Ciak si taglia. Quanto tempo manca alla raccolta?

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Siamo quasi al momento del taglio in quasi tutta la penisola, dove più e dove meno. Al sud la stagione permette di portare a termine delle fioriture molto lunghe mentre al nord i grower dovrebbero aver scelto varietà con un periodo di fioritura breve per non incappare nelle nebbie autunnali. Quanto tempo manca alla raccolta e quando è il momento giusto?

La prima indicazione ce la fornisce il breeder, le settimane di fioritura vengono sempre riportate sui pacchetti dei semi e nei cataloghi delle seedbank. Poi esistono i forum su internet dove trovare report di altri grower che hanno scelto la stessa varietà. I report di altre persone sono di grande aiuto per valutare il comportamento di uno strain, specialmente quando sono corredati di foto. Personalmente sono molto curioso di leggere le esperienze di altri appassionati online, sono minuti spesi bene a leggere informazioni fresche fresche. In più se si coltiva outdoor si possono trovare informazioni migliori sulla finestra di taglio esatta.

Ma torniamo al momento migliore per tagliare i nostri fiori. Ovviamente se ci vendono dei semi di una genetica che fiorisce in 9 settimane NON significa che al sessantatreesimo giorno va tagliata. L’indicazione 9 settimane si riferisce al periodo migliore, che va sempre valutato osservando le nostre piante. Una volta consigliavano di attendere l’imbrunimento di almeno metà dei pistilli, per esser sicuri di tagliare al momento giusto. Alcuni amici consigliano da anni di utilizzare una lente ed osservare l’opacità dei tricomi, tagliare quando la pianta mostra la maggioranza è mezzo ambrato. Il mio vecchio amico invece consiglia da sempre di osservare la pianta e soppesando il vaso, tagliare quando smette di bere. Il metodo del mio amico però non è praticabile in campo aperto e comunque in tutti quei casi in cui non si può sollevare il vaso per soppesarlo.

Quando abbiamo deciso di tagliare possiamo rimuovere tutte le foglie ed appendere la pianta intera, possiamo anche lasciare le foglie per far sì che le cime secchino più lentamente oppure nell’ipotesi che preferisco di meno se ne possono pulire le cime e lasciarle seccare su una rete apposita. In ogni caso l’umidità deve scendere lentamente in due settimane, ad una temperatura sotto i 20 gradi centigradi e senza luci dirette o forti odori.

Quando le nostre infiorescenze sono ben essiccate dovremo affinarle in un vasetto di vetro se possibile, per un ulteriore periodo di due settimane almeno. A mano a mano che passano i giorni ci si renderà conto del cambiamento di sapore dei nostri fiori, il profumo e il sapore di vegetale spariranno e gli altri aromi tenderanno ad amalgamarsi formando un corpo rotondo. Sarà bellissimo comparare con gli stessi amici l’evoluzione del sapore del proprio raccolto. Il limite è attorno all’anno. Dopo un anno il sapore sarà sempre più flebile e tenderà al miele di tiglio. Curioso no? Tutte le molecole a noi sgradite andranno degradandosi così da lasciarci il sapore della genetica scelta. E più è complesso il chemioprofilo del nostro strain e maggiormente saremo premiati se sapremo fiorire il tempo giusto, non un giorno di meno, e se sapremo aspettare dopo il taglio.

In commercio esistono varie soluzioni per il controllo dell’umidita, una però è una tecnologia pensata per la conservazione delle infiorescenze. Penso la marca più famosa si chiami Boveda. Sono delle bustine di sali adatte a mantenere un determinato livello di umidità. Ho provato a conservare per tre mesi dei barattoli di vetro chiusi con una bustina per l’umidità e sono rimasto soddisfatto anche se, devo ammettere, non ne avevo mai avuto il bisogno in quanto ho sempre chiuso i miei barattolini con i fiori leggerissimamente più umidi del dovuto. Quel poco di umidità residua aiuta a preservare il sapore, bisogna solo ricordarsi di lasciare all’aria la cima da fumare così che perda quel minimo di umidità e risulti gradevole al palato.

Chi tra voi appassionati ha accesso a delle analisi potrebbe testare la composizione delle infiorescenze a differenti stadi di affinamento, così da sapere con chiarezza che tipo di trasformazioni avvengono dal momento del taglio. Personalmente ho trovato il mio top e si tratta di fiori di strain tagliati a maturazione completa e stagionati almeno un mese. Buon rientro e buon raccolto ai nostri amici coltivatori outdoor. Buone fioriture a tutti gli altri!

 
Vedi anche: Perché non abbiamo mai abbastanza cannabis terapeutica?

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