Messico, via libera agli edibili ma solo per uso domestico

Marco Ribechi
17 Sep 2026

La Suprema Corte messicana ha stabilito che la preparazione di alimenti e prodotti semilavorati a base di cannabis destinati esclusivamente all'uso personale è pienamente lecita e rientra nel diritto al libero sviluppo della personalità


La decisione circoscrive l'autoconsumo culinario, mantenendo però rigidi divieti sulla vendita, la distribuzione e la fornitura a terzi

Il cuore della sentenza e le divisioni interne 

Con un voto di 7 a 2, i giudici hanno ordinato alla COFEPRIS (l'autorità sanitaria federale) di concedere autorizzazioni specifiche per la manipolazione della cannabis a fini alimentari privati, distinguendo questa pratica domestica dai prodotti commerciali soggetti a controlli sanitari rigorosi (come farmaci e integratori). 

La decisione ha tuttavia spaccato la corte: mentre fautori della sentenza come il giudice Arístides Rodrigo Guerrero hanno sottolineato che la misura tutela esclusivamente la sfera privata degli adulti, voci contrarie come la giudice Yasmín Esquivel e María Estela Ríos hanno espresso forti perplessità sui rischi per la salute pubblica, in particolare per la potenziale esposizione dei minori e l'assenza di controlli di sicurezza. 

Un percorso legale decennale 

La pronuncia attuale rappresenta l'ennesimo capitolo di un'evoluzione giuridica iniziata nel 2015 e consolidata nel 2018 con la Dichiarazione generale di incostituzionalità, che ha stabilito l'illegittimità di un divieto assoluto sui consumi personali.

Nonostante ciò, il modello messicano continua a basarsi su permessi individuali anziché sulla creazione di un mercato commerciale strutturato. 

Il confronto con il panorama internazionale 

La scelta del Messico appare particolarmente restrittiva se confrontata con gli standard globali: 

Uruguay: Il pioniere mondiale (2013) di un mercato interamente regolamentato e supervisionato dallo Stato (farmacie, club di coltivazione e autoconsumo). Canada: Un sistema federale (Cannabis Act del 2018) che consente la vendita commerciale di prodotti edibili, sottoposti a rigidi standard di confezionamento, etichettatura e un limite massimo di 10 mg di THC per confezione. 

Stati Uniti: Un mercato frammentato a livello statale, attivo in 24 stati e nel Distretto di Columbia, caratterizzato da ampie reti di vendita al dettaglio autorizzate. 

In conclusione, la sentenza messicana traccia una linea netta: la cucina a base di cannabis è protetta all'interno delle mura domestiche come estensione dell'autoconsumo, ma il Paese sceglie di non aprire le porte a un'industria commerciale degli edibili.

 

FONTE: MexicoBusiness

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Marco Ribechi