La Cannabis non sarà più doping, Wada pronta a dietrofront

Marco Ribechi
16 Sep 2021

Dopo la squalifica dalle Olimpiadi di Tokyo della donna più veloce del mondo Sha'Carri Richardson, l'Agenzia mondiale antidoping ha dichiarato che nel 2022 potrebbe applicare una revisione alla proibizione della Marijuana


Non ha lasciato il mondo dello sport indifferente la defezione alle Olimpiadi di Sha'Carri Richardson, esclusa da Tokyo perchè trovata positiva alla Marijuana. L’atleta, probabilmente la donna più veloce del pianeta, aveva ammesso di aver fatto uso di Cannabis vari giorni prima dei controlli che però le causarono una squalifica tale da dover saltare le convocazione per la competizione a cui era largamente favorita per l'oro (leggi l’articolo). 

Anche alla luce di questo precedente l’Agenzia Mondiale Antidoping - Wada - ha fatto un annuncio che potrebbe essere storico affermando che sarà riconsiderata l’inclusione della Cannabis tra le sostanze proibite. Per avere dati più certi però bisognerà aspettare il prossimo anno, è nel 2022 infatti che è stata fissata la data dell’assemblea per la discussione della modifica. 

“Dopo numerose richieste - si legge nel comunicato ufficiale della Wada - da più parti il comitato esecutivo ha deciso di avviare nel 2022 una revisione scientifica sugli effetti della cannabis nello sport”.

Proprio l’esclusione della Richardson a luglio aveva generato molta indignazione in vari ambienti non ultimo quello sportivo dove Sebastian Coe, capo della Federazione internazionale di atletica leggera, si era pronunciato a favore di un cambiamento radicale. 

“I am human” era stata la risposta della Richardson dopo la notizia della squalifica, avendo dichiarato di non aver assunto la sostanza per un tentativo di frode sportiva ma solo per affrontare una situazione psicologica molto provante dovuta ad un lutto familiare che non le permetteva più di riposare a causa del dolore. 

 

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Marco Ribechi