Semi ed incroci
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Semi ed incroci

Le varietà di cannabis che ho visto questo mese hanno nomi mai sentiti. Il mese prima c’erano varietà nuove. Tra un mese la storia sarà la stessa. Col passare dei giorni l’offerta sul mercato si amplia incredibilmente. Ogni settimana per un fumatore ricreativo vi sono nuovi gusti da sperimentare. Qualche varietà nuova è ben riuscita, qualche altra decisamente meno. Senza scoraggiarsi basta aspettare e da qualche seedbank sparsa per il mondo arriveranno nuovi sapori.
Oppure ci si può armare di pazienza e tanta tanta speranza ed incrociare in casa. Chiunque può incrociare due piante e produrre semi di nuove varietà in casa, anche femminizzati. Su internet si trovano numerose guide per revertire le piante e prodursi dei semi femminizzati nel proprio metro quadrato di coltivazione. Lasciando da parte un attimo gli hobbisti parliamo di seedbank che sono i veri professionisti del settore sementiero. Le seedbank moderne si dividono in vecchi volponi e scienziati. I vecchi volponi incrociano varietà di erba a caso, sperando come tanti anni fa di trovare la pietra miliare tra i semi prodotti. Gli scienziati invece sanno quali genomi incrociare e cosa aspettarsi più o meno. Dico più o meno, perché la genetica non ha la precisione della matematica, ma sicuramente offre qualche arma in più rispetto al caso.
Ma come si fa invece in casa a livello hobbistico? Tutto inizia dalla selezione dei genitori. I riproduttori ovviamente devono avere delle caratteristiche interessanti per il coltivatore. Se si desidera una pianta dalla fioritura veloce bisogna evitare di incrociare piante con fioriture lunghe o la ricerca del figlio giusto potrebbe essere infinitamente lunga. Al contrario incrociando due individui dalla fioritura breve si avranno maggiori possibilità di ottenere una progenie dalla fioritura breve. In generale i requisiti più ricercati negli ultimi anni sono tre: grande produzione in fiori secchi, rapidità di fioritura e sapore differente dalle altre varietà.
Un breeder moderno sa, o dovrebbe sapere, quali genotipi portano dei caratteri dominanti e sa come incrociare invece i genotipi dai caratteri recessivi affinché nelle successive figliate si manifestino i caratteri desiderati. Incrociare a caso andava bene cinquanta anni fa, quando si potevano germinare tantissimi semi ottenuti e si poteva selezionare tra un vasto numero di figli. Oggigiorno sono pochi i breeder al mondo che legalmente ed economicamente possono permettersi di selezionare tra migliaia di individui del medesimo incrocio. Per fortuna la scienza è arrivata in aiuto dei breeders che vogliono conoscere i propri riproduttori. Chissà cosa ci sarebbe oggi nei coffee shop se la cultura cannabica degli anni settanta fosse stata quella di oggi.
Semi ed incroci
Ma torniamo a come si producono dei semi in maniera hobbistica. Per incrociare in casa l’osservazione e la selezione dei riproduttori è la miglior maniera di iniziare. Chi può permettersi un piccolo esborso di denaro potrebbe comprarsi dei test a cromatografia su strato sottile (TLC in inglese), giusto per sapere che cannabinoidi portano i genitori e i figli ed avere già un’idea di che direzione prendere col breeding. Dopodiché il passo è breve. Senza complicarsi la vita si impollina la femmina prescelta col polline del maschio scelto. Quando la pianta avrà terminato di fiorire se ne raccolgono i semi ed ecco il risultato dell’incrocio. Poi andrebbero germinati tutti per vedere quale è portatore delle caratteristiche desiderate e quale invece no. Tutto ciò richiede tempo, spazio ed energia in grandi quantità.
Ecco perché l’incrociare varietà, a meno di essere fortunatissimi, dovrebbe essere appannaggio delle seedbank e della loro grande logistica. Perché inoltre vanno mantenute delle piante madri di ogni incrocio creato e dei suoi riproduttori, affinché per esempio se ne possano re-incrociare i figli per fissare determinate caratteristiche. I cloni sono facili da fare, richiedono un neon da pochi Watt e una serretta di plastica ben chiusa con dentro un substrato per sorreggerli come i cubetti di torba, in cui lasciarli radicare. I più diffusi e più utilizzati substrati artificiali di radicazione sono i cubetti di lana di roccia, i dischetti di cocco, la torba disidratata o la perlite espansa. Qualche anno fa vidi casa di un amico con così tante serrette nella stessa stanza da non aver bisogno di riscaldare l’ambiente: era già a 28 gradi centigradi.
Se dovessero esserci problemi, nonostante il vigore noto della canapa, si possono usare degli ormoni per radicare, disponibili sia in gel che in polvere (clonex o rhizoponic ad esempio), o i classici consorzi di micorrize o batteri in polvere solubile disponibili presso qualsiasi growshop. Una volta ottenuta la varietà coi caratteri desiderati ci penserà il marketing, nel caso delle seebank. Nel caso di un incrocio amatoriale, beh serve comunque un bel nome, che sia originale e accattivante, e poi saranno i coltivatori a premiare un incrocio ben riuscito.
Buone fioriture a tutti!
di CBG

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