Ucraina: la guerra non ferma la cannabis medica, approvate le quote 2026
In un contesto segnato dalle drammatiche conseguenze del conflitto in corso, l'Ucraina sta compiendo passi da gigante nella regolamentazione delle sostanze terapeutiche. Il Gabinetto dei Ministri ha recentemente formalizzato questo impegno attraverso la Risoluzione n. 1772, approvando le quote per le sostanze stupefacenti e psicotrope per l'anno 2026. Questo atto segna ufficialmente l'inizio operativo dell'era della cannabis medica nel Paese
La decisione non è solo burocratica, ma risponde a un'emergenza sanitaria nazionale: la necessità di trattare migliaia di veterani e civili affetti da dolore cronico, gravi ferite fisiche e, soprattutto, dal disturbo da stress post-traumatico (PTSD) derivante dalla guerra.
I numeri della svolta: produzione e importazione per il 2026
Il decreto governativo n. 1772 stabilisce con precisione i volumi di cannabis che potranno circolare legalmente per scopi medici e scientifici. Per l'anno 2026, le quote principali prevedono:
Produzione interna: Circa 493 chilogrammi (in contenuto di THC).
Importazione: Circa 592 chilogrammi.
Questi numeri indicano che l'Ucraina non si affiderà solo al mercato estero, ma punta a sviluppare una filiera agricola e industriale interna, nonostante le sfide logistiche imposte dallo stato di guerra. Per garantire la massima trasparenza e prevenire deviazioni nel mercato nero, ogni passaggio sarà monitorato attraverso un sistema elettronico unico, che traccia la pianta dal seme alla farmacia.
Medicinali e ricerca: 24 sostanze in arrivo
Il piano del Ministero della Salute ucraino è ambizioso. Attualmente, sono già sei le sostanze a base di cannabinoidi registrate nel Paese, ma il governo ha annunciato che altre 18 sostanze sono in fase di valutazione o prossima approvazione. L'obiettivo è offrire ai medici una gamma completa di opzioni terapeutiche (oli, capsule, infiorescenze) per personalizzare il trattamento in base alla gravità del trauma o della patologia.
Cannabis medica in Italia vs Ucraina: un confronto necessario (e spietato)
Mentre l'Ucraina pianifica una produzione interna significativa per rispondere a una crisi, il confronto con il modello italiano appare inevitabile. In Italia, la produzione è affidata quasi esclusivamente allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, ma le quantità prodotte spesso non bastano a coprire la domanda dei pazienti, costringendo lo Stato a costose importazioni.
L'approccio ucraino mostra una rapidità d'esecuzione che potrebbe servire da lezione per superare le lentezze burocratiche che ancora affliggono molti Paesi europei in tempo di pace. Questo pragmatismo è essenziale quando si parla di salute in contesti critici, come abbiamo già approfondito analizzando il rapporto tra cannabis e servizio militare.
Una speranza per il trattamento del PTSD
L'Ucraina sta dimostrando come la cannabis medica possa essere considerata una risorsa strategica di salute pubblica. La necessità di fornire sollievo a una popolazione traumatizzata ha accelerato un processo legislativo che in altri contesti avrebbe richiesto decenni.
(Rif: Risoluzione del Gabinetto dei Ministri dell'Ucraina del 29 dicembre 2025, n. 1772).
Disclaimer Medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. La cannabis medica deve essere prescritta da personale sanitario qualificato.