Canada, per la polizia sono più pericolosi i fast food che gli shop
C'è chi teme l'apocalisse a ogni tiro di joint e chi, come la polizia, guarda i dati e scuote la testa. Nella cittadina canadese di Aurora, in Ontario, il confronto tra i residenti allarmati e le forze dell'ordine ha preso una piega surreale durante l'ultima revisione dei regolamenti comunali sui negozi di cannabis
Mentre alcuni cittadini invocano pattugliamenti straordinari e denunciano un presunto Far West di automobilisti alterati, la polizia regionale di York ha ridimensionato il caso con un paragone spiazzante: i problemi di ordine pubblico legati ai fast food sono ben più seri di quelli causati dai dispensari legali.
La polemica è esplosa all'interno della task force comunale, creata nel 2025 per monitorare l'impatto dei negozi di cannabis aperti dopo la legalizzazione del 2018. Di fronte alle lamentele di alcuni membri del board — scandalizzati dal via vai dei clienti, dall'odore di fumo e da chi si mette alla guida dopo aver consumato — il Detective Sergente Bill Newton ha gelato la sala: "Come fa ad esserci un grande problema se i dati dicono l'opposto? Non abbiamo un volume di crimini significativo legato a questi negozi. Probabilmente abbiamo problemi ben più seri negli stabilimenti di fast-food della zona, per fare un esempio."
Un'uscita che ha spiazzato i comitati di quartiere, convinti che i negozi di cannabis siano il principale vettore di criminalità della zona.
Secondo le proteste raccolte dalla task force, la situazione sarebbe fuori controllo, con automobilisti "stonati" pronti a sfrecciare accanto alle scuole e alle case.
Eppure, i dati ufficiali raccontano un'altra storia. Nonostante i controlli rigorosi e la priorità assoluta riservata dalla polizia a qualsiasi chiamata per guida sospetta, i numeri smentiscono l'allarmismo.
Nel comune di Aurora, su oltre un centinaio di infrazioni per guida alterata registrate in un anno, la stragrande maggioranza dei casi è legata all'alcol, mentre le imputazioni specifiche per consumo di sostanze stupefacenti restano numericamente marginali.
Un quadro confermato dai trend nazionali, che vedono l'alcol ancora largamente in testa tra le cause di incidenti gravi.
Nonostante l'evidenza, la spaccatura tra residenti e autorità resta profonda. Da una parte ci sono i cittadini che chiedono restrizioni sugli orari, corsie preferenziali per le denunce e persino volantini distribuiti porta a porta nel raggio di duecento metri dai negozi.
Dall'altra c'è la polizia, che ribadisce l'inutilità di una caccia alle streghe contro attività commerciali perfettamente regolari, finanziate in parte anche dai fondi di transizione governativi e prive di riscontri penali rilevanti.
Alla fine, tra petizioni, residenti esasperati e interventi dei reparti speciali per sedare gli animi, il vero paradosso di Aurora è servito: nel mirino della morale cittadina ci sono le vetrine pulite dei negozi di cannabis, mentre il traffico continua a fare i conti con problemi ben più prosaici, dalle risse nei parcheggi dei fast food alla recidiva alcolica al volante.
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