Stati Uniti, cala l'uso di cannabis tra i giovani con la legalizzazione

Marco Ribechi
24 Mar 2026

In un sorprendente e ironico giro di boa comunicativo, la Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense ha confermato, attraverso un nuovo strumento educativo online, ciò che attivisti e ricercatori sostengono da anni: l'uso di cannabis da parte degli adolescenti è in costante calo, proprio mentre le politiche di legalizzazione si espandono negli Stati Uniti


Questa ammissione non arriva da un comunicato stampa ufficiale, bensì da un quiz presente sulla piattaforma "Just Think Twice" della DEA (Organo per l'applicazione delle politiche sulle droghe), un portale dedicato alla prevenzione dell'uso di droghe tra i giovani. 

Una mossa che segna un netto distacco dalla retoica proibizionista tradizionale, spesso basata sul timore che la regolamentazione aumenti l'accessibilità e, di conseguenza, il consumo tra i minori.

Il paradosso del quiz della DEA 

Il quiz della DEA, pensato per testare le conoscenze dei giovani sulle sostanze stupefacenti, poneva una domanda cruciale sul trend del consumo di marijuana negli ultimi decenni. La risposta corretta fornita dall'agenzia stessa ha rivelato che la percentuale di studenti delle scuole superiori che hanno fatto uso di cannabis è diminuita. Questo dato è particolarmente significativo se contestualizzato nel panorama attuale. 

Negli Stati Uniti, la maggioranza degli stati ha legalizzato l'uso medico e un numero crescente ha regolamentato l'uso ricreativo per gli adulti. Secondo la narrazione proibizionista, questo avrebbe dovuto portare a un boom di consumi giovanili. La realtà descritta dalla DEA, invece, mostra lo scenario opposto.

I dati scientifici a supporto: NIDA e Monitoring the Future 

La DEA non ha inventato questi dati. La base scientifica dell'affermazione risiede nei rapporti annuali del National Institute on Drug Abuse (NIDA), in particolare lo studio "Monitoring the Future". Questa ricerca, una delle più autorevoli negli USA, monitora i comportamenti di consumo di sostanze tra gli studenti americani da decenni. I dati analizzati coprono un arco temporale vasto, dal 1995 al 2025, e confermano un trend discendente stabile. Anche altri studi recenti, tra cui quelli condotti dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), hanno mostrato che la legalizzazione non correla con un aumento del consumo adolescenziale e, in alcuni casi, è associata a una sua diminuzione. 

Perché la legalizzazione può ridurre il consumo giovanile 

Esistono diverse teorie sul perché la legalizzazione non porti all'aumento dei consumi tra i minori, spesso supportate dalle evidenze empiriche negli stati che hanno regolamentato il mercato: 

Spostamento dal mercato nero: Un mercato legale e regolamentato impone controlli rigorosi sull'età nei punti vendita autorizzati. I dispensari rischiano la licenza se vendono a minori, a differenza dei pusher del mercato nero. 

Percezione del rischio e "perdita di fascino": Alcune ricerche suggeriscono che la regolamentazione possa alterare la percezione della cannabis tra i giovani, riducendo il fattore "frutto proibito". 

Migliore educazione e prevenzione: I proventi fiscali della cannabis legale vengono spesso reinvestiti in programmi di educazione e prevenzione basati sull'evidenza, piuttosto che sulla paura. 

Un cambio di rotta nella prevenzione della DEA?

La piattaforma "Just Think Twice" della DEA è stata storicamente criticata per l'uso di tattiche basate sulla paura e informazioni a volte non accurate, simili alla controversa campagna D.A.R.E. degli anni '80. L'inclusione di dati corretti e aggiornati sul calo dell'uso giovanile potrebbe segnalare un tentativo di rendere la prevenzione più credibile ed efficace agli occhi delle nuove generazioni. 

Tuttavia, è importante notare che, sebbene questo quiz ammetta il calo dell'uso, la DEA continua a classificare la cannabis come una sostanza di Tabella I (la categoria più restrittiva), al pari dell'eroina. C'è quindi un'evidente disconnessione tra la comunicazione preventiva e la politica di classificazione federale, attualmente sotto revisione. 

Il contesto italiano 

Per un lettore italiano di Soft Secrets, questa notizia è fondamentale. Spesso nel dibattito politico nostrano si usano argomentazioni non supportate dai dati per bloccare qualsiasi tentativo di riforma. Vedere l'agenzia antidroga più potente del mondo ammettere che regolamentazione e diminuzione dei consumi giovanili possono coesistere, offre uno strumento potente per promuovere una discussione basata sui fatti e sul modello di riduzione del danno. 

 

Nota: Questo articolo ha scopo puramente informativo e si basa su notizie e studi scientifici pubblicati negli Stati Uniti. Non costituisce consulenza medica o legale. Soft Secrets supporta il consumo responsabile da parte degli adulti e la prevenzione dell'uso da parte dei minori.

 

Fonte: Marijuana Moment

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Marco Ribechi