Cannabis 2018: i passi avanti nel Mondo.

Cannabis e dispensaridi Matteo Provvidenza
La situazione globale della cannabis ha visto ulteriori sviluppi positivi durante l’anno corrente.
Dopo l’ormai noto esempio dell’Uruguay e alcuni esempi di legalizzazione in alcune zone degli Stati Uniti, oggi 17 ottobre 2018, il Canada è il secondo Paese a legalizzare a tutti gli effetti la cannabis. Il programma di governo guidato dal Primo Ministro Justin Trudeau ha portato in data del 20 giugno 2018 il parlamento canadese (con 52 voti a favore, 29 contrari e 2 astenuti) alla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo consentendo ai cittadini di coltivare fino ad un massimo di 4 piante a domicilio.
Sarà possibile viaggiare nei voli interni canadesi con circa 30 g di infiorescenze di cannabis e, con certe determinate regole, l’utilizzo sarà possibile anche da parte dei militari canadesi.

E in Europa?

In Europa si sono aggiunti ai Paesi ove è regolamentato l’uso medico totalmente o parzialmente di cannabis e derivati (Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Svizzera) Georgia e Regno Unito.
Nello Stato ex sovietico del Caucaso siamo giunti alla sentenza dello scorso Luglio della Corte Costituzionale che ha osservato che il permesso di consumare cannabis rappresenta un atto di protezione del diritto della persona. La Corte ha altresì dichiarato che l’uso di cannabis può ancora essere punito se ssa viene consumata negli istituti scolastici, in alcuni luoghi pubblici quali, ad esempio, i mezzi di trasporto pubblico o in presenza di minorenni.
In Regno Unito a partire dal 1 novembre 2018 sarà nella facoltà dei medici poter prescrivere la cannabis terapeutica. Si concretizza quanto deciso dal Governo inglese nello scorso luglio in materia, in un Paese già avanti per la produzione di alcuni derivati medici come il Sativex ed una depenalizzazione dell’utilizzo domestico.

Resto del Mondo

Altre importante novità sono giunte da due Paesi dell’Africa che legiferano dopo il Lesotho: Zimbabwe e Sudrafica.
Lo Zimbabwe ha deciso di legalizzare la produzione di cannabis sul proprio territorio per fini medici e scientifici.
Il decreto del Ministro della Salute David Parirenyatwa “Dangerous Drugs – Production of Cannabis for Medicinal and Scientific Use Regulations – sottolinea che la domanda per il rilascio di una licenza deve essere presentata al Ministro, in duplice copia ed è corredata della tariffa appropriata e di tre copie di un piano del sito proposto per la licenza che deve essere conforme con i requisiti specificati.
In Sudafrica la Corte costituzionale ha legalizzato la coltivazione e il possesso di cannabis per uso personale. Con decisione non unanime, letta in aula dal giudice Raymond Green, la Corte ha quindi depenalizzato “l’uso e il possesso di cannabis da parte di un adulto, per il consumo in privato”, rendendone legale anche la coltivazione. Il Sudafrica diventa dunque il primo Paese africano a rendere legale l’utilizzo di cannabis anche a scopo ricreativo.
 
 

 

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