Malta e cannabis, intervista a Andrew Bonello della ong ReLeaf

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Intervista a Andrew Bonello, presidente della Ong ReLeaf Malta, per un'analisi dettagliata della situazione della cannabis nel vicino Stato insulare

SSIT: Quando è stata fondata Releaf Malta e quali sono gli obiettivi della Ong?

A.B.: ReLeaf Malta è stata fondata nel 2017 da un gruppo di cittadini maltesi con l’obiettivo di rivolgersi alle istituzioni governative per cambiare queste leggi draconiane che criminalizzano i consumatori di cannabis. Portiamo avanti anche iniziative per promuovere ulteriori modifiche legislative a quanto introdotto nel 2015 (la depenalizzazione di un minimo quantitativo). Gli obiettivi di ReLeaf sono inclusi nel nostro slogan: legalizzare, educare, regolare. In effetti negli ultimi anni la nostra organizzazione ha incontrato un numero sempre crescente di persone e realtà locali interessate, trattando l’importanza di comprendere al meglio cosa sia la cannabis e dell’influenza della stessa sulla società. Stiamo contribuendo ad intraprendere percorsi per garantire una legislazione migliore che smetta di criminalizzare i consumatori di cannabis, favorendo invece una società più inclusiva e più giusta.
L’anno 2019 è stato importante perché ReLeaf  ha pubblicato la prima proposta per un mercato della cannabis regolamentato e legalizzato a Malta. Per la prima volta, i cittadini maltesi hanno espresso globalmente un’idea più chiara di cosa potrebbe essere un mercato regolamentato. Abbiamo concentrato la nostra proposta su tre principi cardine:
1) Il diritto alla salute, alla privacy e all’accessibilità per le persone che usano la cannabis;
2) L’importanza di garantire l’equità sociale e l’estinzione urgente dei precedenti penali;
3) Sostenibilità e protezione delle risorse locali.
Il 20 aprile di quest’anno abbiamo pubblicato la nostra proposta del 4/20, invitando il governo a consentire ai cittadini adulti maltesi di coltivare un numero limitato di piante nella privacy delle loro case. Nelle prossime settimane ReLeaf Malta rilascerà una seconda risoluzione, questa volta concentrandosi sulle persone ancora incarcerate dal proibizionismo vigente.

SSIT: Quale tipologia di influenza politica può avere una Ong come Releaf Malta per le decisioni del governo sulla vita quotidiana?

A.B: Fin dall’inizio ReLeaf Malta ha mantenuto un dialogo aperto e stretto con le istituzioni e ha incontrato attivamente diversi funzionari governativi per spiegare al meglio i benefici di un mercato regolamentato della cannabis. Ora siamo lieti di osservare che la On. Rosianne Cutajar sta prendendo molto sul serio la questione, con il 20 aprile 2020, data in cui ha pubblicato un video nel quale ha dichiarato che è giunto il momento di riconoscere che l’attuale sistema proibizionista ha fallito. Esso continua a discriminare le persone che usano la cannabis, diffondendo una cultura stigmatizzata in merito.
A seguito di questi sviluppi, ma anche di un ambiente potenzialmente meno ostile per parlare dei benefici della cannabis e dei rischi potenziali, crediamo che ReLeaf Malta stia riuscendo a influenzare positivamente la società maltese sull’utilizzo della cannabis e, in definitiva, a migliorare anche gli intenti politici in materia.

SSIT: Che tipo di iniziative e idee sta adottando ReLeaf per la questione cannabis a Malta?

A.B: La nostra proposta per un mercato della cannabis regolamentato e legalizzato è spiegata nelle nostre risoluzioni del 4/20 sul diritto alla crescita e sul rilascio dei prigionieri con annesso l’annullamento delle condanne penali. ReLeaf, ai fini del miglioramento della situazione a Malta in questo difficile periodo, ha analizzato che sarebbe opportuno: 1) Riconoscere che il diritto alla salute delle persone che usano la cannabis è attualmente messo a repentaglio da disposizioni di legge non sostenibili, con annessa l’instabilità creata dalla Pandemia di Covid19;
2) Riconoscere che il diritto alla salute delle persone che usano la cannabis è intrinsecamente legato alla qualità delle piante, alla sua disponibilità e ai diversi metodi di consumo personale;
3) Introdurre una proposta di legge che depenalizzi la coltivazione privata per adulti di un numero limitato di piante di cannabis per uso personale;
4) Introdurre una campagna di riduzione del danno incentrata esclusivamente sul consumo degli adulti e sulla coltivazione della cannabis per uso personale;

SSIT: Qual è esattamente la situazione della Cannabis a Malta?

A.B: Il consumo di cannabis per uso personale è ancora illegale e, sebbene le modifiche di legge del 2015 siano riuscite a depenalizzare il semplice possesso di un minimo quantitativo (fino a 3,5 grammi), si continua a lasciare possibilità d’azione agli agenti di polizia nel trattenere e interrogare il malcapitato. Inoltre, se la persona fosse trovata con più di quanto previsto dalla legge, comporterebbe anche una pena detentiva. Più recentemente, gli emendamenti hanno incluso il fatto che spetta al giudice la discrezionalità di determinare se la persona debba essere mandata in prigione o meno. Recentemente, abbiamo avuto un caso di giovani donne arrestate e terrorizzate per la coltivazione di 1 pianta con la polizia che ne ha dichiarate addirittura 6 sui verbali. Allo stato attuale la legge, quindi, non riflette adeguatamente la società maltese, continuando a influire negativamente sul benessere dei consumatori.
La cannabis terapeutica è stata legalizzata nel 2017, ma è stata resa disponibile solo per i pazienti alla fine del 2018. Attualmente ci sono solo pochi tipi di varietà disponibili (prevalentemente Bedrocan e Pedanios), mentre altre necessarie, con maggiore contenuto di THC e CBD, non sono “tecnicamente” disponibili e richiedono una non semplice prescrizione medica. La canapa come terapia costa tra i 16 e i 18 Euro al grammo e il paziente deve richiedere nuovamente l’autorizzazione dopo la fine di un ciclo di cure. Ciò richiede tempo e una notevole quantità di burocrazia da affrontare. Ai pazienti non è chiaramente permessa la coltivazione personale. Recentemente è stato addirittura intimato dalla Polizia che le loro patenti di guida sarebbero state sospese o revocate, poiché in cura con una sostanza psicoattiva. Grazie alla protesta di ReLeaf e dei media locali non è accaduto niente di tutto ciò.

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Il documento di ReLeaf del 4/20

SSIT: Dopo aver visto il video del 4/20 di Rosianne Cutajar di solidarietà e sostegno verso i consumatori, quali sono le possibilità di vedere cambiare concretamente le politiche di Malta sulla cannabis?

A.B: Di recente abbiamo parlato con l’On. Rosianne Cutajar, la quale ci ha rassicurato sul fatto che il suo ufficio sta lavorando per far avanzare le riforme promesse. Non vediamo l’ora che arrivino le proposte nelle prossime settimane.

SSIT: Quali sono le impressioni di ReLeaf Malta per il futuro della cannabis per Malta e l’Europa? Qual è la tua opinione sulla situazione in Italia?

A.B: Vediamo un futuro molto luminoso per la cannabis a Malta e in Europa, tuttavia è importante che i paesi scelgano un quadro normativo basato su: diritti umani, diritto alla privacy, sistemi di crescita sostenibili ed equità sociale. Inoltre, è importante che il diritto di coltivare un numero limitato di piante nella privacy di quelle domestiche sia garantito in tutta Europa. Riteniamo che l’Italia trarrebbe sicuramente grandi benefici da un mercato regolamentato della cannabis, in particolare in un’era post-coronavirus dove sarà inevitabile una crisi economica.

Il documento di ReLeaf del 4/20
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