Tutto quello che c'è da sapere

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Il raccolto

Per i coltivatori di cannabis la fase del raccolto rappresenta tra i momenti più felici ma anche più duri dell’intero ciclo di coltivazione. Farsi trovare preparati per affrontare questo momento è di vitale importanza per concludere correttamente il lavoro per cui abbiamo sudato negli ultimi mesi.La raccolta e post raccolta della cannabis è un’operazione che attraversa una serie di passaggi che analizzeremo passo per passo.

QUANDO RACCOGLIERE

È molto importante determinare il momento giusto in cui raccogliere le piante, perché incide sulla qualità e la quantità di resina presente sulle infiorescenze. I produttori di semi generalmente indicano i tempi di maturazione di una specifica varietà di cannabis e questo rappresenta il primo parametro da considerare. La maggior parte delle varietà di cannabis in commercio hanno un periodo di maturazione che va dalle 8 alle 10 settimane nelle coltivazioni indoor e da settembre a novembre per le piante coltivate in outdoor; generalmente i tempi si allungano per le varietà a predominanza sativa.
Il secondo aspetto da considerare è il grado di maturità della resina presente sui fiori, con un microscopio da almeno 60x di ingrandimento è possibile osservare la resina e valutare il suo stato. Quando la resina si presenta trasparente significa che è ancora immatura, quando la resina assume un colore bianco latte ha raggiunto il picco massimo di maturazione ed è il momento migliore per raccogliere, alcuni coltivatori invece aspettano che assuma un colore più ambrato per ottenere un effetto più rilassante.
Valutare il colore dei pistilli, ad occhio nudo, è un altro modo impiegato dai growers professionisti per determinare il momento giusto per raccogliere; per esperienza, quando i fiori sono ricoperti dal 50% di pistilli di colore marrone è il momento giusto per tagliare definitivamente le piante dal nostro giardino. Riguardo questo parametro bisogna considerare che il cambiamento del colore dei pistilli dipende anche da altri motivi, come il caldo e la pioggia, i trattamenti fitosanitari, la disidratazione della pianta per mancanza d’acqua, l’alimentazione scorretta o la presenza di malattie come il ragno rosso, tutti fattori che causano la degradazione dei pistilli facendoli diventare marroni molto tempo prima del momento di raccogliere. Alcuni coltivatori si basano sulle fasi lunari per scegliere il momento più opportuno in cui raccogliere la cannabis.

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Dry room con piante appese per seccare

POSTICIPARE O ANTICIPARE IL RACCOLTO

In outdoor è importante considerare il clima in cui si vive, ad esempio nelle zone più calde e secche è possibile posticipare la raccolta delle piante allungando i tempi di maturazione mentre nei climi più freddi e umidi a volte è obbligatorio anticipare la raccolta delle piante per evitare la formazione di muffe e malattie fungine. In Marocco i coltivatori più anziani interpretano il movimento dei venti per determinare il momento migliore per raccogliere, prima dell’arrivo delle piogge.
Sia nelle coltivazioni indoor che in quelle outdoor, se si è obbligati a raccogliere prematuramente si consiglia di non anticipare il raccolto più di 10 giorni prima della data ottimale, il prodotto finale ne risentirebbe tantissimo in termini di sapore e contenuto di cannabinoidi.
La cannabis poco matura presenta un livello basso di THC, caratterizzata da un effetto blando e dal sapore aspro, mentre una cannabis fatta maturare troppo, presenta un effetto tipo stone o rilassante per via della degradazione di una parte del THC in CBN, una cannabinoide con proprietà sedative.

DRY ROOM

Prima di iniziare a raccogliere le piante dal nostro giardino è necessario preparare lo spazio dove verranno seccate. Sia nel caso di una piccola stanza che di un capannone, l’ambiente dove secchiamo deve essere provvisto di un estrattore con filtro ai carboni attivi per eliminare l’odore emanato dalle infiorescenze, un climatizzatore d’aria per poter controllare la temperatura, un ventilatore oscillante per smuovere l’aria all’interno della stanza e nelle zone più umide sarà necessario impiegare anche un deumidificatore per eliminare l’umidità in eccesso nell’ambiente. Le condizioni ideali per seccare la cannabis sono una temperatura con un range di 18-21°C e un tasso di umidità del 55%. Un termoigrometro è l’ideale per monitorare continuamente entrambi i parametri.
L’ambiente deve essere dotato di una struttura dove appendere o riporre le piante appena raccolte, ad esempio delle corde installate da una parete all’altra simile ad uno stendino è la soluzione più semplice. Inoltre esistono degli essiccatoi a rete tubolare che vanno agganciati al soffitto, dotati di vari scompartimenti dove riporre le cime di cannabis pulita dei rami. La nostra Dry Room è dotata di un comodo tavolo di 1 mq con superficie in plexiglass sopra il quale è installato un telaio per dry sift da 220 micron, per raccogliere la resina che cade dalle infiorescenze durante le operazioni di manicure.

STRUMENTI E MATERIALE

Ecco qui un elenco di strumenti e materiali necessari per eseguire comodamente ogni operazione coinvolta nella raccolta della cannabis:
• cesoie
• forbici
• guanti
• alcool
• buste con chiusura ermetica
• contenitori di vetro
• macchina del sottovuoto
• termoigrometro

PREPARAZIONE

Per ottenere una cannabis di buona qualità è importante che le piante prima di essere raccolte siano prive di sostanze o residui dei fertilizzanti impiegati durante il ciclo colturale altrimenti le nostre infiorescenze avranno un sapore amaro e una cattiva combustione. Nelle ultime settimane di fioritura è necessario irrigare con solo acqua per eliminare ogni residuo presente nel terreno o sulle foglie, le piante assumeranno un colore sempre più pallido fino a diventare completamente gialle.
Nei giardini indoor, nelle ultime settimane prima di raccogliere, risulta essere molto efficace aumentare la distanza delle lampade dalle piante, per preservare la resina presente sui fiori.
Un paio di giorni prima del raccolto eseguiamo una pre-potatura delle piante per rendere più semplice le successive operazioni di manicure; con l’ausilio delle forbici di precisione eliminare tutte le foglie di grandi dimensioni e prive di resina, mentre le foglie più piccole e ricche di resina vanno accorciate tagliando via solo le punte. Quest’operazione è più semplice da svolgere se le piante sono ancora in piedi o nel vaso. Verificare che non ci siano parti infette da malattie come muffe e oidio, in tal caso trattare o rimuovere completamente le parti colpite.
Alcuni coltivatori smettono di irrigare le piante molti giorni prima di raccogliere per eliminare la maggior parte dei fluidi e quindi accelerare il processo di essiccazione. La cannabis essiccata velocemente perde molte delle sue proprietà organolettiche. Contrariamente un substrato inzuppato d’acqua è rischioso per l’apparizione di muffe, prima di raccogliere, il terreno deve essere asciutto.

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Tavolo con dry screen

RACCOLTO E POST-RACCOLTO

Il momento migliore per effettuare la raccolta delle piante è al mattino presto oppure, per quanto riguarda le coltivazioni indoor, appena si accendono le lampade. In questo momento la resina raggiunge il picco di concentrazione, prima che venga degradata dalla luce.
I guanti in latex sono molto utili durante le operazioni di raccolta e post-raccolta per eseguire un lavoro pulito.
Le nostre piante vengono raccolte intere, tagliandole con le cesoie alla base del tronco, ma è possibile anche raccogliere un ramo per volta. Una volta raccolte, le piante andranno appese a testa in giù nella dry room e lasciate essiccare per almeno una settimana. Se le condizioni nella dry room sono ideali, è possibile procedere alla fase di manicure delle infiorescenze dopo circa 5-7 giorni. A questo punto, eliminare i rami dalle infiorescenze e raggrupparle nelle vaschette rivestite di carta forno per svolgere il lavoro con ordine; se si dispone di un telaio per dry sift da 220-250 micron, eseguire la manicure dei fiori sul telaio per raccogliere la resina che cade dalle infiorescenze durante la loro manipolazione.
La manicure delle cime va effettuata con le forbici a punta sottile, quelle con punta curva sono molto comode per un lavoro di precisione. Durante la manicure delle cime la resina si appiccica sulla lama delle forbici e sulle dita delle mani, la resina raccolta è detta Finger Hash. Le infiorescenze pulite vanno conservate in delle buste di plastica con chiusura ermetica o in dei contenitori di vetro. Il fogliame di scarto, detto anche trim, va imbustato in attesa che venga lavorato per estrarne la resina. Terminata la manicure gli strumenti utilizzati vanno puliti con alcool, molto efficace per togliere via la resina.

TRIMMING MACHINE

Sono delle macchine che permettono di pelare grandi quantità di cannabis in poco tempo senza tanti sforzi. Sul mercato sono presenti vari modelli a partire da poche centinaia di euro fino ad arrivare a decine di migliaia per quelle più grandi e sofisticate.
I sistemi più semplici sono caratterizzati da un contenitore provvisto all’interno di lame rotanti che provvedono a pelare la cannabis, protetta da una griglia. Alcuni modelli sono dotati di un sistema a manovella per azionare le lame mentre altri modelli sono provvisti di un motore elettrico.
Le macchine più sofisticate sono realizzate per eseguire un lavoro più preciso, che non danneggi le infiorescenze. La maggior parte dei trimming machine presenti sul mercato devono essere utilizzati con cannabis fresca, appena raccolta e priva di rami. Spesso la cannabis pelata con l’ausilio di macchinari risulta danneggiata e pelata in maniera grossolana rispetto ad un lavoro eseguito a mano.
Le macchine pelatrici sono uno strumento diffuso soprattutto nelle grandi operazioni commerciali.

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Forbici e cesoie

CONCIA E CONSERVAZIONE

La cannabis prima di raggiungere il momento perfetto per essere consumata deve essere conciata per eliminare completamente la clorofilla contenuta e l’umidità residua. Inoltre, attraverso la concia della cannabis scongiuriamo la formazione di muffe e la prepariamo per una lunga conservazione. Le infiorescenze di cannabis possono sembrare essiccate già pochi giorni dopo la raccolta, ma continuano a contenere liquidi e umidità che le conferiscono un sapore amaro e ne influenzano la combustione, il risultato è una fumata forte e sgradevole. L’essiccazione deve essere lenta e uniforme per salvaguardarne le proprietà organolettiche.
Per realizzare la concia della cannabis bisogna conservare le infiorescenze in dei contenitori di vetro, in questo modo l’umidità residua si sposta verso le parti più asciutte. Quotidianamente i contenitori vanno aperti per far evacuare l’umidità in eccesso. I contenitori vanno riposti in un luogo buio, fresco e asciutto. Dopo circa 45 giorni dalla raccolta, la cannabis inizia ad esprimere appieno le sue qualità organolettiche, quindi pronta per essere degustata.
Un suggerimento per la lunga conservazione è di chiudere la cannabis in un contenitore di vetro, sigillarlo sottovuoto e conservarlo in frigo, in questo modo il prodotto rimarrà inalterato per diversi mesi.
di botanicaunderground@gmail.com

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