La legalità fa bene, soprattutto ai mercati

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Entro il 2028 previsti introiti per 123 miliardi di euro ma l’Italia rischia di essere tagliata fuori

Il mercato europeo della cannabis sta esplodendo: negli ultimi dodici mesi l'industria della cannabis europea è cresciuta più che negli ultimi sei anni, sei Paesi hanno annunciato provvedimenti legislativi favorevoli alla coltivazione e alla vendita e oltre 500 milioni di euro sono già stati investiti nel business e nella ricerca. Sono numeri da capogiro quelli forniti da Prohibition Partners - società di consulenza e raccolta dati sui mercati legali della cannabis - e dal suo "The European Cannabis Report".

Nella ricerca, consultabile sul sito prohibitionpartners.com, la società mette nero su bianco i numeri del boom che, agli attuali tassi di crescita, si verificherebbe nei prossimi dieci anni in Europa, portando il mercato della cannabis a un valore totale di 123 miliardi di euro entro il 2028, il 70% circa dell’attuale fatturato complessivo dell’industria farmaceutica del continente. 58 miliardi sarebbero prodotti, appunto, nel settore medico-farmaceutico mentre 65 miliardi arriverebbero dall’uso ricreazionale.

I numeri appaiono ancora più significativi se si considera che includono principalmente i prodotti a base di THC, mentre i dati sulle vendite di CBD non sono stati inclusi nel computo finale, sia perché è ancora difficile reperirli, sia perché si tratta di una sostanza che non richiede una prescrizione medica, ed è stata quindi esclusa dalle stime di mercato sulla cannabis per uso terapeutico. Ma già oggi, almeno secondo le stime della European Industrial Hemp Association (EIHA, l’associazione europea per la canapa industriale), il mercato europeo del CBD per uso farmaceutico avrebbe raggiunto un valore stimabile in 2 miliardi di euro.

Per molti, infatti, è il CBD il vero cavallo di Troia del futuro boom della cannabis. Come è successo in molti stati degli USA e in Canada, in attesa che sia progressivamente legalizzato il THC, il CBD è stato introdotto in diverse tipologie di prodotti – dalla cosmesi all’alimentare -, contribuendo a normalizzare la sostanza cannabis nell’opinione pubblica. E in Europa, ad oggi, il CBD può ormai essere acquistato liberamente in quasi tutti i Paesi, ad eccezione della Slovacchia, dove è ancora illegale e di Danimarca e Malta, che richiedono una prescrizione medica.

In Italia, come sappiamo bene, il contesto legislativo è tuttora più che incerto, soprattutto in seguito alla recente sentenza della Cassazione che ha ribadito la perseguibilità penale anche della vendita di cannabis light. Ed è davvero un peccato se si pensa che, in base ai dati riportati da Prohibition Partners, l’Italia figura come uno dei mercati più promettenti per la cannabis in Europa. “L’Italia è un precursore per quanto riguarda la legislazione progressiva sulla cannabis – si legge nel “The European Cannabis Report” – La cannabis per uso medico è stata messa a

disposizione dal 2013 (la legge che la autorizza come trattamento medico risale al 2007 Ndr.). Il fiorente mercato della cannabis light ha dato vita a negozi che vendono prodotti a base di cannabis e a nuovi marchi in franchising, mentre le associazioni di agricoltori stanno vedendo la produzione di canapa su larga scala come una possibile soluzione alla crisi agricola italiana”. “Tuttavia – continua il report – con l’attuale governo le licenze per la coltivazione e l’ulteriore riforma della cannabis avranno minima priorità rispetto a questioni più urgenti, come la creazione di un governo stabile e funzionante”.

Ma veniamo ai numeri snocciolati da Prohibition Partners per il belpaese. In tutto, entro il 2028, la cannabis legale potrebbe generare un fatturato totale di 15,8 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi da uso medico e 8,3 miliardi da uso ludico. Ad essi si aggiungerebbero 24,7 miliardi di euro nel settore della cannabis industriale (CBD e altre tipologie con contenuto di THC inferiore allo 0,6% per i produttori). Si tratterebbe di un totale di 40,5 miliardi di euro, il 68% del fatturato complessivo attuale dell’agricoltura italiana. Un’iniezione di liquidità e opportunità occupazionali di cui l’attuale governo (al momento in cui scriviamo la coalizione gialloverde è ancora in piedi), con un approccio rigidamente proibizionista spinto agli estremi dalla Lega di Salvini, sembra voler fare tranquillamente a meno, nonostante l’incombente aumento dell’IVA.

Ora, sperando in un rimpasto di governo che non preveda in nessun caso la Lega, il nostro Paese avrebbe qualche chance di vedere finalmente sfruttato l’immenso potenziale di una cannabis legalizzata in toto. Ma, ci sono molti ma. Stando a Prohibition Partners il 19% della popolazione italiana si dice abituale consumatore di cannabis per scopi ricreativi, mentre le proiezioni per la cannabis medica aggiungono un ulteriore 6% di potenziali pazienti. Il piatto è indubbiamente ricchissimo eppure il tono generale della valutazione sull’Italia è decisamente pessimista. Riusciremo mai ad uscire da questo medioevo?

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