Canapa salva api: lo studio polacco su siccità e pesticidi

Marco Ribechi
17 Apr 2026

La salute delle api mellifere è da anni una preoccupazione globale. Parassiti, pesticidi e la perdita di habitat naturali stanno mettendo a dura prova questi impollinatori. Il parassita unicellulare Nosema ceranae, in particolare, è considerato uno dei fattori più pericolosi che contribuiscono alla mortalità delle api. Nuove ricerche dimostrano ora che la cannabis – più precisamente, le infiorescenze della Cannabis sativa – può svolgere un ruolo sorprendentemente efficace nel combattere questo patogeno


Un’alleanza inaspettata tra natura e agricoltura 

Mentre la popolazione mondiale di api continua a diminuire a causa di pesticidi, parassiti e cambiamenti climatici, una soluzione inaspettata arriva dai campi di canapa. Sebbene la cannabis sia una pianta impollinata dal vento e non produca nettare per attirare gli insetti, studi recenti dimostrano che potrebbe giocare un ruolo cruciale nella sopravvivenza degli impollinatori, specialmente nei mesi estivi più critici. 

La canapa come "ancora di salvataggio" estiva 

In Italia, le estati sono sempre più calde e siccitose. Verso la fine della stagione, molte piante da fiore smettono di produrre polline, creando un "periodo di carestia" per le api. La canapa industriale (Cannabis sativa L.), invece, fiorisce proprio in questo arco di tempo, offrendo una fonte abbondante di polline quando quasi nient'altro è disponibile. 

Uno studio condotto dalla Colorado State University ha confermato che le api frequentano intensamente i campi di canapa durante la fioritura maschile. Più la piantagione è estesa, più aumenta la varietà di specie di api presenti, rendendo la canapa una coltura fondamentale per sostenere la biodiversità locale. 

Estratto di canapa contro i pesticidi: lo studio polacco 

La vera notizia rivoluzionaria arriva però dall'Università di Lublino, in Polonia. Un team di ricercatori ha testato gli effetti degli estratti di cannabis sulla salute delle api esposte ai neonicotinoidi, pesticidi comunemente usati in agricoltura che danneggiano il sistema nervoso degli insetti.

I risultati sono sorprendenti: 

Protezione neuronale: Gli estratti di canapa sembrano prolungare la vita delle api esposte alle tossine.

Effetto antiossidante: Le sostanze contenute nella pianta aiutano a contrastare lo stress ossidativo causato dai prodotti chimici. 

Nota scientifica: È importante ricordare che le api non possiedono recettori cannabinoidi (CB1 e CB2). Pertanto, non subiscono alcun effetto psicoattivo dal THC; traggono beneficio esclusivamente dalle proprietà protettive dei composti della pianta.

Il mito del "miele alla cannabis" 

Spesso si sente parlare del cosiddetto "Cannahoney". È bene fare chiarezza: poiché la cannabis non produce nettare, le api non possono produrre miele "naturalmente" dalla pianta. Il miele che si trova in commercio è solitamente miele millefiori a cui vengono aggiunti estratti (CBD/THC) in un secondo momento, o prodotto da api addestrate a nutrirsi di soluzioni zuccherine arricchite, una pratica che però esula dal naturale comportamento dell'alveare. 

L'integrazione della canapa nelle rotazioni agricole italiane non solo gioverebbe all'economia e all'ambiente, ma offrirebbe un rifugio sicuro e nutriente per i nostri impollinatori più preziosi. In un momento in cui le api rischiano l'estinzione, la cannabis si conferma, ancora una volta, una pianta dalle mille risorse.

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Marco Ribechi