La canapa legale entra in tutte le librerie italiane, o quasi.

La canapa legale entra in tutte le librerie italiane, o quasi.
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Read&Weed: la canapa è cultura!

Negli stessi giorni il cui il ministro dell’Interno Salvini lanciava la sua personalissima crociata contro la cannabis light e i suoi rivenditori, nelle librerie italiane accadeva un piccolo miracolo. Lo scorso 22 maggio è stata ufficialmente lanciata la nuovissima collana “Read & Weed – Grandi autori in erba” che propone una selezione di libri tascabili in abbinamento a un grammo di canapa legale. L’idea è di Plantasia, distributrice di cannabis legale, di cui è socio Francesco de Figueiredo, anche art director della casa editrice Nero. La collana è partita con una prima tiratura di circa 18mila copie e i volumi in formato tascabile sono in vendita per circa 15 euro nei negozi online, ma anche nelle librerie fisiche, indipendenti e di catena. Tra le primissime uscite: “Il canto dei Lotòfagi” tratto dall’Odissea di Omero, “I paradisi artificiali” di Baudelaire e un brano di Lewis Carroll tratto da “Alice nel paese delle meraviglie”. Il rapporto tra sostanze stupefacenti e letteratura è sempre stato piuttosto stretto.
Intervistato da Repubblica, de Figueiredo ha spiegato che l’intento della collana non vuole essere provocatorio, e ha risposto così a possibili critiche: “Ribadisco che quello che vorremmo produrre è un effetto di normalizzazione: parliamo di un prodotto controllatissimo a livello legale, analizzato e tracciato come gli alimenti biologici. Vorremmo dimostrare che in un mercato regolarizzato e virtuoso si potrebbe legalizzare le droghe leggere sviluppando, appunto, un mercato controllato e virtuoso”. Plantasia possedeva già una linea distributiva di erba legale, che rifornisce ad oggi più di 10mila tabaccai, e “quindi si è pensato di espandere l’idea alle librerie”.
Se tra gli addetti ai lavori dell’editoria l’idea è parsa buona e la collana “Read&Weed” ha conquistato gli scaffali di moltissime librerie del belpaese, in molti non hanno purtroppo colto le intenzioni di Plantasia e della casa editrice Nero e hanno gridato allo scandalo.
Come ha riportato l’agenzia Dire a ridosso del lancio ufficiale, Fratelli d’Italia ha denunciato l’iniziativa come “una follia per promuovere la cultura dello sballo” e ha chiesto di bloccarla immediatamente. In particolare, Maria Teresa Bellucci, capogruppo di Fdi in Commissione Affari Sociali alla Camera e responsabile del Dipartimento Dipendenze, ha dichiarato: “Siamo davvero alla follia, utilizzare le opere dei grandi autori per promuovere la cultura dello sballo e l’uso di droghe è un atto vergognoso che deve essere denunciato e fermato immediatamente”. Inutile dire che le loro proteste sono servite a poco.
Il MOIGE – Movimento italiano genitori -, tramite un comunicato stampa, ha tenuto a sottolineare che “è inaccettabile che da ieri in alcune librerie online venga regalato un grammo di cannabis a chi acquista un libro della collana ‘Read & Weed’.” Secondo l’associazione l’iniziativa vanificherebbe “tutti gli sforzi educativi miranti a dissuadere i nostri ragazzi dall’uso di stupefacenti”; dimostrando come, ancora una volta, si faccia di tutta l’erba un fascio. A prendere posizione anche Marina Berlusconi, presidente del colosso Mondadori: “Sono profondamente dispiaciuta come editore e prima ancora come madre per quanto accaduto relativamente al volume della collana ‘Read&Weed’, pubblicato dalla casa editrice Plantasia (sic!). Volume che la Mondadori non metterà in vendita nelle librerie con il suo marchio”. E il suo è di certo un veto più pesante, se si pensa che il braccio editoriale della famiglia Berlusconi possiede quasi 600 punti punti vendita.
Ora, noi di Soft Secrets non possiamo far altro che lodare questa iniziativa editoriale: da Baudelaire a Bukowski, da Bulgakov a Dickens, per passare da Victor Hugo, Stevenson ed Edgar Allan Poe, molti dei maggiori autori moderni hanno notoriamente scritto i loro capolavori sotto gli effetti di sostanze stupefacenti e l’idea dei “Read&Weed” torna a a sottolineare proprio quel legame inscindibile tra il dono della narrazione e le visioni oniriche. Non solo: lo strepitare dei soliti “moralizzatori” come Fratelli d’Italia o il MOIGE, indica quanto la cultura sia uno spauracchio potentissimo per tutti quelli che mirano a restringere sempre di più le libertà individuali e i diritti civili. Inutile dire che se la cultura viene letteralmente associata alla canapa, allora la miscela può essere esplosiva.
La collana “Read&Weed” vuole dimostrare, attraverso la pubblicazione di testi inerenti al tema della lisergia, che certe sostanze hanno sempre fatto parte della nostra storia e della cultura collettiva. E poco importa che lo faccia con della canapa che di stupefacente non ha proprio nulla -le infiorescenze abbinate ai tascabili sono tutte certificate con THC allo 0,2% e con disclaimer d’ordinanza. La normalizzazione della cannabis in Italia deve essere prima di tutto un fatto culturale e con i tempi bui che corrono, l’iniziativa di Plantasia e della casa editrice nero non può che essere accolta come uno spiraglio di luce.
di Giovanna Dark

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