Canapa: le volete davvero bene?

Canapa: le volete davvero bene?
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Da quando, più di 30 anni fa, mi ha detto: “ti ho dato tanto, e ti ho sempre fatto star meglio, adesso è ora che mi aiuti, perché i tuoi simili umani mi stanno cercando di eliminare”, ho sempre lavorato soltanto per la canapa, e non per interessi di qualcuno. Spesso i miei messaggi hanno dato fastidio, soprattutto a chi cercava di monopolizzare il mercato, e spesso qualcuno ha dovuto rivedere posizioni errate dovute alla disinformazione verso la cannabis (è il suo nome scientifico), che purtroppo continua, da parte di un proibizionismo ottuso.
Sento dire che il CBD è la medicina contro tutti i mali… Va bene che il CBD non è vietato, e quindi tutti cercano di lavorare con varietà che lo contengano come cannabinoide principale, ma il CBD da solo ha un’efficacia relativa. Ne occorrono grosse quantità (ad esempio per il trattamento dell’epilessia il “giornale europeo di medicina interna” ne consiglia fino a 2000 mg/die); ha un “effetto campana” (fino ad una certa quantità non fa niente, e poco oltre quella stessa dose può avere effetti contrari…); a volte da solo provoca effetti spiacevoli, come nausea o insonnia. In fitocomplesso, unito a quantità significative di THC e altri cannabinoidi, funziona meglio e a dosi decisamente più basse (fino ad un trentesimo della dose di solo CBD).
Va bene lavorare, dove e quando si può, con queste varietà, ma ricordiamoci che non sono solo quelle che la canapa vorrebbe darci. Non dobbiamo chiedere leggi che stabiliscano limiti per gli altri cannabinoidi, anzi dobbiamo pretendere di poter coltivare liberamente qualunque varietà di cannabis, per qualunque utilizzo.
Ho sentito dire in questi giorni, da chi dovrebbe diffondere la “coltura e la cultura della canapa”, che «le canape ad alto contenuto di THC sono droghe pericolose e danneggiano l’organismo e in particolare il cervello». Mi spiace che regni ancora un tale bigottismo e una tale volontà (spero dettata da interessi economici monopolistici, e non da una reale convinzione…) di fare disinformazione e terrorismo psicologico.
Da più di 10 anni ci sono studi che dimostrano come proprio il THC favorisca la rigenerazione dei neuroni nell’ippocampo ed in altre aree cerebrali, come sia protettivo (se assunto prima o appena dopo) nel caso di traumi cerebrali, come sia la sostanza più importante dal punto di vista curativo per la maggior parte delle patologie umane e animali. Il THC è, di fatto, l’unica sostanza vietata della cannabis, e qualcuno forse spera che scagliandosi contro questa sostanza i governanti gli lascino un monopolio che non ci deve essere. Forse è meglio che chi usa canapa, per capirla, la usi in tutte le sue varianti, anche quelle ad alto THC, che aumenta l’attività cerebrale.
Il ministero della salute ripresenta una bozza di piano per i limiti di THC negli alimenti. L’aveva già proposta tempo fa, con gli stessi limiti. Sono stati fermati, perché tutti gli alimenti a base di canapa prodotti in Italia sarebbero stati fuori legge (ad esempio, per l’olio di semi la proposta è di 5 mg/kg, mentre la maggior parte degli oli di semi di canapa prodotti in Italia contiene fra i 10 e i 20 mg/kg). Adesso, per ignoranza da parte di qualcuno e interessi proibizionisti da parte di altri si cerca di soffocare un settore in cui tanti avevano trovato un lavoro.
Qualcuno, che si dice antiproibizionista, sta dicendo che le canape industriali, in particolare la Carmagnola, non sono adatte per uso medicinale. Spero, anche loro per interessi economici, che non lo pensino davvero… Abbiamo, da quasi un anno, costituito un’associazione (Tara) per pazienti che usano cannabinoidi. Coltiviamo Carmagnola Selezionata, e ne facciamo estratti che, a detta di chi li sta usando, sono decisamente più efficaci del solo CBD e spesso funzionano meglio di quelli (ir)reperibili in farmacia. Con il compianto Franco Loja ed i tecnici di Greenhouse Medical avevamo analizzato centinaia di varietà di cannabis: solo la Carmagnola, la CS e le canape Himalayane avevano uno spettro di terpeni e di cannabinoidi completo (da popolazioni, e non da singolo fenotipo). Le canape Himalayane, in più, hanno un cannabinoide raro e prezioso, il THCV.
Qualcuno ha bisogno di canapa con più CBD (soprattutto chi non ha mai usato cannabinoidi), altri, e sarebbero i più in un mondo senza bigottismi, trovano il massimo giovamento da canape con un rapporto 1:1 THC/CBD, altri ancora hanno bisogno di canape ad alto THC che, ripeto, non è una droga, non danneggia il corpo o il cervello, anzi è necessario per il benessere generale e per patologie particolari.
Nessuno ha mai avuto danni dalla cannabis, solo dal proibizionismo e dalla volontà di mantenerla una sostanza vietata.
La cannabis deve essere “normalizzata”, alla stregua degli altri vegetali, alla stregua delle erbe officinali. Se dal mais ricavo la polenta, devo anche poter fare i pop-corn…
Auguri di buon anno a tutti, che la cannabis vi porti saggezza.
di Franco Casalone

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