In Sud Africa la privacy vince sul proibizionismo

Fabrizio Dentini
06 Mar 2026

Rientro dal Sud Africa dove Soft Secrets sta lanciando la prima leggendaria edizione africana con qualche certezza e mille curiosità. Un paese dove le lingue ufficiali sono dodici, un popolo arcobaleno, come lo chiamava Nelson Mandela, padre fondatore della democrazia nel 1994, una ricchezza culturale, antropologica e di biodiversità che il continente dal quale proviene la nostra specie esibisce con sfarzo ed innocenza, una natura soverchiante e differenze sociali incredibili. Insomma una terra di crudeli verità e profonde passioni che quando si parla di cannabis e regolamentazione ha tanto da insegnare ai nostri politici.


Certo, perché in Sud Africa è possibile coltivare cannabis ed è possibile farlo, al momento senza limiti stabiliti dalla legge, purché all'interno della propria dimora.

La privacy, in un paese che ha vissuto per 46 anni nel terribile apartheid, è inscritta nella Costituzione e grazie alla magna carta e alla battaglia di una coppia di agguerriti attivisti [Ndr. vedi edizione 1-25], il popolo arcobaleno ha sancito per legge la liceità della coltivazione di cannabis per uso personale.

In particolare, a giugno 2024, il Parlamento della Repubblica del Sudafrica ha emanato il Cannabis for Private Purposes Act con lo scopo di rispettare il diritto alla privacy di una persona adulta, all'uso o al possesso di cannabis, regolamentare l'uso o il possesso di cannabis da parte degli adulti, prevedere un metodo alternativo per affrontare la questione del consumo, del possesso o dello spaccio di cannabis (tenendo in debita considerazione il miglior interesse dei minorenni), vietare lo spaccio e prevedere la cancellazione dei precedenti penali per le persone condannate per possesso o uso di cannabis o spaccio sulla base di presunzione investigativa.

Leggere questo testo a 11.000 chilometri di distanza da dove è stato prodotto ci deve far riflettere. Andiamo a capire nel dettaglio quanto la legge prevede. Intanto, in qualsiasi luogo privato e per qualsiasi scopo di questa natura, ogni adulto può usare o possedere cannabis, senza transazioni economiche, fornirla o ottenerla da un altro adulto. Al contrario, nessun adulto può usare cannabis in un luogo privato per uno scopo privato, quando in presenza di un minore o di un adulto non consenziente, oppure se si venga a trovare entro una distanza ragionevole da una finestra, una presa d'aria, una porta o un ingresso di un altro luogo.

Ovviamente la libertà consentita dalla privacy termina quando questa condotta dovesse avvenire in un luogo pubblico nel quale le persone si riuniscono e il cui fumo potrebbe causare disturbo o fastidio a chiunque si trovi in quel posto. Ne discende che una persona adulta possa possedere cannabis in un luogo pubblico, ma a condizione che non venga consumata. Veniamo adesso alla sanzioni previste per chi non si attiene a quanto stipulato dalla legge, perché c'è da dire la cannabis rimane in un quadro d'illegalità al di fuori dello spazio privato.

Dunque, chiunque commerci cannabis è colpevole di un reato ed è passibile, in caso di condanna, di una pena detentiva non superiore a 10 anni. Una persona adulta che permette consapevolmente a un minore di usare o possedere cannabis è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva non superiore a 12 mesi. Un adulto in possesso di cannabis senza preoccuparsi di mantenerla al sicuro e inaccessibile ai minori, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa non superiore a R 2.000 [Ndr. 100 euro].

Chiunque sia in possesso di cannabis, in luogo pubblico o privato, in una quantità superiore alla quantità massima prescritta per uso privato, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva non superiore a cinque anni. Chiunque coltivi piante di cannabis in quantità superiore al numero massimo prescritto per uso privato, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva non superiore a cinque anni. 

Chiunque ingaggi un minore per lo spaccio, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva per un periodo non superiore a 10 anni. Chiunque fornisca o somministri cannabis a un minore, a meno che non sia stata prescritto da un medico, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva per un periodo non superiore a 12 mesi. Chiunque trasporti cannabis in quantità superiore alla quantità massima prescritta per uso privato, è colpevole di reato ed è passibile, in caso di condanna, di una multa o di una pena detentiva per un periodo non superiore a cinque anni. Insomma, in due parole non si tratta di un liberi tutti. 

Tutt'altro. La legge reprime in maniera pesante chi ritiene agire al di fuori di un contesto privato. Ma in contesto privato la libertà è garantita e questo è un passo avanti concreto in direzione di una piena decriminalizzazione.

Questo articolo è tratto dal numero 01/2026 della Rivista cartacea Soft Secrets

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Fabrizio Dentini