Un aiuto contro il diabete

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Uno studio americano svela i benefici della cannabis contro il diabete e l'obesità

Si discute molto negli ultimi tempi degli effetti del consumo di cannabis sull'organismo, non solo come droga leggera ricreativa, ma soprattutto in termini di efficacia terapeutica. Un recente studio sul The American Journal of Medicine illustra le qualità della marijuana nel mantenere il peso forma e allontanare il rischio di diabete.
La ricerca in questione, condotta dall'Università del Nebraska, la Harvard

School of Public Health il e Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, non vuole di certo propagandare il ricorso sregolato allo spinello, ma ne rivela alcuni effetti benefici a oggi del tutto inediti. Pare, infatti, che l'assunzione di marijuana tramite inalazione predisponga al dimagrimento e allontani il rischio di diabete nei soggetti a rischio.

Gli esperti hanno osservato comportamenti e abitudini di circa 4.600 consumatori abituali di cannabis. In media, si è rilevato come i fumatori assumano giornalmente 600 calorie in più rispetto ai non fumatori – gli effetti sulla fame della marijuana sono da sempre ben noti – eppure i consumatori tendono a rimanere in forma, privi del problema del sovrappeso. I ricercatori pensano, di conseguenza, che vi siano dei fattori specifici nella cannabis a protezione del rischio obesità.

Non è però tutto: lo studio ha controllato stato di salute, circonferenza della vita, livelli ematici di colesterolo, zucchero e insulina di digiuno in ogni individuo appartenente al campione. Ne è emerso non solo come il girovita e l'accumulo di grasso sia inferiore nei fumatori, ma come il livello di colesterolo buono nel sangue sia più alto e il controllo glicemico più efficiente, segnale evidente di una perfetta funzione insulinica.

Ci vorrà però del tempo, tuttavia, per affermare la cannabis in campo medico per la cura di diabete e obesità. Serviranno infatti ulteriori trial clinici e test farmacologici, inoltre si spera di trovare un metodo di assunzione altrettanto valido che non comporti però il fumo, per non pesare inutilmente sulle capacità respiratorie dei pazienti.

Da tempo si parla della marijuana a scopo terapeutico, soprattutto per i malati terminali o i pazienti affetti da patologie croniche particolarmente dolorose. Sono diverse le nazioni mondiali che ne hanno autorizzato l'assunzione in questi casi, ma la strada per una completa liberalizzazione medica è ancora molto lunga e tortuosa: il retaggio culturale che ha visto la cannabis unicamente associata alla droga, infatti, sembra nasconderne gli effetti benefici sulla salute.

Fonte: www.greenstyle.it

 

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