Cannabis e fake news, una triste lunga storia

fake news sulla cannabis
Le fake news sulla cannabis spopolano dall'epoca del proibizionismo ad oggi. La maggior parte di esse vede la propria provenienza principalmente dai grandi canali mainstream, dove, in modo ciclico continuano ad uscire gigantesche bufale decisamente non al passo con i tempi attuali. La nostra analisi della storia e del presente di questo spinoso argomento.

Fake news sulla cannabis, una lunga e triste storia

Le fake news sulla cannabis sono un tormentone che si ripete ciclicamente dalla prima fase della proibizione della pianta, risalente agli anni ’30 del Novecento, fino ai giorni nostri.
Il fenomeno ebbe il proprio inizio in un periodo, dove, nonostante una crescita continua per la cannabis con i propri molteplici utilizzi nel mondo, gli Stati Uniti si giocarono la carta della cosiddetta War on drugs, focalizzandosi sulla canapa.
Lo sceriffo del proibizionismo Henry J. Anslinger, per mascherare quello che si è rivelato uno dei più catastrofici conflitti d’interesse della storia, iniziò la propria campagna di fake news sulla cannabis, che partorì il Marijuana Tax Act, prima grande forma di proibizione della cannabis. 

La complicità dei principali media statunitensi e registi cinematografici nella demonizzazione di questa pianta partorì molte frasi ed esclamazioni celebri come: “Assassin of Youth” a “Madness Refeer”. 

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Marihuana: The assasin of Youth. Foto scattata all’Hemp Museum Gallery di Barcellona

Da ricordare le molteplici fonti di disinformazione utilizzate dallo stesso Anslinger per il suo perfido scopo come:

“Dopo aver fumato uno spinello potresti benissimo uccidere tuo fratello”

“La marijuana è, tra le droghe, la maggior causa di violenza nella storia dell’umanità”.

Il triste epilogo della proibizione globale della cannabis negli anni 60 e 70 nel resto del mondo, rappresentò una scelta nata dalle fake news sulla cannabis.
Nel 2020, purtroppo, prosegue la crociata di sedicienti proibizionisti e moltissime testate appartenenti al panorama del mainstream.

Fake news sulla cannabis in Italia oggi, per un pubblico “drogato di banalità”

Le fake news sulla cannabis in Italia rappresentano una problematica che ci lascia indietro rispetto ad altri Stati del mondo, i quali hanno adottato un approccio maggiormente razionale per superare questo antiquata forma di proibizionismo. 

Negli anni 2000, la disinformazione e i beceri interessi politici portarono all’approvazione della celebre ed incostituzionale Legge Fini Giovanardi. Con la scusa di monitorare il traffico di stupefacenti nel periodo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, la legge più liberticida dei tempi moderni, per essere approvata e applicata, ha cavalcato innumerevoli fake news sulla cannabis diffuse dai promotori e da molti media ad essi correlati (dall’equiparazione del consumatore allo spacciatore per passare al solito tormentone che la marijuana rappresenta un tramite per il consumo di droghe pesanti). 
La speranza di molti addetti al settore, dopo la caduta della suddetta legge nel 2014, era quella di ricevere finalmente informazioni equilibrate per creare un serio dibattito sul tema. Purtroppo anche questa volta non è stato così.

Correva la primavera del 2016 e, nel frattempo che a Bologna si svolgeva la quarta edizione di Indica Sativa Trade, il TG3 Piemonte metteva in onda il servizio “THC la nuova droga”.

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L’assurdo titolo del TGR Piemonte nel 2016

Molto sdegno si era creato tra gli operatori del settore in fiera, i quali chiesero una rettifica ufficiale da parte della testata, che arrivò con relativa calma e danno compiuto.

Il periodo salviniano ha portato al meglio del peggio della disinformazione sulla cannabis che, al confronto con i tempi, Anslinger sembrava quasi un dilettante.

La disinformazione sulla cannabis di ieri: “L’amnesia è una super marijuana, ma ha il sapore dell’eroina”.

La notizia dai toni di grande disinformazione è venuta nuovamente dal Piemonte, dove nella giornata di ieri i Carabinieri in Val di Susa hanno sequestrato ad un uomo 8 etti di Amnesia, definita come super marijuana (unita all’eroina).
Premesso che con il proibizionismo attuale è possibile assistere al taglio della cannabis con sostanze nocive, alcuni quotidiani nazionali hanno riportato la notizia descrivendo l’Amnesia come una droga pesante, quando invece si tratta di un tipo di cannabis coltivata e presente nelle piazze italiane da decenni orsono.
Il messaggio veicolato, purtroppo, è sempre il medesimo: la cannabis è una potente droga che crea dipendenza.

Le fake news sulla cannabis potrebbero essere evitate con l’utilizzo di un maggior raziocinio nella verifica delle fonti da parte delle testate. É di vitale importanza il lavoro di smentita da parte delle testate di settore, come Soft Secrets Italia, affinché questa disinformazione venga puntualmente smentita e si prenda la responsabilità di raccontare la verità sull’argomento, cosa necessaria in quest’era nella quale viviamo.

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