanere indietro perché sono oltre 6 milioni gli italiani che fanno uso di cannabis.

Ecco perché si torna a far sentire questa grande voce con una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a creare un sistema di regole precise che garantiscano il consumo legale e soprattutto sicuro per tutti.

“Io coltivo la legge”, la nuova proposta promossa da Meglio Legale, prevede la coltivazione domestica fino a un massimo di 4 piante femmine, la possibilità di detenere fino a 25 grammi e la nascita dei cannabis social club, associazioni senza scopo di lucro, luoghi di ritrovo in cui la cannabis viene coltivata e condivisa. Per farlo sarà necessaria un’autorizzazione del Ministero dell’Agricoltura e i cannabis social club non potranno essere ubicati nei pressi di luoghi sensibili, come scuole, parchi o centri giovanili. La proposta prevede anche la rimozione delle sanzioni amministrative per chi consuma o detiene cannabis per uso personale, a condizione che avvenga nel rispetto della normativa introdotta con la proposta.

Io coltivo, che una volta depositata resterà valida per due legislature, riprende la falsariga della riforma tedesca sulla cannabis, il cui voto finale al Bundestag è stato rimandato all’inizio del prossimo anno.

“Cosa dirà il governo italiano quando in Germania, nella prima economia del Paese si farà una prima riforma di legalizzazione”? È quello che si chiede Riccardo Magi di +Europa. “Noi dobbiamo esserci, dobbiamo fare parte di questo movimento, fare parte di questa spinta. Oggi è partita l’iniziativa. Diffondiamola il più possibile, è un primo passo”.

Legalizzare la cannabis vuol dire colpire la mafia e il narcotraffico, sfoltire il sistema giudiziario italiano intasato da procedimenti per reati minori, oltre che contrastare il sovraffollamento carcerario.

È questo che hanno gridato forte, ancora una volta, ieri sera Antonella Soldo presidente di Meglio Legale, Riccardo Magi di +Europa, Rita Bernardini dell’Associazione Nessuno tocchi Caino, Leonardo Fiorentini di Forum Droghe, Luca Marola segretario radicali Parma e tanti altri attivisti delle oltre 30 associazioni della società civile italiana che sono intervenuti sul palco del Monk di Roma al lancio della raccolta firme.

“L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme ma ce ne aspettiamo molte di più” dice Antonella Soldo “in poche ore ne sono già arrivate 5000. Siamo sulla buona strada, abbiamo tanti partner al nostro fianco e siamo fiduciosi. Andremo avanti e torneremo in parlamento con le vostre firme”.

Sarà possibile firmare online con Spid dal sito http://www.iocoltivo.org/ o fisicamente ai banchetti che verranno organizzati sul territorio nazionale.

“Io coltivo perché il proibizionismo è stupido, perché il proibizionismo è violento, perché il proibizionismo è totalitario e antidemocratico” sottolinea Riccardo Magi. “Io coltivo perché ce l’hanno più con questo seme che con le mafie” grida Antonella Soldo. “Io coltivo perché è ora di contrattaccare” continua Leonardo Fiorentini.

E allora uniamo le voci a questo coro per far arrivare in Parlamento la voce di 6 milioni di consumatori che sono stanchi di essere criminalizzati e di finanziare le le mafie.

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Maria Novella De Luca