Svizzera: lo Stato restituisce 33 milioni di franchi ai produttori di cannabis light

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La Svizzera restituisce 33 milioni di franchi ai produttori di cannabis light

Thomas Bär è il titolare di CANWAY Switzerland LLC (ex Green Passion LLC), ditta svizzera che si occupa di commercializzazione di cannabis light e derivati. Grazie all’impegno civile, di questo commercialista, la scorsa settimana, si è avverata una svolta epocale per il mercato elvetico della cannabis a basso contenuto di THC: le autorità doganali, in seguito alla decisione della Suprema Corte Federale, sono state costrette a restituire le tasse richieste in precedenza (quando la cannabis era soggetta al regime impositivo del tabacco) per una somma totale di 33 milioni di franchi svizzeri. Le ripercussioni di questa sentenza hanno già varcato i confini della Confederazione per prendere un respiro europeo.

SSIT: Quando è iniziata la storia di questa battaglia civile?

Il primo appello è stato inoltrato il 28 di Agosto 2017 da 3 compagnie di cannabis light, la mia, Greenpassion, Swiss Cannabis e Artemis. Di tutte le realtà elvetiche solo noi tre abbiamo deciso di lottare per i nostri diritti di imprenditori. A questo appello abbiamo ricevuto una risposta negativa da parte delle Autorità doganali della Svizzera Federale. Abbiamo comunque deciso di ricorrere di fronte alla Corte Amministrativa Federale. L’11 marzo del 2019, anche questa Corte ci ha dato torto assumendo che le infiorescenze di cannabis fossero utilizzate in maniera prevalente come sostitutive del tabacco ed in quanto tali dovessero sottostare alla medesima tassazione. Nonostante questa seconda decisione sfavorevole abbiamo deciso di non scoraggiarci e abbiamo portato tutto di fronte alla Corte Federale Suprema che il giorno 29 gennaio del 2020 ha deciso in nostro favore.

SSIT: Perché avete deciso di intraprendere questa battaglia legale?

Abbiamo deciso di condurre questa battaglia legale per differenti ragioni, delle quali la principale era quella di forzare il Governo a legiferare specificatamente sulla cannabis. Infatti la mia idea era che fosse incostituzionale l’applicazione delle tasse del tabacco al nostro settore, proprio perché la Costituzione afferma che solo con una legge si può decidere il tipo di tassazione per un nuovo prodotto come nel nostro caso le infiorescenze con basso contenuto di THC ed alto di CBD. In più c’erano anche dubbi sul fatto che il Governo avesse deciso di applicare le tasse del tabacco anche sulle vendite già effettuate, in maniera retroattiva, ed anche questo si è rivelato un passo non conforme alla Costituzione.

SSIT: In Svizzera le infiorescenze di CBD erano considerata sino a questa sentenza come sostitutivi del tabacco. Come sono cambiate le cose dopo la decisione della Corte Federale Suprema?

Dal 29 Gennaio 2020, i fiori di cannabis con basso contenuto di THC (<1% THC) non sono più soggetti alle tasse del tabacco che ammontavano al 25% del prezzo di vendita al pubblico. In aggiunta e come conseguenza, è diventato applicabile il valore di IVA minimo che si attesta a 2.5% e non più quello che si applicava in precedenza di 7.7%.

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La Svizzera restituisce milioni di franchi di imposte, grazie al lavoro di Thomas Bär e altri imprenditori elvetici della cannabis light

SSIT: Quando hai cominciato a richiedere indietro i soldi delle tasse che per te non erano dovuti, pensavi di raggiungere un successo di questa portata?

Ad essere onesto, ricevere la seconda decisione negativa dalla Corte Federale Amministrativa, è stato un bel colpo. Ma non ci siamo mai arresi e abbiamo portato le nostre istanze sino in fondo. Fortunatamente il sistema svizzero è forte e la giustizia prevale.

SSIT: Che prospettive apre questa decisione per il mercato elvetico della cannabis light?

Come prima cosa abbiamo 33 milioni di freschi franchi iniettati nel mercato svizzero. Per molti produttori si tratta di un bel sollievo perché il 25% del prezzo di vendita era davvero un peso. E poi le prospettive più interessanti si aprono al di fuori della Svizzera, infatti vari operatori di paesi come il Lussemburgo e come il Belgio, paesi che avevano seguito la tassazione della cannabis light come se fosse un sostitutivo del tabacco come da noi, si stanno interessando per ricevere i papiri della causa per percorrere lo stesso tipo di ricorso nei loro rispettivi paesi.

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