Thailandia: migliaia di dispensari devono convertirsi in cliniche entro tre anni
Dopo diversi anni caratterizzati da negozi illuminati al neon e una crescita esplosiva che ha catturato l'attenzione del mondo intero, il governo thailandese sta guidando il mercato della cannabis verso una nuova fase di stabilità e regolamentazione. In base a una recente direttiva, migliaia di attività hanno ora tre anni di tempo per convertirsi in cliniche mediche autorizzate: un passo decisivo verso un modello sanitario strutturato
La cannabis in Thailandia non scompare, cambia visibilità
Nonostante l’inasprimento dei controlli governativi, la cannabis rimane parte integrante del panorama thailandese. Residenti e turisti continuano a consumarla e la cultura legata alla pianta è tutt’altro che sparita. Tuttavia, ciò che sta cambiando radicalmente è la sua visibilità commerciale. Il settore si sta spostando dalla vendita al dettaglio occasionale verso servizi di benessere supervisionati.
In pratica: meno "atmosfera da festa" e più "prescrizione medica".
Nell'aprile 2026, il Ministero della Salute Pubblica thailandese ha confermato che le attività autorizzate avranno tre anni di tempo per trasformarsi in cliniche mediche se vorranno mantenere la propria licenza. Si tratta del decreto più significativo dalla depenalizzazione avvenuta nel 2022.
Dal boom dei dispensari al concetto di struttura medica
Al culmine dell’espansione, migliaia di dispensari sono sorti ovunque, dalle zone turistiche ai quartieri residenziali. Questa crescita accelerata è stata possibile grazie a una legalizzazione avvenuta prima che fosse pronto un quadro normativo completo. Oggi, le autorità affermano che circa 11.000 attività commerciali devono evolversi in cliniche regolamentate, con la presenza di personale qualificato come medici o operatori di medicina alternativa certificati.
L'obiettivo dichiarato è garantire l'accesso alla pianta, ma sotto supervisione professionale anziché attraverso il libero commercio al dettaglio.
Le dichiarazioni del Ministero
"Siamo entrati a pieno titolo nella fase in cui la cannabis viene utilizzata esclusivamente a scopo medico", ha dichiarato il ministro della Salute Pattana Promphat in un comunicato riportato dal Bangkok Post. Per il consumatore, l'esperienza somiglierà sempre più a una consulenza per il benessere piuttosto che a una visita in una tabaccheria.
Cosa devono sapere i viaggiatori e i consumatori
La politica thailandese si è evoluta rapidamente. Ecco i punti fondamentali per comprendere l'attuale quadro normativo:
Uso terapeutico vs ricreativo: I fiori di cannabis sono classificati come sostanza controllata. L'accesso è consentito legalmente solo per fini sanitari o terapeutici.
Supervisione medica: Le licenze future saranno concesse principalmente in ambito clinico. La vendita "libera" nelle farmacie al dettaglio è destinata a scomparire gradualmente.
Divieto di consumo pubblico: Fumare in strada, nei parchi o nei ristoranti è severamente vietato e può comportare multe salate per disturbo della quiete pubblica. Gli spazi privati rimangono l'unico ambiente sicuro.
Limiti di THC: I prodotti con basso contenuto di THC (meno dello 0,2%), come gli oli di CBD, rimangono i più accessibili secondo le attuali normative.
Divieto di import/export: È assolutamente vietato trasportare cannabis attraverso i confini internazionali, indipendentemente dalla legalità nel paese di origine o destinazione.