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Soft Secrets
22 Aug 2013

I rischi per i fondi di investimento legati al mercato dei titoli azionari della marijuana


I rischi per i fondi di investimento legati al mercato dei titoli azionari della marijuana

Gli investitori che decidono di puntare sulle azioni legate alla marijuana potrebbero vedere i loro profitti andare in fumo. L'avvertimento è arrivato dalla Financial Industry Regulatory Authority, secondo cui i truffatori operanti nel fiorente settore della cannabis tendono a depistare sempre più le persone.

Tra i pericoli descritti in una nota dall'autorità di supervisione del sistema finanziario americano è il cosiddetto "pump and dump", letteralmente pompa e sgonfia. In pratica si spinge al rialzo il prezzo di titoli poco scambiati portando gli investitori a credere nel potenziale di una società. Ma poi raggiunto il picco, quegli stessi titoli vengono venduti a scapito di chi aveva scommesso sui corsi di borsa incoraggianti della relativa società. Anche dirigenti dalla fedina penale sporca sono un rischio. L'amministratore delegato di un'azienda che si dichiara attiva nel business della cannabis per scopi terapeutici ha trascorso nove anni in prigione per aver organizzato uno dei più grandi traffici di droga della storia americana. L'ex capo di un altro gruppo è stato indagato per uno schema Ponzi.

La maggior parte delle imprese attive nel comparto della marijuana, inoltre, sono spesso ‘penny stock', titoli che valgono una manciata di dollari e che non hanno né la liquidità né i requisiti necessari per essere scambiati in modo trasparente al New York Stock Exhange o al Nasdaq.

La marijuana rimane illegale per la legge federale statunitense, fattore che tiene dunque a freno gli investimenti legittimi nel comparto. Per il momento il suo uso a fini medici è permesso in 20 Stati mentre Colorado e Washington hanno recentemente votato per legalizzarne anche l'uso a fini ricreativi.

Nel frattempo però il fondo di private equity Privateer Holdings ha raccolto almeno sette milioni di dollari dagli investitori disposti a destinare i propri risparmi nelle aziende della marijuana sperando probabilmente nel cambio della legge federale. Le big del tabacco invece non hanno ancora annunciato piani riguardandi la possibile vendita di marijuana negli stati dove è permessa.

 

Fonte: america24.com

 

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