Yucca schidigera – uno strumento che non può mancare

Yucca-schidigera
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La yucca è un genere di piante perenni appartenenti alla famiglia delle Agavacea. Questo genere di arbusti provengono da alcune zone dell'America centrale con un clima molto arido, più precisamente da California, Messico e alcune regioni caraibiche. La yucca è una pianta succulente, cioè dotata di particolari tessuti in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua. Esistono oltre 50 specie e sottospecie di yucca.

MORFOLOGIA

In natura la yucca raggiunge anche i 20 metri di altezza, mentre nelle coltivazioni domestiche si ferma a circa 2 metri. È caratterizzata da un fusto a forma di cilindro, robusto e con poche ramificazioni, le foglie hanno una forma lineare-lanceolata e crescono dall’apice delle ramificazioni in folti gruppi; spesso l’apice delle foglie è spinoso. I fiori sono di piccole dimensioni, a forma campanulata di colore bianco. A seconda della specie, i frutti della yucca possono essere di due tipi, carnosi e indeiscenti ovvero quei frutti che una volta giunti a maturazione non si aprono automaticamente, oppure di tipo deiscente e secchi a forma di capsula.

YUCCA SCHIDIGERA

La yucca schidigera è una specie originaria del deserto del Mojave, a sud della California; è un piccolo albero detto sempreverde che arriva a misurare i 5 metri di altezza, è dotato di un ampio apparato radicale che si estende fino a 100 metri quadrati in grado di catturare e immagazzinare ogni singolo millimetro di pioggia che batte sul terreno in cui cresce.

Questa specie ricopre un ruolo importante, soprattutto in campo agricolo, per via della sua composizione chimica particolarmente ricca di saponine, un ottimo agente tensioattivo.

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COMPOSIZIONE CHIMICA

Le difficili condizioni ambientali tipiche del deserto dove la yucca cresce, hanno spinto questa pianta a sviluppare numerosi fitocomposti per affrontare condizioni di stress al limite.

La yucca è ricca di saponine, un agente tensioattivo in grado di rompere la polarità delle molecole d’acqua rendendola più penetrante. Contiene numerosi antiossidanti tra cui, gruppi di vitamine A, C ed E, microelementi come selenio e zinco, ormoni vegetali tra i quali l’acido salicilico, enzimi e gruppi di carboidrati complessi, ottimi per l’alimentazione dei microrganismi.

COLTIVARE LA YUCCA

La yucca ama i climi caldi e secchi, cresce bene in terricci ben drenanti, ha bisogno di acqua in quantità minime e anche di poche cure. Coltivare una pianta di yucca è abbastanza semplice; è possibile partire dal seme o per taleaggio della pianta. I semi vanno piantati nel mese di marzo, preferiscono un substrato ricco di torba, materia vegetale per alimentare la rete di microrganismi presenti nel suolo, sabbia di fiume e argilla espansa sul fondo del vaso. I semi vanno piantanti a 0,5 cm di profondità e impiegano circa 3 o 4 settimane a germinare, le nuove piantine vanno irrigate moderatamente facendo attenzione a non inzuppare troppo il terreno. Amano la luce diretta e tollerano anche temperature vicino a 0°C ma solo per brevi periodi.

Il taleaggio della yucca può essere eseguito asportando la sezione apicale del tronco oppure dai germogli alla base della pianta. Prelevare dalla pianta delle sezioni di almeno 15 cm, trattare la superficie tagliata con degli ormoni radicanti, tipo clonex, successivamente trapiantare i cloni in un terriccio a base di torba e sabbia di fiume mescolati in parti uguali. Una temperatura di circa 25°C favorisce la radicazione delle nuove piantine. Generalmente i cloni prelevati dal tronco impiegano la metà del tempo a radicare rispetto ai nuovi germogli alla base della pianta che hanno bisogno di almeno 6 settimane per vedere nuove radici. È preferibile eseguire questa operazione in primavera.

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UTILIZZO

Molto specie di yucca possiedono diverse parti commestibili tra cui fiori, frutti, semi e più raramente le radici. I petali dei fiori vengono mangiati sbollentati alla messicana.

Alcuni popoli di nativi americani utilizzano le radici, ricche di saponine, come shampoo nei loro rituali. Le foglie essiccate di yucca insieme alle fibre del tronco sono impiegate per accendere il fuoco con tecniche primitive per via della loro bassa temperatura di autoignizione.

Oggigiorno la yucca è molto diffusa come pianta ornamentale.

YUCCA E CANNABIS

Gli estratti liquidi e le torte micronizzate a base di yucca sono un potente alleato nelle coltivazioni di marijuana, infatti possiedono differenti composti chimici molto utili per migliorare la crescita della cannabis. Gli estratti di yucca sono ricchi di saponine, un’ottimo agente tensioattivo che migliora la capacità di penetrazione dell’acqua nel terreno. Aggiungere gli estratti di yucca all’acqua di irrigazione rende la distribuzione dell’acqua intorno alle radici più omogenea, in questo modo aumenta anche la capacità di gestione dell’acqua da parte della pianta. Inoltre la distribuzione omogenea dell’acqua riduce il rischio di accumulo di sali minerali nel substrato, infatti gli estratti di yucca sono ottimi per eseguire il flush del terreno. Risulta essere un ottimo agente chelante naturale, in grado di rendere alcuni sostanze nutritive prontamente disponibili per la pianta. Gli estratti di yucca aggiunti alla soluzione nutriente aiutano a mantenere in sospensione le sostanze miscelate.

I gruppi di carboidrati complessi presenti negli estratti di yucca sono molto utili per alimentare i  microrganismi benefici che popolano il suolo.

In natura la yucca cresce in zone calde e aride che la sottopongono a forti stress ambientali, in risposta a questo stress la pianta sviluppa dei composti chimici che l’aiutano a superare le condizioni di crescita avverse. Perciò gli estratti di yucca sono ricchi di antiossidanti come la vitamina C e l’acido salicilico, che proteggono le membrane cellulari della cannabis dai danni causati dai radicali liberi, oltre ad alcune sostanze che stimolano la pianta a produrre dei propri agenti fitosanitari.

Utilizzare la yucca nella coltivazione della cannabis ne aumenta la resistenza a sopportare calore e siccità.

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COME FARE UN ESTRATTO DI YUCCA IN CASA

Gli estratti di yucca si possono ottenere a partire sia dalle foglie che dalle radici, sebbene quest’ultime siano di gran lunga più ricche di saponine.

Il primo metodo, più semplice e veloce, è attraverso l’infusione di foglie e radici per alcuni minuti; innanzitutto è necessario procurarsi delle foglie e radici fresche di yucca, preferibilmente di varietà schidigera, di circa 500 grammi di peso. La pelle e la corteccia devono essere spelate prima di venire immerse in acqua. Utilizzare per l’estrazione solo acqua ottenuta con pompa osmosi o distillata; nel caso si utilizzasse acqua della rete idrica è importante decantarla almeno 24 ore prima di procedere con l’estrazione perché il cloro contenuto nell’acqua di rubinetto potrebbe compromettere l’efficacia del preparato. Per ogni 10 litri d’acqua saranno necessari almeno 1 kg di radici e foglie di yucca. Una volta immerse nell’acqua, cuocere foglie e radici a fuoco lento per circa 2 ore. Al termine della cottura è necessario filtrare liquido ottenuto prima di poter essere utilizzato, quindi attendere che l’infusione si raffreddi, dopo di che filtrare il liquido con un setaccio o più semplicemente con una calza di nylon e conservare il liquido ottenuto.

Per preparare un estratto di yucca più concentrato ed efficace, bisogna utilizzare solo radici di yucca, varietà schidigera. Il processo di estrazione prevede la macerazione in acqua fredda delle radici. Le proporzioni per la macerazione sono di 1:10 quindi per ogni litro d’acqua saranno necessari 100 g di radici finemente sminuzzata. Utilizzare circa 1kg di radici, sminuzzarle finemente fino a creare una polvere e miscelarla con acqua osmotica o distillata nelle proporzioni indicate; il contenitore va chiuso con una rete, in modo da agevolare lo scambio di ossigeno con l’ambiente esterno e allo stesso tempo impedisce che la soluzione venga contaminata da agenti esterni. Lasciare macerare la soluzione contenuta nel recipiente per almeno due settimane. Quotidianamente scuotere leggermente il recipiente per assicurarsi che ogni singola parte di yucca presente nella soluzione entri in contatto con l’acqua. Terminato il periodo di macerazione, è necessario filtrare il liquido prima di poterlo utilizzare. Filtrare la soluzione acquosa con una calza di nylon, per separare il liquido dalle parti vegetali utilizzate.

È possibile aumentare durata e potenza dell’estratto di yucca miscelandolo con melassa da zucchero in parti uguali. In questo modo l’estratto di yucca mantiene la sua efficacia per almeno 6 mesi. È consigliato conservare l’estratto elaborato in un luogo fresco e buio.

YUCCA NELLA COLTIVAZIONE DI MARIJUANA

L’impiego regolare degli estratti di yucca nella coltivazione di cannabis aiutano a prevenire lo sviluppo di alcuni problemi del substrato di crescita; aggiungere la yucca come ingrediente finale della soluzione nutriente agevola la distribuzione dell’acqua d’irrigazione e impedisce la formazione di sacche di sali minerali nella zona delle radici. Quindi aumenta la disponibilità delle sostanze nutritive e fornisce un apporto energetico alla rete alimentare del suolo; per questo motivo la yucca è ottima da impiegare anche nella preparazione del tè di compost ossigenato. È importante tenere presente che va aggiunto come ultimo ingrediente perché quando viene agitato tende a spumeggiare.

Quando gli estratti di yucca vengono somministrati per irrigazione del substrato, si consiglia di utilizzare le dosi di 100 ml di estratto per 1 litro d’acqua. La yucca risulta ottima anche per mantenere puliti i sistemi d’irrigazione.

Gli estratti di yucca sono molto utili ed efficaci anche via fogliare. Infatti la yucca oltre ad aumentare l’assorbimento dei nutrienti applicati via fogliare, crea sulle foglie uno strato ceroso che impedisce la formazione di malattie fungine e le protegge dall’attacco di altri tipi di insetti. Come spray fogliare va applicata nelle dosi di 0,5 ml per litro d’acqua; utilizzare sempre acqua di buona qualità con un range di ph tra 5.5 e 7.0 aumenta l’efficacia dell’estratto.

La yucca risulta essere molto utile anche nella germinazione di nuovi semi; infatti trattare i semi, immergendoli in una soluzione contenente estratto di yucca, previene la formazione di malattie fungine come alcuni generi di pythium.

Utilizzare piante benefiche nella coltivazione di marijuana, è un metodo sicuro, naturale ed alternativo a quelli impiegati nell’agricoltura convenzionale. Provvedi in prima persona per avere sempre in casa questi potenti alleati!

Di botanicaunderground@gmail.com

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