Imperia, la Procura dispone il dissequestro di 530kg di infiorescenze
L'8 aprile 2026 segna un'altra data significativa per il settore della canapa industriale in Italia. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Imperia, infatti, ha disposto il dissequestro e la contestuale restituzione di oltre mezza tonnellata di infiorescenze a un'azienda agricola locale. Il provvedimento mette nero su bianco un principio fondamentale: se il THC è a norma, la sostanza è di libera vendita e il sequestro non ha ragione d'esistere.
Quindi, mentre il dibattito pubblico e mediatico sembra concentrarsi sull'eco dei sequestri, nei fascicoli reali dei tribunali italiani sta emergendo una realtà diversa, fatta di dissequestri, restituzioni e archiviazioni. Non si tratta di slogan, ma di atti giudiziari certi, con date, numeri di procedimento e motivazioni tecniche che delineano un orientamento giurisprudenziale sempre più chiaro.
Questo ultimo caso di Imperia, tra l'altro è particolarmente rilevante per l'entità del quantitativo coinvolto.
Nel dettaglio, il provvedimento della Procura di Imperia (RGNR 4421/2025/21) nasce dai risultati di una consulenza tecnica non ripetibile. Le analisi hanno confermato che la media delle concentrazioni di THC era compresa tra lo 0,42% e lo 0,60%. Su questa base scientifica, il PM ha sancito che la merce non possiede efficacia drogante, definendola esplicitamente 'sostanza di libera vendita'. Di conseguenza, il mantenimento del sequestro è stato giudicato privo di fondamento giuridico, portando alla restituzione di 530 kg di infiorescenze che, altrimenti, avrebbero rischiato il totale deterioramento nei magazzini giudiziari. Nonostante il successo legale, resta l'amaro in bocca: in casi simili, le aziende colpite si trovano purtroppo ad affrontare danni economici e logistici inevitabili, legati al fermo prolungato della merce e alle criticità dei tempi della giustizia.
Il precedente della Cassazione a Sassari
Poco prima del caso ligure, un'altra importante vittoria era arrivata dalla Sardegna. La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione aveva, infatti, dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica di Sassari contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva già annullato il sequestro di un carico di infiorescenze.
Anche in quel caso, il principio cardine è stato lo stesso: non basta il sospetto, serve la prova della capacità drogante. La Suprema Corte ha confermato che, se manca l'offensività concreta, il sequestro probatorio non può essere utilizzato come strumento repressivo indiscriminato contro chi opera nella filiera della canapa industriale.
I numeri del cambiamento: l’Osservatorio Art. 18
Questi casi non sono eccezioni isolate, ma fanno parte di un trend documentato con rigore dall'Osservatorio Art. 18 di Canapa Sativa Italia, un archivio che raccoglie e analizza i provvedimenti favorevoli nel settore della canapa industriale che oggi conta già 13 restituzioni e 4 archiviazioni su poco più di venti casi monitorati. È la prova che, in sede penale, la magistratura tende a privilegiare la concreta offensività del fatto rispetto a letture astratte della norma.
Dall'analisi dei casi favorevoli monitorati dall'Osservatorio, infatti, emerge un elemento molto importante che aiuta in modo decisivo la scelta dei giudici: la tracciabilità totale della filiera, che non è solo un obbligo burocratico, ma si conferma come il principale scudo legale. Le aziende che ottengono la restituzione della merce, infatti, presentano costantemente fatture di acquisto, sementi certificate, schede tecniche dettagliate, analisi preventive e documentazione di tracciabilità.
I dati che ci offre l'Osservatorio sono in continuo aggiornamento ma ci mostrano già come la giurisprudenza stia finalmente recependo le istanze di un settore che chiede solo di poter lavorare nel rispetto delle regole.
L'ultimo provvedimento di Imperia è indubbiamente emblematico per la mole della merce restituita, ma rafforza anche un concetto fondamentale: la necessità di valutare la canapa industriale sulla base di prove scientifiche e fatti concreti.
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