Canapa alla Consulta: udienza slitta a febbraio 2027
Sulla base delle notifiche ufficiali inviate ai legali, la Corte Costituzionale è stata rinviata al 9 febbraio 2027 l’udienza sul merito delle questioni di costituzionalità dell’articolo 18. Rinviata anche la camera di consiglio sull'ammissibilità degli interventi, fissata al 25 gennaio 2027.
Il rinvio permetterà alla Consulta di trattare congiuntamente le ordinanze dei Tribunali di Brindisi (r.o. 26/2026), Trani (r.o. 81/2026) e la più recente di Brescia (r.o. 135/2026).
Attenzione ai termini tecnici: il rinvio dell'udienza non proroga automaticamente i termini per intervenire nel giudizio promosso dal Tribunale di Brescia. Essendo stata pubblicata l'ordinanza nella Gazzetta Ufficiale il 16 settembre 2026, il termine di 20 giorni scade tassativamente il 6 ottobre 2026 per tutti i soggetti in possesso dei requisiti di legittimazione previsti dalle Norme integrative della Corte. I legali ricordano che l'intervento differisce dalle opinioni degli amici curiae, che non attribuiscono la qualità di parte.
Mentre la norma resta formalmente in vigore (senza che i rinvii alla Consulta o alla CGUE (Corte di Giustizia dell'Unione Europea) costituiscano una sospensione automatica della legge), la giurisprudenza di merito e di legittimità sta ponendo precisi limiti agli automatismi sanzionatori.
Tra le decisioni più rilevanti:
- Cassazione Penale (Sent. n. 25539/2026 - Caso Modena): La quarta sezione ha annullato con rinvio il diniego di restituzione dei prodotti, ribadendo che spetta al PM provare la concreta efficacia drogante e che la confiscabilità non può essere presunta automaticamente.
- Mancate convalide e dissequestri (Latina, Velletri, Vicenza, Imperia, Aprilia, Ascoli Piceno): Numerosi decreti e ordinanze hanno evidenziato l'insufficienza dei soli narcotest qualitativi, disponendo la restituzione della merce in presenza di tracciabilità, fatture e assenza di efficacia drogante dimostrata.
Il percorso legale prosegue parallelamente a Lussemburgo. Resta pendente la causa C-716/25 (originata dal rinvio del Consiglio di Stato n. 8813/2025) sulla libera circolazione di fiori e foglie di canapa industriale, a cui si affiancano i rinvii del Consiglio di Stato relativi al CBD per uso orale (ordinanze 6198, 6200 e 6202/2026), promossi tra gli altri da Canapa Sativa Italia.
Come afferma Canapa Sativa Italia, il lavoro dell'associazione prosegue ora su due piani: portare ulteriori elementi tecnici, giuridici ed economici a sostegno dell’incostituzionalità e aiutare gli operatori a gestire controlli e contestazioni.
Per le imprese è essenziale verificare fornitori e lotti, conservare fatture e analisi pertinenti, rispettare le regole specifiche della destinazione d’uso e curare etichettatura e documentazione. È altrettanto importante predisporre per tempo una copertura di tutela legale, controllarne continuità, limiti ed esclusioni e comunicare tempestivamente gli eventuali sinistri secondo le condizioni di polizza: una buona organizzazione difensiva e assicurativa rende infatti più sostenibile il lavoro in questo periodo.
Tutelare la filiera significa sostenere chi rispetta le regole e costruire una difesa fondata su fatti verificabili. Il tempo del rinvio, quindi, sarà utilizzato per questo lavoro, fino alle pronunce della Consulta e della Corte di Giustizia.
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