Calce e canapa: la risposta naturale al caldo malato delle nostre città

Maria Novella De Luca
01 Aug 2026

Di fronte a un’ennesima estate di caldo soffocante, la risposta immediata è sigillarsi in casa con i condizionatori. Ma è giunto il momento di mettere mano alle nostre abitudini, a partire da dove e come viviamo. E la risposta, ancora una volta, ci viene dalla canapa, risorsa naturale e traspirante che rivoluziona il comfort abitativo.


Ogni estate la storia si ripete, ma con un’intensità sempre più preoccupante: le nostre città diventano bolle d’aria incandescente e il caldo "malato" non dà tregua. La tentazione immediata è rifugiarsi al chiuso con il condizionatore acceso al massimo. Una soluzione d'emergenza che, però, alimenta proprio quel circuito vizioso che sta surriscaldando il pianeta a velocità mai viste, tra siccità prolungate, eventi estremi e territori fragili. Forse è giunto davvero il momento di rivedere alcune nostre abitudini, a partire da dove e come viviamo. E la natura, in effetti, ancora una volta, ci offre una risorsa straordinaria e già pronta: la canapa.

Integrare la canapa nei materiali da costruzione è un’idea che ha iniziato a farsi strada da qualche anno, ma che stenta ancora a diventare una scelta di massa. Pochi la conoscono, pochissimi la scelgono, spesso per mancanza di informazione o per la resistenza dei modelli costruttivi tradizionali. Eppure, la calce canapa (un biocomposto ottenuto miscelando il canapulo, ovvero la parte legnosa del fusto della canapa, con leganti a base di calce idraulica e acqua) rappresenta una soluzione semplice, ecologica ed estremamente efficace per la salute dell'uomo e del pianeta. Varcare la soglia di una casa costruita in canapa durante una giornata torrida, infatti, significa capire subito, con il proprio corpo, che un altro modo di abitare esiste già.

Ne abbiamo parlato con Filippo Caggiano, architetto Consulente Esperto CasaClima, progettista attento ai temi della sostenibilità, attivo nel settore della Bio-Edilizia dal 2004 e socio fondatore dell’Atelier di Bio Architettura Green Think, che utilizza quotidianamente materiali biocompatibili di origine vegetale come la canapa, per capire cos'è la calce canapa, come riesce a sconfiggere il caldo torrido e come si sta muovendo la filiera italiana per rendere queste case il futuro dell'abitare.

L'esperienza abitativa e il microclima

SS: Sperimentare il clima all'interno di una casa in canapa fa un'impressione fortissima, specialmente durante le roventi estati degli ultimi anni. Dal punto di vista pratico e tecnico, cosa significa davvero vivere in una casa di canapa e come riesce questo materiale a sconfiggere il caldo senza dover ricorrere all'uso continuativo dei condizionatori?

Negli ultimi anni il tema del comfort all’interno degli edifici, storicamente orientato a rispondere alle esigenze prestazionali legate all’isolamento dal freddo e quindi caratterizzante il periodo invernale, si sta indirizzando fortemente verso una maggiore attenzione alla protezione dal calore proprio dei mesi estivi. L’edificio nei mesi estivi si trova spesso nelle condizioni di accumulare ingenti quantità di calore senza la possibilità di dissiparlo, costringendoci a dover ricorrere a costosi impianti di climatizzazione molto energivori. Una casa realizzata in calce e canapa riesce a contrastare efficacemente il calore estivo grazie alle sue proprietà di massa ed isolamento che lavorano in sinergia. È importante comprendere come tutti gli edifici storici che hanno murature portanti (in laterizio o in pietra) hanno una elevata capacità di proteggere dal surriscaldamento estivo ma limitate capacità di proteggere dal freddo: un edificio realizzato in calce e canapa invece è in grado di unire all’elevata prestazione dell’isolamento invernale anche la performance estiva garantendo temperature interne stabili e prossime, anche nei periodi più caldi, ai 25 gradi.

La filiera e la materia prima

SS: Per le tue realizzazioni riesci a utilizzare canapa italiana? Qual è oggi la situazione dei campi di coltivazione e dei centri di trasformazione nel nostro Paese, ed è facile rifornirsi a km zero o quasi?

Nei nostri progetti e realizzazioni utilizziamo la canapa sia come materia prima (ballette di canapa) che semilavorati (miscele di calce canapa) che come prodotti finiti (pannelli e blocchi). La percentuale di canapa italiana purtroppo non supera il 15-20% del volume complessivo utilizzato. Ci sono pochi centri di trasformazione caratterizzati da dimensioni piccole e spesso poco produttive. Nel caso del canapulo e della fibra disponibile in ballette riusciamo a lavorare con un prodotto a “km controllato” che riesce ad arrivare al massimo da 100 km di distanza.

SS: Quali sono i Paesi da cui vi rifornite maggiormente? 

Siamo dipendenti principalmente dalla Francia e poi a ruota dalla Germania.

 

 

Calce e canapa: la risposta naturale al caldo malato delle nostre città
Foto Green Think

Le barriere culturali e il mercato

SS: Nonostante i grandissimi vantaggi per la salute, l'ambiente e il risparmio energetico a lungo termine, le abitazioni in canapa e calce rimangono ancora una scelta di nicchia. Secondo la tua esperienza "sul campo", perché in Italia questo modello costruttivo fatica ancora a diffondersi e quali sono i principali ostacoli o pregiudizi che incontri nei clienti e nel settore?

Avendo iniziato più di 20 anni fa a lavorare sul tema progettuale dei materiali naturali vegetali posso affermare che, contrariamente a quanto si possa pensare, nell’uso dei materiali naturali si sono fatti passi da gigante. Nel nostro “panorama lavorativo” stiamo usando la canapa, congiuntamente ad altri materiali naturali vegetali e minerali, in tutti gli edifici da noi progettati. I clienti che si rivolgono a noi sono sempre attenti alla dimensione della salubrità senza mai dimenticare la componente economica e la durabilità dei materiali (temi centrali che dominano il settore dell’edilizia europea). In questo momento stiamo assistendo ad un grosso interesse da parte dei costruttori/investitori verso l’uso della canapa e questo ci fa pensare che nei prossimi dieci anni assisteremo ad una nuova fase di crescita, a patto che i produttori di materiali riescano a far maturare la produzione italiana di canapa innescando a loro volta investimenti sui centri di trasformazione.

Igiene dell'aria e benessere a 360°

SS: Oltre al comfort termico estivo, quali sono gli altri benefici "invisibili" che chi sceglie una casa in canapa nota subito nel vivere quotidiano, specialmente in termini di qualità dell'aria e regolarizzazione dell'umidità?

Il nostro organismo è molto sensibile alla componente dell’umidità che percepisce negli ambienti. Da questo punto di vista la canapa, come altri materiali di origine vegetale, ha un’ottima capacità di gestione igrometrica (capacità di gestire in maniera dinamica l’umidità) che le permette di stoccare l’eccessiva umidità presente nei locali per poi rilasciarla in condizioni di basse percentuali di umidità relativa. La qualità dell’aria viene invece garantita dall’assenza di emissione di sostanze chimiche o biologicamente incompatibili.

Quindi possiamo concludere dicendo che scegliere la calce canapa non significa soltanto vivere meglio all'interno delle proprie mura, ma compiere un atto concreto di cura verso il pianeta. La natura, infatti, come abbiamo visto, ci ha già fornito gli strumenti per curare le nostre città e le nostre case; sta a noi avere il coraggio di conoscerli, sceglierli e diffonderli, per restituire valore al mondo che ci ospita e garantire a noi stessi una qualità di vita autentica e sostenibile.

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