Cannabis medica e NAS: il caos delle spedizioni farmaceutiche

Maria Novella De Luca
30 May 2026

Negli ultimi mesi, il mondo della cannabis medica in Italia è scosso da un vero e proprio caos burocratico legato alle spedizioni farmaceutiche del farmaco. Al centro dell'attenzione ci sono i controlli avviati dai NAS, che hanno visto diversi pazienti regolarmente in terapia convocati in caserma per rispondere a domande sulle modalità di ricezione delle proprie cure a base di cannabinoidi.


Le immagini di cittadini costretti a varcare la soglia di una caserma per giustificare l'uso di un farmaco regolarmente prescritto evocano scenari di forte apprensione. Tuttavia, per tutelare i diritti dei malati, la prima regola è fare chiarezza ed evitare allarmismi che rischiano solo di aumentare lo stigma e l'ansia di chi soffre.

Analizzando i fatti, viene fuori una storia amministrativa e giudiziaria che non sembra voler prendere di mira il consumo terapeutico in sé, ma le modalità logistiche con cui il farmaco viaggia dalla farmacia al domicilio del paziente.

L'origine dell'inchiesta: il nodo delle spedizioni

Al centro della vicenda non c'è una caccia alle streghe contro i consumatori di cannabis, ma un'indagine partita da un caso specifico: una farmacia galenica sanzionata dai NAS per aver spedito i preparati ai propri pazienti sul territorio nazionale tramite corriere.

Quello delle spedizioni è il vero nervo scoperto della cannabis medica in Italia. Come spiega nella nostra video-intervista il Dott. Marco Ternelli, farmacista preparatore con cui abbiamo parlato in occasione di Indica Sativa Trade a Bologna, le regole del gioco sono cambiate in modo restrittivo. Proprio durante l'emergenza Covid-19, infatti, è intervenuta una circolare ministeriale che ha stretto le maglie della burocrazia, stabilendo che le farmacie non avrebbero più potuto spedire i preparati di cannabis direttamente al domicilio dei pazienti tramite un comune corriere espresso.

Secondo questa disposizione, l'unica via d'uscita rimasta per garantire la continuità terapeutica a distanza è la triangolazione: la farmacia può spedire il farmaco esclusivamente a un'altra farmacia di prossimità dove il paziente deve poi recarsi fisicamente per il ritiro assistito.

La farmacia al centro dell'indagine, agendo verosimilmente in totale buona fede per rispondere alle necessità di pazienti residenti in tutta Italia (essendo i laboratori galenici specializzati ancora troppo rari e distanti), sembra cercasse di aggirare questo ostacolo burocratico facendo firmare ai pazienti una delega al privato. In parole povere, era come se il paziente delegasse formalmente il corriere espresso al ritiro diretto in farmacia. Un meccanismo di "consegna indiretta" che i NAS hanno contestato, applicando alla lettera la circolare e avviando i controlli di rito.

I militari quindi, stanno contattando i pazienti per verificare le modalità di ricezione del farmaco e confermare la catena di consegna, per raccogliere prove nell'ambito del procedimento avviato contro il titolare della farmacia. Nessuna violazione della privacy o monitoraggio delle comunicazioni private, dunque, come qualcuno aveva ipotizzato sul web, ma un normale atto investigativo: i nominativi dei pazienti e i loro contatti sono emersi semplicemente dalla documentazione fiscale e sanitaria acquisita in farmacia (ricette, moduli di delega e dati di spedizione dei corrieri) necessaria a ricostruire la filiera.

A confermare questa lettura dei fatti è il direttivo di Cannabis Service, che abbiamo contattato per fare luce sulla vicenda:

"La prima cosa che ci teniamo a chiarire è che non va creato panico: non siamo assolutamente davanti a un’azione punitiva né a un sequestro delle terapie nei confronti dei pazienti. Le persone contattate sono state sentite semplicemente come persone informate sui fatti", ci spiegano i responsabili dell'associazione. Un'indagine mirata sulla filiera, insomma, che al momento sembra non toccare altre realtà: "Pur essendo una delle associazioni con più iscritti in Italia, non abbiamo ricevuto segnalazioni analoghe dai nostri soci e non risultano coinvolte le farmacie del nostro circuito. Per questo invitiamo alla massima serenità: se il percorso terapeutico è stato eseguito correttamente, con visite reali, prescrizioni mediche e farmacie regolari, non c'è nulla da temere. Il punto sollevato dai controlli non è criminalizzare il malato, ma verificare la correttezza formale dei passaggi di consegna

Il vero problema: la carenza di farmacie e i limiti della burocrazia

Se l'allarme penale va ridimensionato, resta intatta una gigantesca questione politica e sanitaria. Se un paziente è costretto a ricorrere a deleghe acrobatiche e spedizioni geograficamente complesse, è perché l'accesso alla cannabis medica in Italia è ancora un percorso a ostacoli, con pochissimi presidi sul territorio in grado di coprire la richiesta.

Su questo punto, il direttivo di CannabiService evidenzia la profonda contraddizione del sistema italiano:

"La cannabis terapeutica è legale e prescrivibile, ma molti malati non hanno una farmacia galenica accessibile vicino casa o la trovano solo a centinaia di chilometri. Le regole sulle spedizioni vanno rispettate perché tutelano la filiera, ma il sistema va aggiornato: non si può lasciare un paziente, spesso gravemente invalidato dalla propria patologia, da solo davanti a burocrazia, distanze e farmacie non attrezzate. Servono procedure sicure, tracciate e autorizzate che permettano di ricevere il farmaco in modo regolare, senza zone grigie e senza scaricare la responsabilità su chi è già fragile".

A complicare drammaticamente il quadro c'è il fatto che le farmacie galeniche preparatrici si trovano spesso con le mani completamente legate. Anche quando vorrebbero applicare alla lettera la circolare ministeriale sulla triangolazione, si scontrano con il rifiuto delle farmacie di prossimità vicine al paziente, che spesso non accettano di ricevere la cannabis per motivi burocratici o per semplice diffidenza normativa, lasciando il malato senza sapere dove inviare il farmaco.

Da questo punto di vista, probabilmente avrebbe giovato un intervento strutturato da parte dell'Ordine dei Farmacisti: conscio della criticità della situazione e della necessità di garantire un servizio pubblico essenziale, l'Ordine avrebbe potuto inviare una nota ufficiale a tutte le farmacie d'Italia, invitandole e sollecitandole ad accettare queste triangolazioni per tutelare il diritto alla cura.

Il paradosso della logistica e l'impatto sui malati

La farmacia colpita dall'ispezione non era probabilmente l'unica a spedire il farmaco direttamente con corriere, e il motivo è squisitamente logistico: in Italia non esiste una rete di corrieri farmaceutici specializzati accessibile per la consegna a domicilio di prodotti classificati come stupefacenti. La burocrazia richiede tutele di filiera rigide, ma non offre gli strumenti pratici per attuarle se non la presenza fisica del paziente al bancone, un requisito impossibile per chi è affetto da patologie invalidanti e vive a centinaia di chilometri dal laboratorio galenico più vicino.

I controlli a tappeto avviati in questi giorni, seppur formalmente giustificati all'interno di un'indagine amministrativa e giudiziaria, stanno seminando incertezza e paura tra i malati. Il rischio reale è che questa ondata di controlli provochi un effetto raggelante: molte farmacie, per timore di sanzioni, potrebbero sospendere del tutto le spedizioni o ridurre le preparazioni, e a pagarne il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i pazienti, vedendo drammaticamente compromessa la propria continuità terapeutica.

Per questo, l'appello finale agli utenti della cannabis medica è un invito alla pragmatica fermezza, come conclude anche il direttivo dell'associazione: "Non bisogna avere paura se si è seguito un percorso regolare. Il consiglio è quello di conservare con cura o gni referto, prescrizione medica, ricevuta di pagamento e documento di trasporto della farmacia. Il diritto alla cura si difende così: con la massima serietà, con la trasparenza e rifiutando l'allarmismo".

 

 

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Maria Novella De Luca