Diffida al Senato per il ddl IoColtivo: 54 mila firme sulla cannabis ignorate dal governo

Maria Novella De Luca
17 Feb 2026

“Presidente La Russa, che fine ha fatto la proposta di legge popolare Io Coltivo?” Questo è il testo del cartello esposto con forza durante la conferenza stampa tenutasi in Senato lo scorso 20 novembre, su iniziativa del senatore Filippo Sensi. Un interrogativo rimasto senza risposta per mesi, mentre la proposta di legge giace inascoltata nei cassetti di Palazzo Madama, senza mai essere stata discussa nelle Commissioni competenti.


Oggi, quel silenzio istituzionale si trasforma in una battaglia legale: l’Associazione Meglio Legale e l’Associazione Luca Coscioni, infatti, hanno depositato ieri una diffida formale contro la Presidenza del Senato e la Conferenza dei Capigruppo.

Il percorso di IoColtivo è iniziato ufficialmente l'8 dicembre 2023, con la presentazione a Roma, di una proposta ambiziosa supportata da oltre 30 partner, tra cui noi di Soft Secrets. L'obiettivo era ed è quello di creare un sistema di regole precise per garantire un consumo legale e sicuro:

  • Coltivazione domestica: fino a un massimo di 4 piante femmine.
  • Possesso e detenzione: fino a 25 grammi per uso personale.
  • Cannabis Social Club: nascita di associazioni senza scopo di lucro per la coltivazione e condivisione in luoghi di ritrovo sicuri.
  • Depenalizzazione: rimozione delle sanzioni amministrative (come il ritiro della patente o del passaporto) per chi detiene cannabis nel rispetto della nuova normativa.

Il 5 giugno 2024, 55.000 firme sono state depositate al Senato. Tuttavia, la strada è stata subito disseminata di ostacoli. Già nell'agosto 2024, il Senato, infatti, aveva tentato di frenare l'iniziativa sostenendo che non fosse stato raggiunto il numero necessario di firme.

"Un’email che ci ha lasciati basiti", aveva spiegato Antonella Soldo (Meglio Legale). Il problema dichiarato riguardava presunte "criticità nell'accoppiamento dei certificati elettorali", nonostante le firme fossero conformi e superiori al numero richiesto. Un intoppo tecnico che puzzava di blocco politico, risolto solo dopo mesi di solleciti e azioni legali, portando finalmente all'annuncio ufficiale in Aula il 4 dicembre 2024. Da quella data, però, è calato il silenzio.

"Da oltre 13 mesi il Senato ignora una proposta sostenuta da decine di migliaia di cittadini e da più di 70 organizzazioni", dichiarano Antonella Soldo e Marco Perduca (Associazione Luca Coscioni) nella diffida formale inviata ieri alla Presidenza del Senato e alla Conferenza dei Capigruppo per il mancato rispetto dell'articolo 74 del Regolamento di Palazzo Madama sul trattamento delle leggi di iniziativa popolare. 

"Non si tratta solo di cannabis, siamo di fronte a un precedente pericoloso che svuota di significato l'iniziativa legislativa popolare prevista dalla Costituzione".

Nel corso di tutto il 2025, mentre il dibattito politico si concentrava su norme restrittive (dal DDL Sicurezza al nuovo Codice della Strada), le richieste di chiarimento inviate alle Commissioni Giustizia e Sanità sono rimaste sistematicamente senza risposta.

Con la diffida, si intima ora l'adempimento entro 15 giorni. 

In assenza di un adempimento entro 15 giorni, l'azione legale proseguirà su due fronti:

  1. Conflitto di attribuzione: Un ricorso davanti alla Corte Costituzionale per difendere il diritto dei cittadini di partecipare attivamente alla legislazione.
  2. Risarcimento danni: Una richiesta di 60.000 euro per coprire i costi della raccolta firme (SPID), fondi messi a disposizione dai cittadini che le Istituzioni stanno ignorando.

"Le istituzioni non possono scegliere quali regole rispettare", concludono i promotori. 

La battaglia di IoColtivo è ormai il simbolo di un Paese che chiede trasparenza e libertà, contro una politica che preferisce il silenzio al confronto democratico.

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Maria Novella De Luca