Cannabis terapeutica: essere un paziente nella Germania post legalizzazione
David Steffensky ha 34 anni e vive nella provincia del Saarland, nel sud ovest della Germania al confine con la Francia. In seguito ad uno sforzo eccessivo sul lavoro, dal 2016, questo tedesco soffre di dolori neuropatici cronici e di infiammazioni permanenti alla zona lombare. Una condizione clinica che aveva bandito David dal godimento della vita quotidiana, un dolore che non gli permetteva nemmeno di compiere le operazioni più comuni e che quindi lo aveva intaccato profondamente sia dal punto di vista fisico che mentale.
Nell'aprile del 2024, però, la Germania legalizza la cannabis e si trasforma nel principale mercato europeo per la cannabis medica stimato, nel 2025, a 670 milioni di euro, con 80 tonnellate di fiori di cannabis importati solo nella prima metà del 2025 e un aumento del 400% rispetto all'anno precedente.
Come si trova un paziente con una necessità vitale di cannabis in un paese nel quale questa pianta è stata legalizzata? Lo abbiamo chiesto a David, affinché i pazienti del nostro paese comprendano che altre strade al di fuori del monopolio sono percorribili e certamente preferibili...
SS: Intanto cominciamo dal trattamento ortodosso che ti hanno proposto prima della cannabis. Quali effetti collaterali avevano i farmaci che assumevi prima di scoprire la cannabis medica?
Ho utilizzato differenti medicine e mi sono stati prescritti anche gli oppiacei. Consumandoli ero spesso molto stordito, stanco e privo di energia. Inoltre soffrivo di tachicardia e difficoltà respiratorie. Ma l'aspetto peggiore è che ho sperimentato tutte queste conseguenze nefaste senza un vero impatto positivo sul dolore che continuava a perseguitarmi tutto il giorno.
SS: Cosa è cambiato da quando hai ricevuto la tua prima prescrizione di cannabis medica?
Non è stato facile perché il mio medico curante non me ne aveva mai parlato ed è stato un infermiere a consigliarmi di provarla. Il mio stato generale di salute, comunque, è migliorato radicalmente grazie alla marijuana. Sono tornato ad essere in grado di lavorare, a svolgere le mie attività quotidiane senza soffrire di dolori e senza gli effetti collaterali che avevo con altri farmaci. Finalmente posso svolgere di nuovo anche attività sportiva, così come posso uscire tra la gente senza dovermi nascondere a causa del dolore. La cannabis medica ha cambiato la mia vita.
SS: Cosa prevede la tua prescrizione mensile di cannabis?
Attualmente ricevo 18 g di estratto di Live Rosin FE800 da vaporizzare [Ndr. Prodotto da DEMECAN produttore autorizzato tedesco, esclusivamente da materiale vegetale fresco, congelato rapidamente ed estratto esclusivamente tramite processi meccanici, senza l'uso di solventi chimici, preservando l'intero profilo dei principi attivi. Il risultato è un estratto cremoso e ad alta potenza, contenente oltre il 90% di composti attivi, inclusi cannabinoidi e terpeni. Demecan produce questo estratto secondo le norme GMP farmaceutiche estraendolo da un cultivar a predominanza Indica con circa 80% THC, <5% CBD ed un contenuto di terpeni di circa 6%] e 30 capsule da 0,5 g ciascuna, che svapo durante il giorno quando sento riapparire i dolori.
SS: A quali prodotti hai diritto e li paghi di tasca tua o tramite l’assicurazione sanitaria?
Qualche tempo fa un perito medico ha stabilito che tutti i miei estratti vengano pagati dalla mia assicurazione sanitaria. Ricevo infatti tutti i miei medicinali mensili coperti – grazie a Dio – dall’assicurazione, con solo un piccolo contributo aggiuntivo.
SS: Se l'assicurazione non coprisse i costi potresti permetterti questa cura?
Privatamente non potrei permettermi questa terapia.
SS: Perché? Quale spesa comporta mensilmente?
Stimo che l’assicurazione sanitaria debba coprire tra i 7.000 euro e i 9.000 euro su base mensile.
SS: Il nuovo governo ha recentemente deciso l'obbligo di un consulto medico in presenza per la prima prescrizione ed il divieto di spedizione postale per le infiorescenze. Cosa ne pensi di questi cambiamenti?
Penso che, trattandosi di una sostanza stupefacente, dovrebbe essere consegnata solo di persona direttamente al paziente malato. Fino a questo cambiamento, sul web era possibile ordinare cannabis medica in maniera quasi automatica, ma senza un vero controllo sull'identità di chi acquistava. Potenzialmente anche un minorenne potrebbe acquistare senza controllo alcuno, perché nessuno chiede o verifica il documento di identità. Al momento anche i criminali riescono ad accedere a farmaci contenenti cannabinoidi e questo non dovrebbe essere possibile. È sicuramente necessario un controllo delle identità per dare credibilità al sistema, ma una volta chiarito questo aspetto, sarebbe necessario ristabilire la liceità della spedizione postale in quanto maniera più semplice per ottenere la medicina senza troppe fatiche da parte di noi pazienti. Non tutti sono in grado di spostarsi e questo potrebbe diventare un problema serio per accedere alla cannabis.
Un'idea potrebbe essere quella di creare una rete di farmacie locali che possano servire i pazienti direttamente sul posto evitando loro di compiere spostamenti non necessari e spesso proibitivi a seconda del quadro clinico di ogni paziente.
Questo articolo è tratto dal numero 06/2025 della Rivista cartacea Soft Secrets
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