Cannabis: l'oro verde nel continente africano

Maria Novella De Luca
30 Aug 2021

Negli ultimi anni sempre più piantagioni di canapa stanno occupando i grandi terreni agricoli dell’Africa dimostrando che il continente africano non è assolutamente rimasto insensibile alla rivoluzione dell’”oro verde” che sembra raccogliere sempre più consensi in tutto il mondo.


Il fenomeno ha preso piede sicuramente da quando, nel 2016, Stati Uniti e Canada hanno iniziato a sdoganare la legalizzazione dell’uso di cannabis per scopi terapeutici.

In effetti i bassi costi di produzione e le grandi distese di terre fertili fanno dell'Africa il luogo ideale per la coltivazione della cannabis, un business che a livello globale vale quasi 18 miliardi di dollari. Molti sono i governi, infatti, che vedono i proventi derivanti dalla tassazione di queste attività come una ghiotta opportunità:  è questo lo scenario che sta spingendo molti Paesi africani a pianificare investimenti in questo settore.

La strada è stata aperta nel 2017 dal Regno del Lesotho, enclave del Sudafrica, dove la marijuana per secoli è stata utilizzata dalle popolazioni locali per scopi medicinali e dove, l’elevata altitudine, la poca umidità e la grande quantità di terreni da poter destinare alla semina, rendono questo luogo ideale per crescere la cannabis.

Basti pensare che, come  segnala un report di Africa Intelligence, l’uomo d’affari più attivo al momento  nel regno incastonato all’interno del territorio del Sudafrica, Refiloe Matekane, ex segretario principale del ministero della polizia, con consolidati interessi nel settore minerario, ha rinunciato alla presidenza della compagnia statale Lesotho Electricity Company per far crescere più in fretta gli investimenti fatti per la produzione e commercializzazione di cannabis.

Il fatto che un personaggio di questo calibro abbia deciso di puntare con così tanta decisione sulla cannabis conferma l’intenzione del governo del Lesotho di investire su questo tipo di coltivazione per diversificare l’economia del paese e allontanarla dalla dipendenza di diamanti e acqua.

In Sudafrica invece il mercato della "dagga" come loro chiamano la cannabis, cresce molto più a rilento, nonostante le condizioni climatiche estremamente favorevoli. La sua lunga e tormentata storia con la marijuana è culminata nella parziale legalizzazione nel 2018 e oggi, alcune recenti modifiche alle leggi che regolano l'uso ricreativo e terapeutico della cannabis, stanno fortunatamente alimentando la creazione dell'industria della marijuana all'interno del Paese.

Sempre nel 2018, è entrato nel mercato anche lo Zimbabwe che ha optato per attivare la coltivazione e la produzione di cannabis su scala industriale, sfruttando le fibre della canapa per l’uso nei settori del tessile e dell’edilizia, e i semi e l’olio per la realizzazione di prodotti cosmetici e alimentari. 

Nel dicembre 2019 è stato il turno dello Zambia.

In Marocco, dove la cannabis è illegale ma è tollerata per uso personale, l’industria della cannabis dà lavoro a 800 mila persone. In Uganda invece Il governo sta tentando di modificare le leggi che vietano la produzione di cannabis medicinale. Il suo utilizzo è ampliamente tollerato, anche se è considerata illegale in paesi come Swatini, Kenya, Ghana e Malawi.

Molti paesi africani da sempre hanno fatto affidamento sui profitti generati dall’esportazione di raccolti come cacao, cotone e mais, ma con i prezzi che fluttuano costantemente nel mercato globale, queste sono oggi, fonti di reddito inaffidabili. La legalizzazione della cannabis invece  potrebbe fornire a questi paesi un altro flusso di reddito e contribuire a creare posti di lavoro, poiché la pianta potrebbe avere molteplici utilizzi, dal settore manifatturiero a quello agricolo, dai prodotti alimentari  ai tessuti.

Senza dubbio, seppur lentamente, sta emergendo un enorme settore della marijuana: consulenti, rivenditori specializzati in attrezzature per la coltivazione, aziende di confezionamento, società di design sono solo alcune delle principali figure professionali di questo nuovo mercato della marijuana che potrebbe valere 7,1 miliardi di dollari entro il 2023.

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Maria Novella De Luca