La nuova moda del dabbing

Exitable
07 Dec 2014

Negli Stati Uniti d’America è una moda, un movimento che coinvolge sempre più appassionati, addirittura ci sono giovani che iniziano ad assumere THC solo tramite estrazioni o concentrati. I concentrati altro non sono che una estrazione di cannabinoidi molto concentrata. Qualsiasi sia il materiale di partenza (fiori o scarti) si può estrarre la resina dalla canapa tramite l’ausilio di un solvente, quindi dissolvendo i terpenoidi di nostro interesse, o semplicemente favorendo con la temperatura e la lavorazione il distaccamento dei tricomi contenenti la resina dal materiale vegetale. 


Negli Stati Uniti d’America è una moda, un movimento che coinvolge sempre più appassionati, addirittura ci sono giovani che iniziano ad assumere THC solo tramite estrazioni o concentrati. I concentrati altro non sono che una estrazione di cannabinoidi molto concentrata. Qualsiasi sia il materiale di partenza (fiori o scarti) si può estrarre la resina dalla canapa tramite l’ausilio di un solvente, quindi dissolvendo i terpenoidi di nostro interesse, o semplicemente favorendo con la temperatura e la lavorazione il distaccamento dei tricomi contenenti la resina dal materiale vegetale. 

Negli Stati Uniti d’America è una moda, un movimento che coinvolge sempre più appassionati, addirittura ci sono giovani che iniziano ad assumere THC solo tramite estrazioni o concentrati. I concentrati altro non sono che una estrazione di cannabinoidi molto concentrata. Qualsiasi sia il materiale di partenza (fiori o scarti) si può estrarre la resina dalla canapa tramite l’ausilio di un solvente, quindi dissolvendo i terpenoidi di nostro interesse, o semplicemente favorendo con la temperatura e la lavorazione il distaccamento dei tricomi contenenti la resina dal materiale vegetale. 

Ovviamente il grado di purezza d’estrazione è maggiore con un solvente selettivo. Le estrazioni, i concentrati di cui parlerò in questo articolo sono esclusivamente ottenuti con solventi. Operando con un solvente è buona pratica seguire le procedure di laboratorio rispettando la sicurezza dell’operato. Sono numerosi i feriti da estrazione con solvente che riconoscono di non aver operato in sicurezza, estraendo con solventi infiammabili o esplosivi. Solvent less (senza solvente), invece, sono estrazioni a secco o in acqua fredda che non comportano rischi di gravi ustioni o avvelenamento.

Il metodo più conosciuto e semplice senza solventi è il dry hash (cioè alla marocchina) dove si percuote il materiale su un setaccio, che può essere un panno di cotone molto fino, provocando con in colpi un distaccamento delle ghiandole resinose facendole cadere attraverso il setaccio in una ciotola dove si può raccogliere un buon battuto secco. L’evoluzione di questa tecnica è il Pollinator, ossia un rullo rotante posto in orizzontale fatto interamente di una maglia da estrazione professionale come quelle da Ice-O-Lator .

Produrre Ice-O-Lator significa invece favorire il distaccamento dei tricomi ponendo il materiale vegetale in acqua raffreddata tra 0° e 4° centigradi e poi centrifugare il tutto dolcemente. I cannabinoidi non si sciolgono in acqua, bensì vi fluttuano dentro finché le correnti non cessano, poi tendono ad andare a fondo. Quell’acqua filtrata con setacci dal 120 al 25 (120 e 25 micron sono il range di setacci nei quali si incontrano prodotti decenti) dà l’Ice-O-Lator, il più famoso estratto di canapa da qualche anno a questa parte. A temperatura ambiente sia l’ Ice-O-Lator che il battuto secco hanno molteplici colori e forme.

Tornando invece nel campo delle estrazioni con solvente arriviamo a parlare del fenomeno mondiale del dabbing, ossia consumare estrazioni pure o quasi in pipe di vetro. Per poter sfruttare appieno la purezza del dabbing è necessaria un’estrazione il più pura possibile. 

La scena è guidata dai dispensari statunitensi grazie alla loro forte presenza sui social networks e alla totale legalità del loro operato, che gli permette di mostrare i loro prodotti con foto fino a pochi anni fa impensabili. Su internet sono numerosissime le foto di estrazioni di ogni genere caricate ogni giorno da tutto il mondo.

In Europa il paese dove più si estrae con solventi è sicuramente la Spagna. L’Olanda probabilmente estrae più che tutta l’Europa messa assieme ma per estensione, numero di abitanti e clima non arriva al livello estremo raggiunto nella penisola iberica. In Spagna sono ad esempio molto diffusi i seminari sulle estrazioni, i growshop tengono regolarmente in stock numerosa vetreria da laboratorio e ad ogni coppa sono sempre più i competitors nella categoria BHO.

Il BHO sta per Butane Hash Oil ed è l’estrazione con solvente più diffusa e sicuramente tra le più pericolose. Il solvente utilizzato per estrarre un prodotto che nacque col nome di gas-o-lator è ovviamente un gas e generalmente si parla di butano puro. Da questo estratto nascono tutti i vari amber glass, wax, moonrocks, etc etc. che altro non sono che differenti metodi di purificazione e trattamento del BHO grezzo. 

Per esempio per fare il moonrocks basta purgare il gas-o-lator con una macchina del vuoto seguendo un procedimento certosino disponibile su youtube e in meno di un’ora si ottiene del vero moonrocks degno di entrare in un dispensario statunitense. A temperatura ambiente, data la purezza degli estratti, è praticamente come maneggiare del miele. Una volta estratto, il BHO grezzo è di colore giallo chiarissimo e reagisce velocemente ai cambi di temperatura. 

La pulizia dai solventi è ciò che infine garantisce la genuinità di un prodotto. I solventi garantiscono maggior purezza nonostante siano spesso prodotti tossici. In molti forum su internet si trovano ricette per pulire dai contaminanti il proprio estratto, in quanto non bisogna dimenticare che numerosi solventi utilizzati per estrarre i terpenoidi sono velenosi per l’uomo. Alcuni utenti postano foto e procedimento, mentre altri non svelano i loro trucchi contribuendo così a fomentare l’alone di mistero che avvolge numerose estrazioni.

L’unica cosa chiara e da tenere sempre a mente è la sicurezza del proprio operato. Ad esempio le estrazioni col butano vanno eseguite da personale adulto e competente, all’esterno e lontano da possibili fonti d’innesco di scintille o fiamme che possono far esplodere il solvente. Oppure ad esempio il riscaldamento delle piastre d’estrazione va effettuato in ambiente aperto e ventilato a bagno maria in acqua calda, NON su fiamma viva né su piastra elettrica.

Un’altra tecnica per estrarre prodotti di alta qualità e che per molto tempo è stata sottovalutata è la soluzione in solventi liquidi per macerazione. La successiva filtrazione dal materiale vegetale e l’evaporazione del solvente danno un prodotto molto oleoso, ricco di olii essenziali e cere ma anche scuro per via delle clorofille. Adesso qualcuno sta cominciando a studiare quale solvente è più affine a quali terpenoidi e soprattutto si vedono sempre più spesso pubblicate ricette di prodotti di alta qualità, segno che degli ottimi risultati ottenuti dagli appassionati. 

L’alcool isopropilico sembra essere uno dei migliori solventi per creare l’olio. Una parentesi, ma ancora mi sto informando è l’estrazione con gli olii essenziali come il limonene. Ma di ciò ne riparleremo tra qualche numero. Detto questo mi congedo con un avvertimento: non giocate a fare il piccolo chimico in casa! Sono numerosissime le notizie di feriti facendo estrazioni in casa.

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