In memoriam: Simone Stara riposa in pace dolce anima granata
È mancato Simone Stara. È mancato un ragazzo che, da quando mi occupo di cannabis terapeutica, ha sempre manifestato un grano d’irriducibile ribellione alle avversità e alle incredibili ingiustizie sofferte da chi trova riparo in questa pianta per sollevare quadri clinici spesso profondamente proibitivi.
Simone credeva visceralmente nella sua battaglia di principi. Una battaglia culturale senza quartiere affinché la cannabis venisse accettata dall’ortodossia medica e venisse permesso ai pazienti di coltivarla per garantirsi una continuità terapeutica che lo Stato non ha mai saputo gestire. (Ndr: Confermando un trend negativo storico, anche nel 2025, lo Stabilimento Militare di Firenze è arrivato a produrre solo 170 kg di cannabis sui 400 kg autorizzati dal Ministero della Salute a novembre 2024). Non so quanti dei miei libri Simone abbia comprato e distribuito, quante presentazioni abbia organizzato o quante iniziative di sensibilizzazione abbia messo in moto. Simone ha voluto portare avanti numerose attività per tenere viva l’attenzione della società civile verso un tema, verso una cura, spesso davvero compresa soltanto da chi ne condivide l’imperante necessità quotidiana.
Simone ha sempre lottato in prima fila. Ha sempre rivendicato uno spazio politico di appartenenza, appartenenza a una comunità di persone colpite nelle carni, nello scheletro, nell’anima, ma non per questo arrese al proprio destino. Tutt’altro. Simone ha sempre lottato per la dignità. Per la sua e per quella di chi, a differenza di lui, non viveva del medesimo fuoco che solo si accende quando un debole ha bisogno di aiuto. Simone c’era, sempre. Senza compromessi e per questo mi mancherà.
Simone Stara, infatti, è stato un uomo che non sopportava i compromessi. Però era anche una persona limpida, un ragazzo che mi ha sempre ascoltato mediare fra gli estremi di una posizione irriducibile al dolore e all'ingiustizia e quella di un cronista che racconta un contesto e non un punto di vista. Simone ascoltava, sapeva che nelle battaglie per i diritti civili le "prime donne" fanno perdere tempo ed energie all’unità del movimento. Un movimento di associazioni locali che, al momento di federarsi, spesso non ha saputo guardare al di là del proprio ombelico. Simone soffriva per queste dinamiche. Non gli appartenevano perché a differenza di tante persone che affollano il mondo delle associazioni dei pazienti in cura con la cannabis, con prerogative di riconoscimento personale e priorità che esulano dal risultato comune, Simone non aveva nulla di interessato e lottava in prima persona per aiutare il prossimo. Senza "se" e senza "ma". Semplice e senza circonlocuzioni. Diritto al punto.
Dal 2018 Simone Stara diventa Presidente dell’Associazione Seminiamo Principi, nata con lo scopo di promuovere la cultura e la diffusione di informazioni riguardo la canapa, produrre, sperimentare e ricercare su e con la canapa ed i suoi prodotti di pari passo alla normativa vigente in Italia.
Un forte abbraccio ai membri dell’associazione e soprattutto alla sua compagna Lucia. Simone ci mancherà profondamente, ma il suo esempio continuerà ad ispirare noi che ancora lottiamo in questo mondo di apparenze ed ingiustizie.
Un pensiero per te, caro Simone, mi mancherai.