Conoscenza analitica

Analizzare la canapa senza dover affidarsi ai laboratori

Come posso sapere cosa contiene la canapa che consumo? Vorrei saperne di più sui fiori che ho appena raccolto, a chi devo rivolgermi? Queste domande sono tipiche degli appassionati più curiosi che vogliono conoscere meglio i prodotti che hanno tra le mani. Purtroppo non tutti hanno accesso ad un laboratorio di analisi, o perché mancano i contatti giusti o perché vivono in un paese dove è illegale compiere questo genere di analisi se si è privati cittadini. Il rischio di venir denunciati perché si pretende di analizzare un’infiorescenza ad alto contenuto di THC è alto.

Andiamo ad esplorare quali sono le possibili metodologie di analisi praticabili in casa da quasi tutti, con una spesa modesta. Sia che si voglia approfondire la conoscenza delle proprie piante, sia che si voglia sapere meglio che tipo se ne sta consumando, vi sono delle analisi praticabili in casa senza dover comprare macchinari da laboratorio. Premetto che i laboratori continueranno ad esistere, per fortuna, per garantire standard analitici migliori di quelli raggiungibili in casa a livello hobbistico, che comunque danno risultati affidabili.

Una volta si consigliava, tra i vari forum, di far assaggiare al maggior numero di persone i propri prodotti. Qualche consumatore più esperto avrebbe di sicuro dato un parere migliore comparando con la sua vasta esperienza. Al giorno d’oggi però ha guadagnato maggiormente importanza l’oggettività dei dati. Per esempio una varietà al CBD verrà avvertita leggera da un consumatore esperto, ma è una valutazione soggettiva che non permette ulteriori indagini. Fortunatamente la tecnologia è entrata sempre più nelle case e possiamo ora analizzare con una piccola spesa il chemiotipo, il genere e la presenza di eventuali patogeni, solo da un pezzo di una foglia. Si tratta di analisi colorimetriche, spettroscopiche e del DNA. Tutto fattibile in casa con risultati affidabili.

L’analisi colorimetrica ci dice molto su un campione in base ai cambiamenti di colore del soluto analizzato. Una tra le più interessanti secondo me è la TLC (Thin Layer Cromatography cioè cromatografia a strato sottile) come quella offerta in kit da Alphacat. Non ho nessun interesse a promuovere questa azienda, ma è la prima e più famosa ad offrire kit a basso costo per analizzare qualitativamente, in casa, i campioni di canapa. Tramite un minuscolo campione di resina possiamo conoscere la presenza dei principali cannabinoidi, anche in forma acida, sfruttando la cromatografia a strato sottile.

Se invece vogliamo semplificare un poco le cose e spendere meno possiamo procurarci della potassa e dell’etanolo e praticare un CBD beam’s test, ossia un test colorimetrico e valutare la presenza di CBD o CBG in base al cambiamento di colore del nostro estratto. Il CBD beam’s test non analizza il THC, ma ci può dare indicazioni ad esempio sull’erba light che stiamo consumando.

Volendo analizzare qualitativamente per via colorimetrica il THC possiamo cercare su google il Duquenois test e sbizzarrirci nelle varie metodologie proposte. Si tratta sempre di colorimetria, quindi osserveremo il liquido nella nostra provetta cambiare colore. Sul tipo di colore e sulla sua intensità ne dedurremo la presenza e la concentrazione del cannabinoide ricercato. Personalmente mi sono sempre affidato alla TLC anziché ai test colorimetrici semplici, ma devo ammettere, non ho analizzato solo canapa light.

Se invece siamo disposti a spendere un poco di più entrano in gioco i macchinari di analisi semi professionali a spettrometria NIR, dall’inglese “near infra red”, in italiano infrarosso vicino. Sono degli analizzatori di spettro che utilizzano le bande di infrarosso più vicino al campo del visibile per dedurre il contenuto di cannabinoidi del campione inserito nella macchina. Questi macchinari richiedono un investimento un poco maggiore rispetto alle TLC ma hanno il vantaggio di essere rapidi e richiedono meno manualità. Ho provato di recente il PurplPro di FabYo, non mi è dispiaciuto nonostante avesse solo la capacità di analizzare THC e CBD.

Se infine vi fosse un interesse più da coltivatore di analizzare le nostre piante ancora vive si possono effettuare analisi casalinghe del DNA delle piante. Analizzando il DNA delle piante si può scoprire, da un pezzettino di una foglia, il genere (se maschio o femmina), si può sapere il chemiotipo (la presenza o meno dei principali cannabinoidi, THC e CBD) e si può anche scoprire in anticipo la presenza di eventuali patogeni. Su internet si trovano kit già pronti che con una piccola spesa permettono di cominciare ad analizzare le proprie piante e soddisfare la propria curiosità.

Credo di esser stato esaustivo, su google si trovano numerosi risultati di ricerca inserendo le parole chiave che ho fornito nell’articolo.

Buone analisi e buone fioriture!

di CBG

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