Ripasso
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Tornare ai fondamentali del rollare

Da quando ho iniziato ad usare cannabis (45 anni fa) c’è sempre stato qualcuno che si è ingegnato a trovare modi nuovi per fumarla. Modi interessanti o meno, efficaci o meno, complicati o meno, accolti nell’uso comune o riservati a cerchie ristrette. Negli ultimi anni ci sono state “mode” che hanno proposto metodi che a volte non mi piacciono, tipo le sigarette elettroniche con glicole propilenico o simili sostanze come base vaporizzabile, oppure il “dabbing”, in cui un cannello scalda brutalmente la sostanza da inalare, ed il fumo che ne esce è ustionante per le vie respiratorie. Anche i vaporizzatori che scaldano la sostanza dal basso non mi piacciono, perchè non si riescono a sentire differenze di sapore fra le varie erbe inalate…
Il modo più comune di utilizzare cannabis è comunque ancora lo “spinello” (joint, canna, spliff…). Da dove arriva questo nome non lo so, ma mi piace ricordare che nei primi anni del 1900 arrivavano da Calcutta (India), nelle nostre farmacie, i “sigaretti di canapa indiana” per la cura dell’asma e che il professor Valieri, all’Ospedale degli Incurabili a Napoli, proponeva con successo ai suoi pazienti “sigaretti” di canapa locale, coltivata nelle tenute del conte Spinelli…
Lo “spinello” è una sigaretta fatta a mano, contenente materiale cannabico puro (ganja) oppure mescolato con tabacco, quasi sempre di sigaretta (in questo caso il mix può essere di tabacco con ganja o hashish). Lo spinello viene spesso confezionato con cartine più grandi del normale: sia perché in genere, soprattutto dove si fuma prevalentemente hashish, si usa mischiare una intera sigaretta, e le cartine piccole non riescono a contenere tanto tabacco (una volta c’erano solo cartine piccole, e si usava fare un “castello”: si incollavano due o tre cartine fra loro, e c’erano diverse varianti e forme dello spinello ottenibili); sia perchè in genere si fuma in compagnia, e se si costruisce uno spinello troppo piccolo spesso qualcuno rimarrà a bocca asciutta. In Italia non si trovano spesso, ma in Spagna tutti usano cartine “medie”, di dimensioni 1 e ¼, che contengono esattamente una sigaretta (con l’hashish necessario) più il filtro. I pacchetti sono da 50 cartine e non bisogna nè incollare nè tagliare nulla.
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Se lo spinello è composto di hashish con tabacco, bisogna amalgamare bene i due componenti, facendoli aderire l’un l’altro in grumi piccoli (da 0,5 a 2 mm3), che possano bruciare uniformemente. Se di ganja sbriciolare bene il materiale e togliere con cura i rametti e i semi presenti. È importante una giusta pressatura del mix presente nella cartina: se troppo sciolto lo spinello brucerà rapidamente, probabilmente in modo irregolare, e durerà molto meno. Se troppo pressato, non si riuscirà ad inalare (dovrebbe essere appena un poco meno pressato che una sigaretta). La forma conica (più grande all’inizio e più ristretto verso il filtro) permetterà inalazioni di maggior volume.
In genere si usa un filtro fatto con un pezzetto di cartoncino arrotolato: la lunghezza maggiore o minore del filtro, insieme alla compattezza o meno del mix, alla qualità della cartina usata ed alla quantità di resina presente determineranno la velocità ed il grado calorico di combustione (più lungo il filtro, più il fumo arriverà veloce). Prima del filtro si può mettere un fondino di solo tabacco o di foglioline di ganja: gli ultimi tiri sono i più ricchi di catrame, i più caldi e i meno saporiti e questa pratica permette di gustarsi il mix fino in fondo. Ad una minor lunghezza del filtro, una maggior compattezza del mix, una cartina più solida (non importa tanto lo spessore, quanto la trama), una maggior quantità di resina, corrisponderà una combustione più lenta (in genere da preferirsi), e viceversa. Alcuni preferiscono usare, in spinelli con tabacco ed hashish, come filtro un pezzetto di sigaretta; in spinelli di sola cannabis alcune foglioline della stessa ganja. Si usano anche bocchini appositi di legno, ceramica o vetro, da pulirsi ogni volta dopo l’uso per eliminare il catrame trattenuto. Sconsiglio l’uso del metallo perché potrebbe alterare il sapore del preparato. Attenzione: se lo spinello è di ganja pura la sua fumabilità dipenderà molto anche da come è stata coltivata e essiccata/conciata la ganja. Se non brucia bene è facile che il materiale sia troppo ricco di sali (troppi fertilizzanti e poco lavaggio in coltura) o troppo umido (raccolto da poco o conservato male)
Le forme e le dimensioni possono essere diverse: dal “personal” (piccolo, con poco materiale ed in genere una cartina piccola), allo spinello classico (una sigaretta, o se di ganja da mezzo ad un grammo di materiale), allo “spliff” giamaicano (grande, fino a 20-30 grammi di ganja), al “carciofo” (rovesciato, molto più grande verso il filtro), alla “zampa di gallina” (tre spinelli inseriti in un filtro comune), all'”albero di natale” (più spinelli in un unico filtro centrale) od altre forme fantasiose.
Ma ognuno avrà un suo modo particolare di preparare uno spinello, si sarà abituato a fumare così, ed ogni preparazione diversa dalla sua difficilmente lo soddisferà appieno.
Buone fumate a tutti!
di Franco Casalone

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