Legge coltivazione personale di cannabis, intervista all’Onorevole Riccardo Magi

intervista a riccardo magi

Intervista a Riccardo Magi, deputato di +Europa e primo firmatario della proposta di legge per la coltivazione personale di cannabis.

Continua il nostro dialogo con i deputati firmatari della proposta di legge attualmente in Commissione Giustizia, che mira a rimodulare al ribasso le pene contenute nel famigerato art. 73 del Testo Unico sulla droga del 1990, in quale modo? Depenalizzando in modo significativo la detenzione di cannabis, rafforzando e rendendo autonomo il concetto di lieve entità e depenalizzando la coltivazione di cannabis per uso personale. Ne abbiamo parlato con Riccardo Magi, primo firmatario di questa proposta di legge.

Onorevole Magi perché crede che approvando questa proposta di legge il nostro sarebbe un paese migliore?

Perché ormai tutte le evidenze ci dicono che è necessaria una riforma profonda e radicale delle politiche sulle droghe. Questa proposta di legge che va a toccare l’articolo 73 del Testo Unico sulle Droghe, rappresenterebbe un piccolo ma importante primo passo in questa direzione. Oggi abbiamo un forte approccio repressivo, ma questo approccio è inefficace perché non ha ridotto la circolazione di sostanze stupefacenti, non ha colpito gli interessi della criminalità organizzata ed ha creato, al contrario, una sofferenza enorme per tantissimi cittadini. Con questa proposta noi andremmo a depenalizzare in modo significativo la detenzione di cannabis e a rafforzare il concetto di lieve entità, rendendola una fattispecie autonoma, che consentirebbe quindi di evitare il carcere per fatti lievi. Nel nostro paese si entra in carcere 7 volte su 10 anche per problematiche di lievi entità e questo crea un carico maggiore sul sistema penitenziario. Ultima cosa fondamentale depenalizzeremo la coltivazione domestica per consumo personale.


Perché ritiene necessaria una depenalizzazione della coltivazione di cannabis per un consumo personale?

Perché a maggior ragione dopo la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che ha sancito che non sia penalmente rilevante la coltivazione domestica destinata all’uso personale, è necessario un intervento normativo che chiarisca finalmente questo punto. Nonostante tale sentenza, infatti, continuano ad esserci sequestri e processi anche per coltivazioni limitate, quindi è importante fare un passo in avanti dicendo che non vi deve essere nemmeno alcuna conseguenza dal punto di vista amministrativo. Deve essere chiaro una volta per tutte che chi coltiva cannabis per uso personale deve essere lasciato in pace. E’ un cambiamento molto circoscritto, si potrebbe chiedere molto di più, però intanto è un passo importantissimo.

Recentemente alcuni esponenti delle destre si sono detti disposti a tutto purché non passi qualsiasi alleggerimento legislativo riguardante la cannabis. Lei cosa è disposto a fare affinché questo alleggerimento si concretizzi?

Sicuramente sono disposto con tutte le energie ad utilizzare tutti gli strumenti legislativi di proposta ed anche di pressione politica, a dialogare con tutte le forze politiche per trovare all’interno di esse degli alleati che pensano che ci sia bisogno di questa riforma e poi a utilizzare le armi della non violenza e quindi della disobbedienza civile e dell’autodenuncia per imporre questa tema all’agenda politica istituzionale. Il lavoro che spetta a chi sta dal nostro lato di questa battaglia è molto difficile perché è molto più difficile cambiare e riformare una norma che non opporsi a qualsiasi cambiamento e quindi confermare lo status quo.  Dobbiamo essere ancora più testardi e più decisi e perseveranti di quanto non lo sia chi è sul fronte del no.

Grazie ad un suo emendamento sono stati aumentati i fondi per la cannabis terapeutica. Ma perché tanti malati continuano a coltivare cannabis nonostante la legge?

Penso al caso di Walter De Benedetto che si è anche fatto portatore in prima persona di questa battaglia, anche lui indagato per coltivazione, perché non riuscendo più a procurarsi la tipologia di cannabis che necessitava per la sua terapia, ha iniziato la coltivazione di diverse piante che sono state sequestrate ed è stato aperto un procedimento a suo carico.  Già prima dell’emergenza Covid ed in particolare dopo e durante, migliaia di malati di malattie croniche gravi che possono trovare un beneficio grazie alla cannabis terapeutica, hanno ancora più difficoltà che in passato per procurarsela. E questo nonostante vi sia una legge che gliela garantisce e nonostante abbiano una prescrizione medica. E tutto questo perché nel nostro paese c’è una carenza cronica di questa sostanza, sia perché allo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze ne produciamo poca, sia perché ne importiamo poca. Quindi, in attesa di riformare il sistema di approvvigionamento, aprendo anche ad una produzione di soggetti privati autorizzati ed aprendo ad autorizzazioni per l’importazione che consentano di averne di più di quanto ne abbiamo oggi, finché non si riesce a produrne quanto ne serve, con questo emendamento ho chiesto di raddoppiare i fondi  destinati alla produzione ed all’importazione. I fondi per il 2021 sono stati dunque aumentati di 4 milioni e 600 mila euro.

Intervista a Riccardo Magi, deputato di +Europa e primo firmatario della proposta di legge sulla coltivazione personale di cannabis

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