Cannabis e nuove generazioni in Germania: cosa ci dice davvero il primo anno di riforma

Marco Ribechi
25 Jul 2026

A dodici mesi dalla parziale legalizzazione, l’analisi del Robert Koch Institute sui dati del Drug Affinity Study 2025 smonta le narrazioni allarmistiche: nessuna impennata tra i giovanissimi, mentre i trend di consumo tra i giovani adulti seguono traiettorie storiche di lungo corso


Quando a inizio 2024 la Germania ha varato la storica riforma che ha parzialmente legalizzato il possesso e la coltivazione domestica di cannabis, il dibattito pubblico europeo si è infiammato. 

Da un lato i sostenitori della misura, pronti a scommettere su una maggiore tutela attraverso il mercato regolamentato; dall'altro i detrattori, fermi nel pronosticare un effetto-shock e un'immediata "epidemia" di consumo tra i giovanissimi, attratti dalla presunta normalizzazione della sostanza. 

A un anno di distanza, le opinioni lasciano finalmente spazio alla scienza. 

Il Robert Koch Institute (RKI) — l'ente federale tedesco per il controllo e la prevenzione delle malattie — ha pubblicato un'analisi approfondita basata sui dati aggiornati del Drug Affinity Study 2025, confrontandoli con le serie storiche che l'istituto monitora sistematicamente dal 2008. Il verdetto? Gli scenari catastrofici prospettati dai critici non hanno trovato riscontro nella realtà empirica

I dati sotto la lente: stabilità totale tra gli adolescenti 

Il cuore dell'indagine ha riguardato la prevalenza d'uso negli ultimi 12 mesi, confrontando la situazione precedente alla riforma con il quadro attuale. Il dato più rilevante per chi temeva contraccolpi sui minori riguarda proprio la fascia d'età più sensibile: tra gli adolescenti (12-17 anni), l'analisi non evidenzia alcuna variazione statisticamente significativa nel biennio 2023-2025. 

Nel dettaglio, la prevalenza d'uso si attesta al 4,6% tra le ragazze e al 7,2% tra i ragazzi. Nessuna esplosione dei volumi, dunque, né tantomeno un salto generazionale incontrollato nelle scuole o tra i minorenni. 

La riforma, in sintesi, non ha agito da catalizzatore per un consumo precoce di massa, sfatando il mito secondo cui la rimozione del divieto penale avrebbe automaticamente spinto i giovanissimi verso la sostanza. 

Giovani adulti: crescono i ragazzi, ma il trend è iniziato nel 2008 

Discorso differente, che richiede però una lettura scevra da facili allarmismi, riguarda la fascia dei giovani adulti tra i 18 e i 25 anni. In questo segmento le percentuali restano elevate: il 31,8% dei giovani uomini e il 18,8% delle giovani donne dichiarano di aver consumato cannabis nell'ultimo anno. Mentre tra le giovani donne il dato è rimasto stabile, i giovani uomini (18-25 anni) hanno fatto registrare un incremento statisticamente significativo nel biennio.

Gli autori dello studio, tuttavia, invitano a rifuggire dai facili nessi di causa-effetto: «Questo aumento non rappresenta un fenomeno estemporaneo o una conseguenza diretta della legge del 2024, ma si inserisce ininterrottamente in un trend di crescita a lungo termine osservato in questa specifica coorte demografica fin dal 2008». 

In parole povere, la traiettoria di consumo di questo gruppo demografico stava già crescendo da oltre quindici anni, seguendo dinamiche sociali e culturali che precedono ampiamente la recente svolta normativa e che non possono essere ridotte a una semplice reazione alla riforma. Verso una prevenzione matura e fondata sui dati 

Per gli operatori della filiera, i sociologi e gli addetti ai lavori, la ricerca del RKI offre argomenti solidi e indica la rotta per il futuro. 

L'evidenza principale è che il tanto temuto effetto-shock della legalizzazione parziale non si è tradotto in un'emergenza sanitaria tra i minorenni, dimostrando che le curve di consumo seguono cicli strutturali a lungo termine piuttosto che dipendere esclusivamente da singoli interventi legislativi. 

Allo stesso tempo, la persistenza di tassi di consumo elevati tra i maggiorenni ribadisce che il vero nodo per le istituzioni non risiede nell'inseguimento repressivo del mercato, bensì nella capacità di investire in programmi mirati di educazione alla salute, riduzione del rischio e informazione scientificamente fondata. 

A un anno dal "modello tedesco", i dati dimostrano che una politica basata sulla trasparenza può convivere con la tutela della salute pubblica, lasciando finalmente alle spalle la stagione della propaganda ideologica.

 

Fonte scientifica: Orth B, Eckhardt S, Nitzsche A. "One year after partial legalisation in Germany: Trends in cannabis use among young people between 2008 and 2025". Journal of Health Monitoring (RKI), 2026.

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Marco Ribechi