A sorpresa, il Lussemburgo

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La notizia è arrivata come un balsamo fresco in questo agosto travagliato ed è stata una delle poche buone nuove di questa lunga estate caldissima: il Lussemburgo potrebbe essere presto il primo Paese europeo a legalizzare la produzione e il consumo di cannabis, sia per scopi terapeutici che per uso ricreativo. Ad annunciarlo il ministro della Salute Etienne Schneider che, in un’intervista al sito web all news politico.eu, si è detto convinto che la politica antidroga portata avanti negli ultimi 50 anni non abbia assolutamente funzionato e che, arrivati alle soglie del 2020, occorra “un atteggiamento più aperto nei confronti della sostanza”. E non solo nel Granducato ma in tutta Europa.
Ad oggi possiamo acquistare qualche grammo nei coffee shop di Amsterdam o essere soci di un Cannabis Club a Barcellona ma il Lussemburgo vuole andare oltre e diventare il primo Paese in Europa a legalizzare la cannabis tout court, innescando – se possibile – un effetto domino negli altri Paesi dell’Unione. La bozza del provvedimento non è ancora stata pubblicata ma il governo dovrebbe presentare il testo entro la fine di quest’anno, dando il via a un iter legislativo che in due anni porterebbe i lussemburghesi maggiorenni a poter acquistare e consumare cannabis legalmente, e i minorenni a non incorrere in sanzioni penali, qualora trovati in possesso di modiche quantità.
L’idea parte infatti dalla salvaguardia della salute dei più giovani. Schneider, assieme al ministro della giustixa Félix Braz, sono conocordi nell’additare la proibizione come l’elemento più accattivante: “i nostri giovani si rivolgono comunque al mercato nero e nel farlo entrano in contatto con una cannabis non controllata e, peggio, con droghe di ben altra pericolosità”. Ad oggi infatti, nel Lussemburgo è possibile utilizzare la cannabis come cura per determinate patologie e il possesso di modiche quantità è decriminalizzato ma l’acquisto, la vendita e la coltivazione rimangono illegali.
Certo, per legalizzare la cannabis non basta dichiarare la sostanza legale e il governo del Granducato dovrà creare da zero un mercato regolato in cui la sostanza verrà tassata e la filiera di produzione controllata. Ma la situazione politica appare decisamente favorevole: i tre partiti che formano la coalizione di governo hanno inserito la legalizzazione della cannabis nella loro agenda istituzionale e il testo ha ottime probabilità di essere approvato in tempi brevi. Uno scoglio potrebbe essere rappresentato dal divieto di acquisto ai turistiw soprattutto alla luce del fatto che circa 200.000 persone attraversano ogni giorno i confini lussemburghesi per recarsi sul posto di lavoro. Ma proprio questo aspetto potrebbe essere la miccia che innescherà quel “effetto domino” che Schneider e colleghi si augurano per il resto dell’Unione Europea.
A sei anni dall’inizio alla corsa all’oro verde, il piccolo Paese incastonato tra Francia, Belgio e Germania, potrebbe diventare l’ariete che sfonda il muro del proibizionismo europeo e noi di Soft Secrets non possiamo far altro che augurarci una nuova Schengen, ma questa volta per la libera circolazione della cannabis. Forza Lussemburgo!
di Giovanna Dark

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