Caso Dott. Fabrizio Cinquini, dissequestro di ben 72 kg di cannabis light

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Dissequestrati 72 chilogrammi di cannabis light a Fabrizio Cinquini e la compagna Lucia Pescaglini. Il Tribunale di Lucca, a seguito di perizia che ha riscontrato una percentuale sotto lo 0,6% di Thc, ha provveduto al maxi dissequestro. E' stata altresì riconosciuta la regolare attività dell'azienda agricola della compagna.  Abbiamo intervistato il legale della famiglia Cinquini, Avv. Carlo Alberto Zaina, in merito alla vicenda del medico versiliese.

Con il dissequestro di ben 72 chilogrammi di cannabis light negli scorsi giorni, siamo arrivati ad un nuovo sviluppo nella vicenda giudiziaria che vede coinvolto il Dottor Fabrizio Cinquini e la sua compagna Lucia Pescaglini.
Nell’ultima perquisizione effettuata durante l’estate erano stati rinvenuti circa 22 chili di cannabis (secondo il medico si tratta di una rimanenza di cannabis light del precedente dissequestro), qualche migliaio di euro in contanti e altro materiale.
Il Tribunale di Lucca ha, successivamente, convalidato l’arresto dei carabinieri e deciso per la custodia cautelare in carcere per il medico e per la detenzione domiciliare per la sua convivente, Lucia Pescaglini.
La situazione verificatasi la scorsa estate descritta dal nostro Fabrizio Dentini: “nello specifico, il verbale dei Carabinieri riporta il sequestro di: 22,387 Kg di marijuana, 5.160 euro in contanti e 2.520 dollari americani in contanti. In seguito a narcotest i carabinieri non hanno avuto dubbio, la sostanza sequestrata era in tutto e per tutto cannabis. Peccato però che il narcotest non sia utile a sostanziare quale sia il livello di THC presente nel materiale analizzato. Il che fa la differenza fra 22 chili di marijuana o 22 chili di nulla, penalmente parlando”.
Entrambi sono stati rimessi in libertà nel mese di settembre in attesa del processo che proseguirà nelle prossime settimane.
Nella perizia degli scorsi giorni è stato riscontrato che il valore di Thc risultava sotto il limite dello 0,6%, con conseguente dissequestro della cannabis per il quantitativo succitato. E’ stato altresì dimostrato che la compagna del Dott. Fabrizio Cinquini, Lucia Pescaglini, abbia regolarmente coltivato canapa a scopo industriale con una azienda agricola della quale è socia.
In merito alla vicenda giudiziaria ed alle novità sul fronte della cannabis light abbiamo sentito il suo legale, Avv. Carlo Alberto Zaina:
Ci potrebbe descrivere quanto accaduto negli scorsi giorni?
“La nostra tesi difensiva ha portato al dissequestro della maggioranza di quanto sequestrato. Abbiamo sempre sostenuto che si tratti di un prodotto da coltivazione legale. Il responso della perizia ha dato risultato a nostro favore in merito e il Giudice, il quale a differenza del Pubblico Ministero, aveva già inizialmente ipotizzato la tesi che quanto sequestrato fosse cannabis light. Il riscontro nella sua stessa ipotesi è arrivato con questo risultato della perizia. Si sostiene che anche gli ulteriori 300 grammi sequestrati al Dott. Fabrizio Cinquini, ad uso personale, siano derivati da coltivazione legale.
Senza sbilanciarsi, restiamo in attesa di quanto vorrà decidere a questo punto il Pubblico Ministero in merito nelle prossime settimane”.
Nel frattempo che il Tribunale di Lucca, a seguito della perizia ha portato al dissequestro del quantitativo del Dott. Fabrizio Cinquini e Lucia, nella vicina Toscana ed in Italia continua a regnare sovrano il caos per gli operatori della cannabis light. Come giudica in particolare quanto accaduto a Porto Azzurro (Isola d’Elba) negli scorsi giorni?
“Si tratta di un atto amministrativo questa ordinanza che va letta e valutata. Mi pare chiaro che, in caso gli agricoltori di quel Comune dovessero ritrovarsi con dei guai giudiziari, potrebbero passare a dover denunciare questa ordinanza del Sindaco di Porto Azzurro che, potrebbero a sua volta far emergere un ipotetico abuso d’ufficio sulla questione”.

Per quanto concerne le recenti prese di posizione da parte del Governo con i vari emendamenti di questi ultimi giorni, soprattutto per la tematica della cannabis light, cosa ne pensa?
“Purtroppo le idee sono da molto tempo terribilmente confuse e poco produttive in materia e i cambiamenti spesso repentini da parte di alcune forze politiche, come il Movimento 5 Stelle, rischiano soltanto di portare a fumo negli occhi senza una vera risoluzione dei problemi in merito.
Di recente è stato addirittura proposto di rendere la canapa Monopolio di Stato, con annessa una imposta di fabbricazione, in altre occasioni sono state proposte situazioni non particolarmente utili a colmare le lacune tutt’oggi presenti della Legge 242/2016.
 
Per la vicenda del Dottor Cinquini restiamo in attesa dei successivi sviluppi, tenendovi aggiornati sulla battaglia del medico versilese, la quale, come citato nella sua autobiografia, è prima di tutto una battaglia per la libertà d’autodeterminazione contro le grandi lobby,  che boicottano una pianta dalle immense potenzialità riconosciute da millenni.

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