Londra, il sindaco chiede di decriminalizzare l'uso di cannabis

Maria Novella De Luca
08 Jan 2022

Il 6 maggio Londra andrà alle urne per nominare il nuovo primo cittadino. I candidati sono molti, e tra questi c’è di nuovo il nome di Sadiq Khan, l’attuale sindaco. Il politico attualmente in carica nel corso della sua campagna elettorale ha annunciato che, in caso di rielezione, attiverebbe una commissione speciale per valutare la depenalizzazione della marijuana.


“Mescolare sempre le carte, parlando in generale di “droga” e buttando nello stesso calderone sostanze con effetti (e dipendenze) diverse, è scorretto, ideologico estrumentale”spiegano dall’ufficio del Sindaco.La riduzione del crimine è la priorità principale di questo ufficio, e continueremo a esplorare e implementare le soluzioni più efficaci per aiutare i giovani ad allontanarsi dalla droga e dal crimine per sempre.”

Il finanziamento per il programma deve ancora essere approvato, ma il Telegraph riporta che sarà annunciato entro la fine del mese. Il centro di ricerca sarà presenziato da esperti in vari settori, dalla criminalità alla salute, fino ad alcuni esponenti politici. La produzione di dati sarà atta a fornire evidenze al Governo, dando modo di decidere sulla base di studi. Saranno presi in considerazione diversi casi, valutando l’impatto e portando avanti stime riguardo il Regno Unito.

Se tutto va come previsto, il piano sarà approvato nel corso dei prossimi mesi, ma non sarà facile perché, ovviamente non si sono fatte attendere aspre polemiche. Il “Telegraph” ha evidenziato, infatti, che questa linea è in conflitto con quella del governo ma anche della leadership laborista il cui capo, Keir Starmer ha subito preso le distanze: “Riguardo la normativa sulle droghe, l’ho già detto in un gran numero di occasioni e lo dirò ancora: non sono a favore di una modifica delle leggi o della depenalizzazione. Sono molto chiaro su questo punto. Non ho visto i dettagli della proposta, ma da quel che capisco si tratta di un programma pilota. Ovviamente gli darò un’occhiata, ma ribadisco che non siamo a favore di una modifica delle leggi sugli stupefacenti.”

Una posizione che ricorda le parole di Boris Johnson di un po’ di settimane fa, quando il primo ministro prometteva un più vigoroso impegno nel contrasto all’uso ricreativo delle droghe.

L’intento, in sintonia con le moderne posizioni della comunità scientifica e sulla scia di quanto avviene in tanti altri paesi del mondo, è di uscire dall’approccio medioevale attuale e fare un salto evolutivo nella concezione della tossicodipendenza. Da problema di ordine pubblico a problema sociale e sanitario, e come tale affrontarlo, allontanando i giovani dal sistema della giustizia penale e spingendoli piuttosto verso il recupero e la riabilitazione. La proposta del sindaco londinese è quindi molto intelligente per iniziare un dibattito pubblico, basato sui fatti e su dati.

 “Stiamo cercando di fare qualcosa che possa davvero scalfire lo stile di vita dei tossicodipendenti che non credono di essere parte del problema” ha chiosato Khan alcune settimane fa. Speriamo che le sue non siano solo idee per un’efficace slogan politico per le lezioni.

 

La proposta naturalmente non nasce nel vuoto, ma segue una campagna che da anni chiede, in tutto il mondo, la legalizzazione di tale sostanza. Campagna che vede attivi sempre più paesi e che ha portato, in questi anni, persino l’Oms a dichiarare la marijuana “droga non pericolosa”.

Naturalmente il sindaco non può legalizzare una sostanza a livello nazionale, e non pretende neanche di farlo. Ciò che il primo cittadino ha dichiarato è invece di volerattivare un centro di osservazione, per capire se la legalizzazione di tale sostanza possa giovare o meno alla nazione. L’analisi passerà anche attraverso lo studio di stati in cui la marijuana è già legale, analizzando l’impatto di tale azione sull’economia e sulla criminalità.

"Sappiamo che non saremo mai in grado di uscire semplicemente dal problema, motivo per cui continuiamo a lavorare su schemi che forniscono sostegno e istruzione ai giovani, piuttosto che sottoporli semplicemente al sistema della giustizia penale, con l'obiettivo di distoglierli definitivamente dal consumo di droga e dalla criminalità" ha dichiarato il portavoce del sindaco a Sky News, aggiungendo che il signor Khan "crede fermamente che l'uso di droghe, e i relativi crimini, siano prevenibili e non inevitabili".

Come ha riferito il quotidiano “The Telegraph”, il piano del primo cittadino di Londra, che dovrebbe partire già quest’anno, prevede che in tre quartieri, Lewisham, Bexley e Greenwich, i giovani tra i 18 e i 24 anni trovati dalla polizia in possesso di quelle sostanze di classe B, compresa cannabis, ketamina e speed, non vengano arrestati ma vengano loro offerte lezioni sull’uso di stupefacenti. Evitare l’arresto, quindi, e ricevere invece corsi sui pericoli dell’uso di droghe.

 

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Maria Novella De Luca