Dilemma USA: giusto dare armi a chi fuma?

Marco Ribechi
17 Jun 2024

Nuovo dibattito negli Stati Uniti dopo che il figlio del presidente Biden ha acquistato armi da fuoco mentre consumava crack e cocaina. Gli avvocati stanno cercando di utilizzare la legalizzazione della Cannabis per scagionarlo


Legalizzare prima le armi da fuoco piuttosto che la Cannabis.

Tra le infinte contraddizioni provenienti dalla terra a Stelle e Strisce la detenzioni di armi da fuoco tra comuni cittadini è probabilmente la più discussa, soprattutto alla luce dei ciclici fatti di sangue che costantemente animano le cronache americane.

Ora però la questione appare ancora più spinosa poiché coinvolge un personaggio noto, niente di meno che il figlio del presidente Biden, e chiama in causa una sostanza ormai legale, la Cannabis, che con le armi non dovrebbe avere nulla a che fare.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2018 Hunter Biden (sì, il figlio del presidente si chiama Hunter…) acquistò una pistola dichiarando anche che in quel periodo faceva uso di crack e cocaina. Per questo pochi giorni fa la giuria del Delaware lo ha condannato per tre reati che gli farebbero rischiare fino a 25 anni.I suoi avvocati per archiviare il caso hanno deciso di utilizzare strumentalmente un riferimento alla legislazione sulla Cannabis.

Infatti il divieto delle armi da fuoco legate alla marijuana è inequivocabile e applicabile anche negli Stati in cui la marijuana è stata legalizzata. Alle persone che usano cannabis è vietato possedere e acquistare armi e munizioni "fino alla fine" del divieto federale.

Ma negli Stati Uniti si fa fatica a vivere senza una Glock in tasca e per questo in molti si stanno attivando per far valere "il diritto delle armi" poiché sembra altamente incostituzionale applicare la limitazione del possesso di armi a chi usa marijuana.

Più di un deputato repubblicano sta insistendo affinché si permetta il possesso di armi anche a chi si cura con la Cannabis o a chi decide di utilizzarla a scopo ricreativo poiché il mercato delle armi è comunque troppo redditizio per limitarlo. 

hunter biden
Hunter Biden

Proprio su questa incostituzionalità si gioca anche la difesa di Hunter Biden, infatti due deputati repubblicani stanno contestando la base della condanna sottolineando che ci sono "milioni di consumatori di marijuana" che possiedono armi ma non dovrebbero essere perseguiti.

"Ci sono milioni di consumatori di marijuana che possiedono armi da fuoco in questo paese - ha detto il il deputato Thomas Massie - e nessuno di loro dovrebbe essere in prigione per aver acquistato o posseduto un'arma da fuoco contro le leggi attuali".

Lo scorso dicembre, gli avvocati di Hunter Biden hanno chiesto a un tribunale federale di archiviare il caso contro il loro cliente sulla base di un principio simile, sostenendo che i pubblici ministeri stanno applicando uno statuto incostituzionale che, se ampiamente applicato, criminalizzerebbe milioni di consumatori di marijuana che agiscono in conformità con la legge statale. 

A noi di Soft Secrets Italia invece piace pensare che dietro lo spirito della Cannabis c'è sempre il feeling one love e che per avere pace e sicurezza bisognerebbe per sempre bandire le armi da ogni società civile.

M
Marco Ribechi