Strain Hunters in Kirghizistan: un viaggio alle origini della cannabis

Marco Ribechi
29 Jan 2026

Per la gioia della community globale, è finalmente disponibile il nuovo documentario degli Strain Hunters. Questa volta il team ci porta nel cuore pulsante dell’Asia Centrale: il Kirghizistan. Non è solo un viaggio, ma una vera e propria missione scientifica ed esplorativa in territori dove la cannabis non è un'intrusa, ma una sovrana millenaria


Sulle tracce della storia: la cannabis e la Via della Seta

La spedizione si snoda lungo gli antichi percorsi che un tempo costituivano la Via della Seta, un corridoio non solo commerciale ma anche genetico. In queste terre remote, il team si è immerso in paesaggi mozzafiato, affrontando sfide logistiche estreme per documentare come la pianta si sia evoluta isolata dal resto del mondo.

 Un momento cardine del viaggio è stata la partecipazione ai Giochi Nomadi. 

Qui, tra competizioni equestri e cerimonie ancestrali, emerge chiaramente il legame indissolubile tra il patrimonio nomade e la natura selvaggia della regione, un contesto che ha permesso alla cannabis di sopravvivere indisturbata per secoli. 

La ricerca delle landrace: oltre i confini della genetica moderna 

Lasciate le (poche) strade asfaltate, gli Strain Hunters hanno proseguito a cavallo attraverso i passi montuosi del Tien Shan. Le condizioni d'alta quota sono proibitive, ma è proprio qui che si trova il vero tesoro: le varietà autoctone (landrace). Identificare queste genetiche originali è fondamentale per il futuro della coltivazione moderna. 

Mentre il mercato occidentale è saturo di ibridi poliaffini, le varietà kirghise offrono un pool genetico puro, essenziale per creare nuovi ceppi resistenti. Queste piante si sono adattate per generazioni a:

Forti escursioni termiche: Resistenza allo shock termico tra giorno e notte. 

Radiazioni UV intense: Sviluppo di profili terpenici e resine protettive uniche. 

Carenza d'acqua: Efficienza metabolica in ambienti aridi. 

"Con gli Strain Hunters, all'inizio pensavano tutti che fossi pazzo", ricorda Arjan Roskam. "Dicevano che saremmo finiti tutti in prigione. Franco (Loja) fu l'unico a dire: 'Sì, vengo. Il resto è storia." 

Un successo planetario: il ganjamentary definitivo 

L'accoglienza su YouTube conferma che il pubblico ha sete di contenuti autentici. I fan hanno già definito questa spedizione come "il miglior documentario sulla cannabis mai realizzato". Non si tratta solo di intrattenimento, ma di una testimonianza storica di una pianta che, nonostante le restrizioni globali, continua a fiorire nelle sue terre d'origine.

 

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Marco Ribechi