Focus Canada: Cannabis 2.0 le potenzialità degli edibles in un mercato regolato

Cannabis 2.0 edibles

Come si sviluppa il mercato della cannabis quando questa diventa legale? Analisi sul mercato della cannabis 2.0 edibles e prodotti derivati, infusi con estratti di cannabis, che stanno conquistando il mercato canadese.

 

 

Premessa: la legalizzazione della cannabis in Canada

Dopo aver permesso lo sviluppo di un sistema di produzione industriale per la cannabis medica, lo scorso 17 ottobre 2018, con la legge C45, il Canada diventa il secondo paese al mondo a legalizzare la produzione, distribuzione e vendita di cannabis al di fuori del circuito terapeutico.

Ma perché il Canada sceglie di diventare il primo paese del G7 a legalizzare la cannabis? 

Essenzialmente per due ordini di motivi.

Il primo è quello di creare un mercato controllato e sicuro che possa togliere il controllo degli introiti legati al consumo di questa sostanza alle organizzazioni criminali. Legalizzare la cannabis, quindi, puntando a rassicurare la popolazione riguardo le due principali preoccupazioni emerse nel dibattito previo la legalizzazione: il consumo di cannabis nei giovani e la guida sotto l’effetto di cannabis. La seconda intenzione del Governo, ovviamente, è quella di facilitare la nascita di un’industria canadese della cannabis prospera e all’avanguardia sul mercato globale.

Nel 2019, durante il primo anno di legalizzazione, il Canada ha sostanzialmente gestito lo sviluppo di un mercato emergente ed inedito, cercando di affinare i modelli di distribuzione e vendita, in carico alla Provincie, e comprendere come e con quali politiche di prezzo, sottrarre clienti al mercato nero per farli emergere in quello regolato e garantito dallo Stato.

Il 2019 ha visto la nascita del sistema distributivo online, lo sviluppo delle reti di distribuzione locali (private, pubbliche o pubbliche e private) e riconosciuto le potenzialità di un mercato che, per quanto riguarda il primo anno, consisteva fondamentalmente nella vendita delle infiorescenze. Secondo i dati del Ministero della Salute, dal primo gennaio 2019 alla fine del settembre successivo sono stati venduti 72.997 chilogrammi di cannabis per motivi non medici (14.601 chilogrammi per consumo terapeutico). Da ottobre 2018 al settembre del 2019 in Canada il mercato della cannabis, online e offline, ha realizzato vendite per quasi 910 milioni di dollari.

Non male per essere il primo anno…

La nascita del mercato della cannabis 2.0: gli edibles

Con queste premesse, ed esattamente un anno dopo la data della legalizzazione, il 17 ottobre 2019 si è dato il via libera alla vendita di tutta una nuova serie di prodotti, derivati della cannabis, che chiameremo cannabis 2.0.

I prodotti che rientrano nella categoria cannabis 2.0 sono principalmente gli alimentari commestibili, infusi con estratti di cannabis (oltre oceano chiamati edibles) che raggruppano prodotti da forno, caramelle, chewing gum, cioccolate e bevande. Poi troviamo i prodotti per uso topico, quali le creme, seguiti dai concentrati, estratti ad alta concentrazione di cannabinoidi e dai prodotti per la vaporizzazione. All’interno di queste categorie esiste una miriade di possibilità di scelta che ogni mercato provinciale ha scelto di regolare come meglio credeva, per garantire protezione e sorveglianza al nuovo emergente mercato di consumatori.

Perché legalizzazione significa nuovi prodotti e nuovi consumatori.

Nel 2020, del campione di 16.467 partecipanti, con più di 15 anni, allo studio condotto da Michelle Rotermann per l’Istituto Statistico canadese, il 41.4% si è approcciato al mercato nascente della cannabis 2.0 ed in particolare a quello degli edibles. I canadesi intervistati hanno rivelato l’utilizzo di cannabis sotto forma di altri tipi di prodotti, con cartucce di olio di cannabis, vaporizzatori (23.2%), liquidi concentrati (18.9%) oppure hashish (15.9%).

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Perché tanto successo e come funzionano i prodotti edibles cannabis.20?

Dei prodotti edibles cannabis 2.0, i prodotti commestibili, lanciati nel secondo anno di legalizzazione, se da un lato stanno guadagnando notevole popolarità – in quanto la percezione del loro consumo sembrerebbe più salutare e discreta (no odore, no stigma del fumatore) ed il loro effetto più duraturo rispetto al fumo – dall’altro cominciano ad essere considerati come potenzialmente pericolosi. Questi prodotti possono essere inavvertitamente ingeriti dai bambini, a volte si dimostrano imprevedibili e suscettibili di provocare un consumo oltre i limiti a causa degli specifici meccanismi metabolici di assunzione.

A differenza dei principi attivi assunti tramite combustione, infatti, il principio attivo della cannabis assunto tramite ingestione, attraversa il tratto gastro intestinale e, tramite l’intestino, passa nel flusso sanguigno e da qui al fegato. Proprio gli enzimi del fegato idrossilano il Delta-9-THC trasformandolo in 11-Idrossi-THC (idrossitetraidrocannabinolo) un potente metabolita psicoattivo che passa prontamente la barriera emato-encefalica. Tutto questo processo rende l’insorgere dell’effetto psicoattivo più lento rispetto al consumo tramite fumo. Gli effetti tramite ingestione affiorano fra i 30 ed i 90 minuti in seguito al consumo ed il picco di effetto si raggiunge, in media, dalle due alle quattro ore in seguito all’ingestione.

Per dare un’idea dell’importanza dell’emergente settore cannabis 2.0, all’interno del mercato complessivo della cannabis legalizzata, dal gennaio 2020 al dicembre successivo, gli edibles venduti, come singola unità, sono stati 14.289.676 per uso ricreativo e 386.909 per uso medico, il 20% del totale. Per quel che riguarda invece il mercato degli estratti, che rappresentano il 16% di tutto il mercato, nello stesso periodo di tempo, gli estratti venduti sono stati 12 milioni per uso ricreativo e 2 milioni e 700 mila per uso terapeutico. Concludiamo questo rapido volo sulle singole unità vendute con i prodotti topici che hanno registrato la vendita di quasi 86.000 pezzi senza prescrizione medica e di 4.057 pezzi per uso terapeutico.

Come si vede, le potenzialità di questo mercato sono eccezionali e si svilupperanno con il tempo, man mano che l’industria saprà attivarsi per garantire prodotti sempre più sicuri ed equilibrati (nella titolazione dei cannabinoidi presenti) e soprattutto che rispecchino con efficacia i desideri dei nuovi consumatori.

Case studies: Ontario, British Columbia e Alberta

Per presentare nello specifico l’interesse costituito dal mercato sorgente della cannabis 2.0 abbiamo deciso di parlarvi di 3 Province canadesi, confrontando i dati emersi in relazione all’importanza di questo settore rispetto al mercato complessivo della cannabis.

L’Ontario, con la capitale Ottawa e con 13,5 milioni di abitanti è la Provincia canadese più popolata, la British Columbia, bagnata dall’Oceano Pacifico, con 4.6 milioni di abitanti è la terza provincia più abitata ed infine l’Alberta, nella regione delle praterie, con 4,1 milioni di abitanti è la quarta della classifica. In totale queste tre provincie rappresentano più della metà della popolazione nazionale. Da questo affresco è stata esclusa la seconda provincia più popolosa, il Quebec, perché la legge che regola la vendita di prodotti edibles è la più restrittiva di tutto il Canada ed in pratica permette la sola vendita di qualche bevanda con infusione alla cannabis, tipo tè.

Cominciamo quindi con l’Ontario, Provincia leader nazionale, in cui il mercato della cannabis si è sviluppato fiorente come in nessun’altra delle province. In Ontario il sistema distributivo è misto, il pubblico si occupa – tramite l’Ontario Cannabis Store – della vendita online ed il privato si occupa della vendita nei negozi specializzati che ad aprile 2020 erano 87. Durante l’anno precedente e quindi da aprile 2019 a fine marzo 2020 le vendite online (con 4 milioni e 400 mila visitatori unici) hanno raggiunto la cifra di 71 milioni e 400 mila dollari e quelle attraverso i negozi quella di 313 milioni e 700 mila dollari. Il tutto a fronte di un totale di 35 tonnellate di cannabis venduta.

Durante il primo anno di vendite, con i prodotti cannabis 2.0 non ancora sul mercato, i fiori hanno rappresentato il 79% del volume di vendite. Quando i prodotti di cannabis 2.0 sono stati lanciati, sul finire del 2019, hanno venduto molto bene ma, a causa dell’iniziale poca differenziazione, non si è ancora potuto studiare a pieno il vero slancio per un mercato come questo e le tendenze dei consumatori rimangano quindi ancora poco verificabili. Nonostante tutto, nel periodo di tempo sottoposto ad analisi i prodotti per uso topico sono stati venduti per 40 mila dollari, gli estratti per 300 mila dollari, le bevande per 410 mila dollari, gli edibles per 3 milioni e 800 mila dollari, le capsule microdosate per 11,3 milioni di dollari ed i prodotti per vaporizzazione per 14 milioni e 800 mila dollari.

Per quel che riguarda la più occidentale delle Provincie, la British Columbia, dove oltre alle vendite online – con il bccannabisstores – il pubblico interviene nella vendita al dettaglio con negozi propri affianco a quelli privati, che rifornisce, il mercato della cannabis è cresciuto da 2 milioni e 900 mila dollari di vendite all’ingrosso, nel marzo 2019, a 31 milioni e 218 mila dollari dello scorso marzo 2021. Solo per il mese di marzo. In questo contesto mensile, e tenendo conto che alcune gocce e tinture anche se consumate oralmente sono incluse nel gruppo degli estratti, il mercato degli edibles ha rappresentato il 6% delle vendite totali dello scorso marzo e quindi quasi 2 milioni di dollari.

I prodotti più venduti del mercato edibles in questa Provincia sono le caramelle gommose alla cannabis, seguite dal cioccolato e poi dalle bevande.

In ultimo, i dati relativi all’Alberta, regione di grandi fiumi e miriadi di piccoli laghi. Questa Provincia adotta il medesimo sistema distributivo dell’Ontario, occupandosi delle vendite online – attraverso l’albertacannabis.org – e lasciando al privato quelle nei 547 negozi specializzati. In Alberta il mercato di edibles, estratti e creme ad uso topico rappresenta meno del 10% del mercato della cannabis il che significa che da aprile 2020 a marzo 2021 ha generato più di 30 milioni di dollari. Anche in questa provincia i prodotti più interessanti per il pubblico sono gli estratti, il cioccolato, i chewingum e le bevande. Secondo le cifre in possesso delle istituzioni circa un terzo dei consumatori di cannabis dell’Alberta consumano prodotti tipo edibles e lo fanno perché credono siano un’alternativa migliore rispetto al fumo. Dal primo aprile 2020 all’ultimo giorno dell’anno scorso la vendita di cannabis ha fatturato 335 milioni di dollari. Di tale cifra la vendita di creme ad uso topico ha raggiunto 1 milione e 200 mila dollari, quella delle bevande ha fatturato quasi 4 milioni di dollari, come quella delle capsule microdosate, la vendita degli estratti quasi 8 milioni di dollari e quella degli edibles ha superato gli 11 milioni di dollari.

Ultimo dato, gli spinelli pre-rollati hanno venduto per 66 milioni di dollari. E con questo verrebbe voglia di cantare vorrei una casetta piccolina in Canada…

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