Dietro le quinte della disobbedienza collettiva di Cannabis Cura Sicilia

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Iniziata ufficialmente nello scorso autunno, con un videomessaggio per questa causa anche del Dott. Fabrizio Cinquini nel giorno del 4/20, la disobbedienza civile di Cannabis Cura Sicilia sulla tematica della cannabis terapeutica. Nell'intervista odierna ad Alessandro Raudino, presidente del social club siciliano dedicato alla cannabis come terapia, abbiamo fatto il punto della situazione sull'iniziativa in corso.

Disobbedienza Cannabis Cura Sicilia, intervista al presidente del social club Alessandro Raudino

SSIT: Quale idea vi ha portato al lancio di questa disobbedienza civile?
A.R.: L’idea della disobbedienza civile è partita dalle molteplici non risposte da parte di alcune istituzioni alle varie mail e ai tavoli tecnici organizzati. Dopo esserci consultati con il nostro direttivo del social club, nonché con i nostri referenti scientifici (Cannabiscienza) abbiamo deciso di passare all’azione. Nello scorso autunno, quindi, abbiamo lanciato a Siracusa (con i patrocini di Regione Sicilia, Comune di Siracusa ed Esa) il convegno apripista a questa disobbedienza civile per inadempienza da parte dello Stato. Hanno presenziato al dibattito, con nostro grande piacere, anche le Forze dell’Ordine che hanno potuto comprendere di cosa stavamo effettivamente parlando. Aldilà del pregiudizio, il problema più grande attualmente per un malato in cura con la cannabis è rappresentato dalla burocrazia, con annessa la difficile reperibilità del farmaco.

SSIT: Quante persone hanno aderito alla vostra iniziativa?
A.R.: Allo stato attuale hanno aderito circa 50 persone, la maggior parte con patologie ma anche molti da sostenitori, come previsto dalle nostre linee guida per aderire. L’obiettivo della disobbedienza è di arrivare a 100 kg di cannabis terapeutica prodotta da distribuire.

SSIT: Ci daresti le linee guida per partecipare alla vostra iniziativa?
A.R: Le linee guida sono presenti sul nostro sito internet (www.cannabiscurasicilia.com) all’interno della sezione dei moduli per la disobbedienza. Si potrà partecipare, dunque, sia da pazienti già in cura che da sostenitori. I moduli di adesione compilati e firmati potranno essere spediti tramite posta ordinaria, posta elettronica o pec. Cerchiamo di garantire dei cicli di cura completi per i pazienti che aderiranno. In virtù di questo siamo aperti ad ogni tipo di collaborazione onesta e genuina per questa causa.

SSIT: Qual è la situazione attuale in Sicilia per la cannabis terapeutica?
A.R.: Dal 30 gennaio 2020 la Regione Sicilia ha fatto una delibera seguendo le linee guida nazionali, però ha provveduto ad un netto restringimento della gamma di patologie trattabili con la cannabis, soffermandosi maggiormente sulla terapia del dolore nelle sue svariate forme. La valutazione a riguardo spetta al Medico specialista, dopo la difficile epopea che tocca ad un paziente privo di reazioni positive ai farmaci tradizionali. E’ presente, oltretutto, un metodo di valutazione a punteggio con certi parametri, secondo i quali puoi o non puoi avere l’accesso gratuito al farmaco. Sono state rimosse altresì numerosissime gravi patologie da questa tabella di riferimento della Regione e questo è stato, a mio avviso, un grave errore.

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Foto: Florinda Vitale

SSIT: Quale tipologia di riscontro ha avuto Cannabis Cura Sicilia Social Club dal lancio della disobbedienza civile ad oggi?
A.R.: Il via libera all’iniziativa è partito nello scorso autunno, poi, per motivi logistici e di spazi, abbiamo dovuto temporaneamente rimandare la cura di alcune piante. Lavorando a stretto contatto con chi ci segue legalmente (gli avvocati Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti di Tutela Legale Stupefacenti) abbiamo convenuto che non sarebbe stato opportuno spedire alle varie persone che hanno aderito in Sicilia e in tutta Italia, poiché saremmo stati facilmente passibili di guai di natura giudiziaria che avrebbero facilmente compromesso questa iniziativa di disobbedienza civile. Parlando con il Dott. Cinquini, tra i nostri primi promotori della nostra iniziativa, abbiamo reperito per il momento aziende da Veneto, Toscana e Sicilia che hanno aderito da sostenitori a questa iniziativa. La produzione effettuata fino al momento sarà consegnata ai pazienti aderenti quando sussisteranno le adeguate condizioni dal punto di vista legale. D’altronde, chi partecipa e si unirà a questa disobbedienza civile con Cannabis Cura Sicilia, deve essere chiaro che per i propri diritti bisogna metterci la faccia.

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SSIT: Quale importanza ha avuto la partecipazione del Dott. Fabrizio Cinquini alla vostra iniziativa?
A.R.: La partecipazione del Dott. Cinquini è indispensabile per la sua grande esperienza sia in ambito medico-scientifico che in ambito botanico. Ho personalmente moltissima stima per la strada effettuata dal Dott. Cinquini nel mondo della cannabis terapeutica. Lo considero personalmente un giusto temerario, tenendo presente le numerose problematiche che ha dovuto affrontare con la giustizia.
Per noi Fabrizio è assolutamente un modello da seguire in tema di disobbedienza civile verso la difficile situazione nella quale riversa la cannabis in Italia.

SSIT: Qual è il tuo appello finale per la vostra iniziativa?
A.R.: L’unione, se sincera, può fare davvero la forza per un cambiamento.

Leggi anche: Disobbedienza collettiva pubblica fra pazienti in cura con cannabis

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