Patente di guida e cannabis. Un’assoluzione importante

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Patente e cannabis. Assunzione di sostanze stupefacenti e stato di alterazione psico-fisica alla guida. Quello che le analisi non ci dicono e quando il processo non s’ha da fare.

Siamo a Viterbo nel maggio 2020 e un artigiano viene fermato dalle forze dell’ordine durante un controllo stradale. Insospettiti dall’odore dell’abitacolo, il conducente viene condotto in ospedale e sottoposto ad analisi delle urine che risultano positive ai cannabinoidi. Nonostante quando si parli di patente e cannabis, normalmente la positività delle analisi svolga un ruolo dirimente nella sospensione della patente di guida e nel rinvio a giudizio per guida in stato di alterazione, in questo caso gli avvocati di tutelalegalestupefacenti sono riusciti a far archiviare il procedimento.

Come hanno fatto? Glielo chiediamo subito.

Ci raccontate come si sono svolti i fatti contestati al vostro cliente?

Il protagonista della vicenda veniva sottoposto a controllo su strada e, nel verbale di contestazione, veniva rilevato che «il conducente all’atto del controllo faceva sospettare recente uso di sostanza stupefacente dato dal forte odore proveniente dall’interno del veicolo». Nel frattempo, all’interno dell’automobile, veniva rinvenuta una confezione di tabacco marca R&W, contenente anche una sigaretta artigianale con dentro marijuana. Il tutto per un peso lordo di 14 grammi.

Di che tipo di sostanza si trattava?

La cannabis rinvenuta era stata acquistata in un negozio e, quindi, si trattava di cannabis light la cui assunzione, è noto, non determina un effetto stupefacente qualora consumata occasionalmente, come nel caso del nostro assistito.

Cosa è successo quindi, dopo il controllo stradale?

In seguito al controllo, è stato sottoposto ad accertamenti in ospedale per sospetto consumo di sostanza stupefacente. Tramite analisi delle urine e senza procedere ad analisi del sangue è stata evidenziata la positività ai cannabinoidi. Al conducente, in ogni modo, dopo le analisi in ospedale, veniva permesso di tornare con la propria macchina presso l’abitazione.

Come siete riusciti ad ottenere l’archiviazione per la contestazione di guida sotto effetto di sostanza stupefacente (art. 187 Codice della Strada)?

Per quel che riguarda la strategia difensiva, nonostante a livello teorico il nostro cliente sembrava non avere più chance di uscire indenne dalla vicenda, sono state presentate valutazioni difensive le quali hanno fatto cambiare opinione anche al Pubblico Ministero tanto da spingerlo a richiedere l’archiviazione della posizione penale. In particolare infatti, il reato di cui all’art. 187 C.d.S., non punisce la mera previa assunzione di sostanza stupefacente per il conducente di un veicolo, bensì lo stato di alterazione psico-fisica.

Quindi nonostante la positività agli esami urinari siete riusciti a dimostrare lo stato di non alterazione al momento del controllo?

Abbiamo evidenziato come lo stato di alterazione non possa essere desunto, oltre ogni ragionevole dubbio, solamente dal fatto che nell’autovettura vi fosse “un forte odore che faceva sospettare recente uso di sostanza”. Il “forte odore” potrebbe derivare dal fatto che il consumo di cannabis sia avvenuto il giorno precedente al controllo. Inoltre, è stato ritenuto, concordemente con il P.M., che lo stato di alterazione potesse essere escluso dal fatto che le stesse forze dell’ordine avessero ritenuto il conducente comunque in grado di guidare, tanto da consentirgli di rientrare a casa in autonomia con la propria macchina.

Ma secondo prassi l’esame positivo alle urine non avrebbe dovuto impedire tale sviluppo?

L’esame delle urine effettuato in questo specifico caso, avrebbe dovuto essere accompagnato dall’esame del sangue o da quello della saliva. Quanto rilevato dalle analisi è giustificato dal fatto che la presenza dei metaboliti della cannabis nelle urine dura per diversi giorni, anche quando, di fatto, il soggetto non ne subisce più gli effetti e, quindi, non si può considerare alterato a causa di uno spinello fumato giorni addietro. È vero che agli occhi di un giudice, anche il solo esame delle urine può risultare sufficiente, se in presenza di altri indici sintomatici di uno stato di alterazione, quale ad esempio, l’aver provocato un incidente stradale.

Il caso è stato archiviato senza bisogno di processo, ma la positività alla cannabis non comporta comunque conseguenze amministrative, come la sospensione della patente?

La patente è stata sospesa ma, avendo ottenuto la vittoria anche dinanzi al giudice di pace civile di Viterbo, la patente è stata permanentemente restituita al nostro assistito. Invece, per quanto riguarda l’obbligo di presentarsi in commissione medica locale, il nostro assistito deve continuare a seguire le visite in quanto l’assoluzione nel processo penale non interrompe automaticamente l’obbligo di controllo dinanzi la commissione medica locale. Al fine di impugnare il giudizio di provvisoria idoneità della visita medica si dovrebbe presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio (cosa che, forse, sarà fatta tra qualche rinnovo di visita della commissione medica locale).

Da quello che sappiamo anche analisi di sangue e saliva non garantiscono con univocità uno stato effettivo di alterazione al momento del controllo, ma semplicemente la presenza dei metaboliti della cannabis. Credete che se in ospedale avessero eseguito tali esami la situazione si sarebbe complicata o sareste riusciti a difendervi con la stessa linea?

Qualora si sia positivi alle analisi sul sangue e sulle urine, ma non ci sia uno stato di alterazione del conducente, il reato non sussiste.

Quindi cosa consigliate in caso di controlli e positività ai cannabinoidi nelle urine?

Non farsi prendere dal panico e, se si ritiene di essere nel giusto, da un lato collaborare con le forze dell’ordine e dall’altro, invece, pretendere anche una visita medica al pronto soccorso al fine di far verbalizzare in cartella clinica lo stato di lucidità nel quale si versa nonostante l’analisi possa esser positiva ai cannabinoidi per un pregresso consumo.

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