Canapa e cannabis Light, si mobilitano gli imprenditori fuori dal Ministero dello Sviluppo Economico

Soft Secrets
12 Jun 2019

Il settore della canapa e della cannabis light protesta al Mise: “Lavoriamo nella legalità, chiediamo certezza normativa”


La sentenza degli scorsi giorni della Corte di cassazione, tardiva e ampiamente contestata, con circa 30mila imprenditori a rischio bancarotta e un giro d’affari da diversi milioni di euro.  Eccoli qua i motivi del sit-in “La canapa ci unisce”, organizzato ieri davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) dai lavoratori del settore della cannabis light.

Domenico Bernardini è uno dei più anziani: “Quella della Canapa è una storia italiana, smettiamo di criminalizzarla”. L’ideatore del primo museo italiano sulla Canapa ce l’ha col vicepremier leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, reo di aver assestato un colpo quasi mortale a un business inventato proprio nel nostro paese, che stava crescendo a ritmi vertiginosi. Di fianco a lui c’è Carlo Monaco, fondatore del Canapa Caffè di Roma: “Questa pianta fa parte della nostra cultura. Se Salvini ci tiene tanto al popolo italiano studiasse un pochino. Capirebbe che questa pianta potrebbe risollevare davvero la nostra economia” 

Dalla piazza arrivano tre richieste: regolamentazione della "canapa light" ed i suoi derivati, limiti di thc chiari e definiti per operare legalmente, garanzie e tutele per tutti gli operatori del settore. C’è chi ha investito i risparmi di una vita nel settore, chi ha trovato impiego dopo molti anni di disoccupazione, chi da falegname è diventato agricoltore. "La canapa è una ricchezza, con molte proprietà - spiega Daniele del Coordinamento Canapa Nazionale - la Cassazione ci dà ragione perché sottolinea la possibilità di commercializzare un prodotto privo di effetto drogante, sotto lo 0,5 di Thc quindi, ed è esattamente quello che facciamo. Ma la confusione nata intorno a questa sentenza ci mette a rischio, un settore in crescita che andrebbe invece valorizzato". Altri presenti al sit-in hanno parlato dell'elaborazione insieme ad alcuni parlamentari un emendamento che regolarizza il settore in quanto filiera, indotta economico , una formula semplice ma che permette di mettere ordine in questo vuoto normativo, una volta per tutte.

(Fonti: TPI, Roma Today)  

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