Raccolti epici – intervista con oders californiani

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Ho avuto il piacere, recentemente, di conoscere dei coltivatori californiani innanzitutto molto simpatici e al contempo anche preparatissimi sulla nobile arte del coltivare buona erba. Siccome si avvicinano i giorni del raccolto per chi coltiva outdoor, ho voluto far uscire su questo numero una intervista proprio a tema raccolto. E che raccolto! Il nostro ospite si chiama Paul e qui di seguito risponderà alle mie domande raccontandoci della sua esperienza.

SIT: Presentati ai nostri lettori di SSITA.

Mi chiamo Paul e sono un cittadino statunitense con regolare licenza di produzione di cannabis e se vi state chiedendo che lavoro faccio… sì sono un coltivatore legalmente autorizzato. La maggior parte dell’anno vivo in California nella mia farm. Quando invece non ho lavori agricoli vado in viaggio e giro il mondo. Se posso non fumo in vacanza, vedo già tante canne ogni giorno.

SSIT: Che presentazione coinvolgente, dicci di più sul tuo lavoro allora.

Mi occupo di produrre fiori di alta qualità specie per il dispensario di un mio amico. Tutto l’anno coltiviamo lungo i pendii terrazzati di dove vivo, abbiamo migliaia di spot tutti raggiunti dall’irrigatore goccia a goccia. Poter controllare l’acqua è un fattore chiave nei paesi dove è una risorsa scarsa e limitata.

SSIT: Siamo già andati sul tecnico, quanto in grande date acqua voi? Posso dire voi?

Chiaramente! Non sono da solo, non potrei affrontare la mole di lavoro. Sono aiutato da mio fratello e da una famiglia di amici tutti impegnati nel mio piccolo giardino. Un aiuto extra ci viene quando siamo nella stagione del trimming (la pulitura del raccolto separando fiori dalle foglie). Quando diamo acqua dici? Ti basti sapere che uso così tanto fertilizzante da ordinare quanto un vivaio professionale. Usiamo circa 10 mila litri ogni irrigazione, acqua filtrata e fertilizzata secondo il nostro piano di coltivazione. Non sono i numeri più alti che avrete letto ma sono dieci metri cubi di acqua da filtrare, fertilizzare e tenere in movimento mentre va in temperatura lentamente.

SSIT: Che piano di coltivazione seguite? Puoi darci qualche dettaglio in più?

Il nostro metodo è un mix organo minerale di fertilizzazione. Prima organico finché le buche dove alloggiano le piante contengono fertilizzante, poi integriamo tutta la fioritura e la fase finale della vegetativa con fertilizzante liquido minerale. Come ho già detto la farm ha dei terrazzamenti dove ogni pianta ha la sua buca e il suo tubo dell’irrigazione goccia a goccia dedicato.

SSIT: Usate una rete o dei tutori per sostenere le piante?

Sì per forza. Abbiamo delle impalcature che costruiamo attorno alle piante, come se fossero piante di pomodoro. Stesso stile.

SSIT: Così possono rimanere svettanti anche cariche di dense e pesanti cime.

Giusto, non cadono e non si spezzano.

SSIT: E il raccolto invece?

Cosa vuoi sapere, come vivo le settimane più difficili dell’anno? (Ride)

SSIT: Immagino, data la mole di lavoro, quanto sia duro sostenere la pressione di un momento così impegnativo. Come siete organizzati per le operazioni degli ultimi giorni di fioritura?

Cominciamo con convocare le persone giuste, meglio se sono già state da noi a trimmare. Cominciamo dalle piante in campo, le puliamo grossolanamente dalle foglie dette prendisole. Poi portiamo le piante con cautela in una stanza molto pulita e un altro gruppo di persone prepara le cime per la macchina trimmatrice, una pulitrice di fiori nella quale entrano cimette sporche ed escono nuggets. Una coppia di collaboratori si occupa di rifinire a mano le imperfezioni lasciate dalla macchina e poi le cime vanno a seccare, sulle reti, nelle dry room a temperatura e umidità controllate. In quindici giorni è pronta ad uscire dalle dry room per venir confezionata e consegnata.

Mi piacerebbe vedere coi miei occhi una catena di persone pulendo erba ben organizzati.

È bello quando lo pensi, dici caspita è il mio sogno di quando ero ragazzetto. Quando invece vivi per diversi anni la stagionalità del raccolto che deve andare bene con tutte le sue complesse variabili. Solo organizzare i collaboratori è un lavoro difficile. Hai spesso a che fare con piante esigenti lavorate da persone capricciose. Pensa poi al valore del raccolto e ai possibili furti, dove stiamo noi non ci raggiungono se non con l’elicottero, e questo non è confortante quando sai che il tuo lavoro di un anno aspetta fermo in magazzino.

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SSIT: Certamente vederlo da fuori è diverso dal viverlo. Ma torniamo alle piante e a come coltivate, Paul. Come mai avete scelto biologico all’inizio e minerale alla fine quando ci si aspetterebbe una fioritura organica e una crescita minerale?

Buona domanda. Usiamo un impianto di irrigazione con i tubi troppo sottili e le nostre pompe non permettono di effettuare un risciacquo in maniera automatica. Quindi riempiamo l buche con fertilizzante azotato a lento rilascio e diamo solo acqua per irrigazione. In fioritura dobbiamo solo integrare con un prodotto contenente fosforo e potassio, in forma salina e quindi senza fastidiosi residui nei tubi. Sono in molti che ce lo chiedono, ormai è diventato il nostro segno distintivo. Riuscire a produrre erba buona che piace a un vasto pubblico. Ne facciamo tanta e la qualità media è molto alta.

SSIT: Sì, è nell’interpretazione dei segnali che ci da la pianta la chiave di una buona fioritura, no?

Hai ragione, noi dobbiamo guardare alle piante con l’occhio di chi ne deve guardare tante e quindi siamo bravi se riusciamo ad azzeccare la fertilizzazione richiestaci da uno strain. Abbiamo una regola ed è: guardale tutte ma ascolta la maggioranza. Vuol dire che ogni osservatore deve ispezionare le piante, ma la fertilizzazione per uno strain è calcolata sul fabbisogno della maggior parte delle piante dello stesso strain.

Tieni conto che lavoriamo con cloni e se fossero semi non credo riuscirei a raggiungere il livello molto alto che abbiamo raggiunto ora, parlando sempre di qualità dei fiori.

SSIT: Mentre per il trimmaggio usate macchine pulitrici, non è ciò che si pensa guardando le foto delle tue cime.

Grazie per il complimento. Sarebbe bello offrire un prodotto pulito a mano, con la cura che solo le dita delle mani possono garantire. Purtroppo non avrebbe senso e non sarebbe ammortizzabile tutta quella manodopera. La nostra pulitrice e il ricontrollo nostro sono tra i più delicati, se della resina rimane sui guanti dei ragazzi è sicuramente perché i fiori sbrodolano letteralmente. Vanno rapidi nel loro lavoro ma sono delicatissimi con i fiori e la macchina trimmer è un modello accuratissimo.

SSIT: Una domanda sul fertilizzante, quale usate e quando?

Come ti dicevo riempiamo le buche con terriccio mescolato a pellettato fortemente azotato, lo prendiamo da un produttore nazionale che ce lo consegna in farm. Mentre per la fioritura compriamo dei prodotti che si usano nell’agricoltura convenzionale, sono sali che disciogliamo in acqua. Ci arrivano anche in questo caso in sacchi a casa, o in farm. Decide il responsabile di quello strain quanto fertilizzante e quando va dato. Ognuno di noi quando tocca le piante deve rispondere al responsabile di ogni sua azione. La responsabilità di un raccolto è un legame di fiducia che si crea tra me e i miei collaboratori. Piante cresciute così tanto come quelle che vedi sulla bibbia di Cervantes hanno una fame mostruosa di tanto fertilizzante. Dove stiamo noi le piante bevono tanto perché fa caldo nella stagione estiva. Così ne approfittiamo per fornirgli il fertilizzante prontamente con ogni irrigazione disponibile. Spero di trovare un pozzo vicino alla farm o i miei sogni di ingrandirci svaniranno.

SSIT: Possiamo quindi dire che l’acqua è un fattore limitante nella vostra farm?

Assolutamente sì, l’erba ha sete, tantissima sete! Ha pure fame, ma ha soprattutto sete e noi non abbondiamo di acqua. Ci impegniamo per ridurre i consumi di acqua ma siamo già al limite del possibile. Raccogliamo anche quella piovana, correndo il rischio di sporcarci i filtri irrimediabilmente.

SSIT: Già che ci siamo ti chiedo anche dei residui, cosa ne fate?

Intendi i rami, i tronchi e le foglie? Cominciamo dalle foglie, le lasciamo come pacciamatura in giro, i tronchi e i rami invece li trituriamo e li spargiamo come se fosse cippato qua e là. Uno dei ragazzi l’anno scorso usava i rametti più fini per accendere il bbq. Non so se fosse effetto placebo ma il cibo ci è sembrato più buono!

SSIT: Grazie per le tue risposte, ci hai lasciato una testimonianza preziosa di un imprenditore agricolo moderno. Un giorno sarà così anche in Europa e avremo anche noi dei professionisti come te alla luce del sole. La regolamentazione porterà numerosi posti di lavoro e nuove figure professionali. Ad esempio chi l’avrebbe detto cinquant’anni fa che il breeder sarebbe divenuto un mestiere?

Grazie a te, a voi tutti lettori di SSITA e chissà che un giorno molto presto sarà legale anche da voi.

Con le dita incrociate chiudo questa intervista. Se quello è il futuro allora cosa stiamo aspettando? Di sicuro un viaggetto ispiratore in America me lo farò a breve!

Buone fioriture e in questo periodo buon raccolto!

Vedi anche: Cannabis e dipendenza. Intervista al Dottor Federico Tonioni

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