Nove anni alla star del basket condannata per Cannabis

Marco Ribechi
05 Aug 2022

La campionessa americana Brittney Griner era stata sorpresa in aeroporto con dell'olio di Cannabis. La sentenza ha il sapore di una questione diplomatica legata ai cattivi rapporti tra i due paesi di cui l'atleta e la pianta hanno la parte di pedine innocenti


Un mero capro espiatorio. Una questione di sporca politica internazionale che vede come vittime l’americana Brittney Griner, una delle giocatrici di basket più forti al mondo, e una pianta, la Cannabis, utilizzata per infliggere pene assurde ed ingiuste.

Un tribunale russo ha sentenziato nove anni di carcere, quasi il massimo della pena, per la 31enne Griner, doppia medaglia olimpica, sorpresa a febbraio in un aeroporto nei pressi di Mosca con dell’olio di cannabis utilizzato per la vaporizzazione. La cestista si trovava in Russia per disputare la stagione sportiva durante la pausa negli Stati Uniti. 

Fin dai primi giorni l’arresto è divenuto un caso mediatico poiché quasi in concomitanza con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che ha mostrato come l’atleta sia in realtà una semplice pedina all’interno di più ampi giochi politici.

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Griner, secondo quanto riportato dal suo avvocato, è fortemente turbata e scossa. La cestista non ha mai nascosto la verità affermando di aver commesso un errore onesto. «Non ho cospirato o pianificato di commettere questo crimine - ha detto Griner - spero che la sentenza non distrugga la mia vita».

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito la sentenza "inaccettabile" ma intanto si pensa ad un probabile scambio di prigionieri che potrebbe coinvolgere la giocatrice di basket. Alcune indiscrezioni smentite dai portavoce russi ipotizzano il nome di Viktor Bout, detto anche il mercante di morte.

Una riflessione va fatta però anche sulla seconda vittima della condanna, ovvero la Cannabis ancora una volta ostaggio di cattiva politica e pregiudizi. Quando le barriere culturali e amministrative che regolano nei vari Stati la proibizione della Cannabis finalmente cadranno allora sentenze come quella di Griner non saranno più possibili, il caso di Griner è solo uno dei casi di ingiustizia e persecuzione legati alla Cannabis a cui esclusivamente un cambio di mentalità globale potrà portare giustizia. 

 

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Marco Ribechi