Dalla pianta al seme. Come produrre semi di marijuana

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In questa rubrica di Soft Secrets analizzeremo passo per passo l'arte del breeding, ovvero come incrociare le piante di marijuana e produrre i propri semi. Sono i vari i motivi che spingono un coltivatore a destinare una parte delle proprie piante alla produzione di semi, ad esempio nei paesi più proibizionisti i coltivatori di marijuana sono obbligati a procurarsi i semi producendoli da soli, altri coltivatori invece sono spinti dalla curiosità di creare nuovi strain. Iniziamo con un argomento più semplice, quello della produzione di semi regolari di cannabis.

RIPRODUZIONE DELLA CANNABIS

La cannabis si riproduce sia per via sessuata che per via asessuata. La riproduzione asessuata consiste nella propagazione della cannabis per taleaggio; da un esemplare specifico, generalmente una madre, si asportano rami o piccoli germogli per indurli a radicare in un apposito substrato. Le nuove piante radicate saranno identiche all’esemplare di origine.

Nella riproduzione sessuata della cannabis, il polline di un esemplare maschio entra in contatto con gli organi pistilliferi di una pianta femmina, dando origine ad un nuovo nucleo, embrione, che una volta maturo apparirà sotto forma di seme. I semi nati da questo tipo di impollinazione presentano le caratteristiche di entrambi i genitori, dando origine ad esemplari geneticamente unici. Proprio come accade tra gli umani, fratelli e sorelle sono simili ma allo stesso tempo presentano delle differenze tra loro.

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Organi staminiferi sugli internodi

DISTINZIONE TRA PIANTE MASCHIO E FEMMINA

Le piante di cannabis di sesso maschile sono dotate di organi detti staminiferi che si presentano come delle minuscole banane, le antere, che all’interno contengono sacche piene di polline. Quando i fiori maschili giungono a maturazione, si schiudono rilasciando il polline nell’ambiente circostante. Il polline si presenta come una polvere molto fine di colore giallo, si disperde facilmente nell’aria infatti può percorre alcuni chilometri trasportato dal vento. In natura questo fenomeno è detto di deiscenza, cioè lo spargimento del polline attraverso il vento. Un solo esemplare di maschio prolifico è in grado di impollinare un intero giardino di piante di sesso femminile. Spesso i fiori maschili nascono nei pressi degli internodi delle piante.

Le piante di sesso femminile presentano degli organi a forma di calice, comunemente conosciuti con il nome di pistilli. All’interno i fiori femminili contengono un ovario. Le piante di sesso femminile si distinguono facilmente, infatti i fiori inizialmente presenteranno uno o due pelucchi spuntare dal calice.

Generalmente il sesso di una pianta appare nella seconda settimana di fioritura, spesso i maschi iniziano a fiorire con qualche giorno di anticipo rispetto alle piante di sesso femminile.

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Pianta femminile al principio di fioritura

I SEMI REGOLARI

Le piante nate da semi regolari sono degli individui geneticamente unici, con le caratteristiche di entrambi i parentali di origine. Quando piantiamo semi regolari c’è un’alta probabilità che alcuni individui siano di sesso maschile e altri di sesso femminile. Ad esempio, in un pacchetto di 10 semi dello stesso strain è probabile trovare il 50% di individui femmina e il restante 50% di piante di sesso maschile. Solo con un test del DNA è possibile prevedere quante piante saranno di un sesso e quante di un altro prima che esse fioriscano.

I vantaggi dei semi regolari sono due in particolare, il primo è quello di coltivare piante vigorose e il secondo è la varietà degli individui che ci offre, con tratti distinti tra loro. Questo aspetto risulta essere molto caro ai selezionatori di nuovi strain.

COME FARE I SEMI REGOLARI

Per produrre semi di cannabis regolari è necessario possedere un esemplare femmina ed uno maschio, ovvero un padre e una madre. Vediamo passo per passo come procedere:

  1. selezionare le piante da incrociare, un padre e una madre di buona qualità
  2. indurre in fioritura le piante di sesso maschile almeno 3 o 4 settimane prima di quelle di sesso femminile
  3. quando le piante maschio iniziano a fiorire raccogliere il polline, scuotendo le infiorescenze in un sacchetto di carta
  4. setacciare il polline raccolto per eliminare eventuali contaminazioni
  5. se il polline non viene utilizzato subito, conservarlo in frigo o in un luogo fresco e asciutto
  6. impollinare le piante di sesso femminile a partire dalla 3° settimana di fioritura, con un pennellino raccogliere il polline da dentro il sacchetto e spolverarlo sopra le infiorescenze femminili
  7. dopo circa 6 settimane dall’impollinazione le infiorescenze saranno piene di semi maturi
  8. raccogliere le piante ed essiccarle nella dry room per almeno due settimane
  9. sminuzzare i fiori con le mani in piccole parti per raccogliere i semi all’interno
  10. con un setaccio ripulire i semi dal sottile strato che li riveste
  11. le infiorescenze sminuzzate di marijuana possono essere utilizzate per la produzione di hashish

Durante la fase di impollinazione bisogna tenere presente che quanto più polline utilizziamo più semi otterremo e allo stesso modo, più pistilli sono presenti su un’infiorescenza durante l’impollinazione e maggiore sarà la produzione di semi. I pistilli di colore bianco sono perfetti per essere impollinati, mentre quelli più scuri, di colore marrone hanno già superato la loro fase fertile.

È anche possibile impollinare delle piante di sesso femminile collocando due esemplari di sesso differente nella stessa stanza, una ventilazione adeguata si occuperà di spargere il polline nell’ambiente.

È importante sapere che il polline si neutralizza con il semplice contatto con l’acqua, perciò se l’impollinazione avviene in un ambiente diverso dalla stanza di fioritura, per scongiurare al minimo il rischio di impollinare altre piante destinate alla coltura dei fiori è sufficiente polverizzare completamente con acqua le piante e l’ambiente di crescita circostante. Il polline può essere raccolto anche asportando intere infiorescenze dalla pianta di sesso maschile; i rami tagliati vanno essiccati sopra un foglio di carta forno, in modo che il polline si depositi sulla superficie del foglio, quando le cime sono abbastanza secche le scuotiamo delicatamente su un setaccio sistemato all’interno di un sacchetto, in questo modo il polline verrà raccolto privo di contaminazioni.

Il polline appena raccolto può essere conservato per alcune settimane in frigo oppure in luogo fresco e asciutto in attesa di essere utilizzato, nel caso si voglia conservare il polline per un periodo più lungo è necessario conservarlo in congelatore. Bisogna tenere presente che il polline una volta scongelato non si può più conservare ma bisogna utilizzarlo subito, quindi è consigliato congelare il polline diviso in piccole dosi.

La coltivazione di semi richiede le stesse cure e attenzioni rivolte ad una coltivazione per la produzione di fiori. Una dieta completa ed equilibrata, con il giusto apporto di micro e macronutrienti garantiscono una produzione abbondante. La qualità dei semi prodotti dipende molto da come sono state coltivate le piante; un giardino vigoroso e sano produce dei semi di alta qualità.

Coltivare piante di marijuana, destinate alla produzione di semi, in maniera organica è la chiave del successo.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Un seme di marijuana ben maturo si presenta di colore marrone con delle zigrinature nere, è importante che resista alla pressione tra le dita pollice e indice. I semi di colore verde o giallo spesso non sono maturi e perciò vanno scartati.

Quando i semi vengono raccolti devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto per almeno due settimane per essiccarli perfettamente, successivamente devono essere conservati in frigo per due mesi prima che vengano fatti germinare.

SELEZIONE DEI GENITORI

Nella produzione dei semi è importante lavorare con dei parentali di buona qualità; le piante di sesso femminile sono più facili da scegliere innanzitutto perché ci possiamo basare sulla qualità della marijuana prodotta precedentemente e inoltre è più comune portare avanti una coltivazione destinata alla produzione di fiori e quindi conoscere le piante femmine con cui si lavora.

Per la selezione di un buon padre il gioco è più complicato, infatti non ci possiamo basare sulla qualità delle infiorescenze prodotte in un raccolto precedente, ma bisogna considerare altri aspetti. Molti breeders scelgono le piante di sesso maschile da incrociare analizzando il profumo rilasciato sulle mani dopo aver sfregato un ramo, in questo modo si prova a capire se la pianta ha un buon profumo oppure no. Un altro aspetto da considerare è il vigore di una pianta, infatti una pianta che cresce sana e vigorosa può diventare una buona candidata. Anche la capacità di radicamento di nuovi cloni è un parametro importante da tenere presente.

Altri aspetti da considerare sono il tipo di incrocio che vogliamo eseguire, l’aspetto di una pianta, se alta o bassa, oppure se indica o sativa, tutti parametri che analizzeremo nei prossimi numeri di Soft Secrets. Il test migliore che si possa fare è quello di scegliere una pianta di sesso maschile da utilizzare per l’impollinazione e successivamente testarne la prole; coltivare i semi nati dall’incrocio tra esemplare maschio ed esemplare femmina è la maniera più efficace per determinare il patrimonio genetico apportato da un padre.

DIOICA VS MONOICA

La cannabis è una pianta unica in natura per vari motivi, infatti esistono varietà monoiche e varietà dioiche. Le varietà di cannabis dette monoiche sono comunemente conosciute con il nome di canapa; queste varietà presentano entrambi i sessi sul medesimo esemplare, ovvero che una pianta produce sia fiori maschili che femminili. Molti coltivatori si riferiscono a questo tipo di piante con il nome di ermafroditi. Questo genere di cannabis è perlopiù destinato alla produzione di fibra tessile.

Le varietà dioiche sono quel genere di piante in cui si distinguono individui maschi da individui di sesso femminile, come nella Cannabis Sativa L. destinate alla produzione di sinsemilla, cioè di fiori privi di semi e ricchi di cannabinoidi.

Per anni il business dei semi di marijuana si è basato sulla creazione e produzione di semi femminilizzati perché più richiesti sul mercato. Questa tendenza ha causato la diffusione di piante poco vigorose e omogenizzato la varietà di strain disponibili sul mercato. Lavorare con semi regolari è molto importante per mantenere viva la variabilità genetica di questa pianta speciale.

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