Assicurare la canapa

Come proteggere i raccolti, sperando di non incappare nei ladri

L’unica nozione che ricordo del mio esame di Economia all’università  è quella di esternalità, ovvero dell’impatto che un soggetto economico ha sull’ambiente circostante. L’esternalità è negativa quando il soggetto arreca danno ed è positiva quando invece porta ulteriore sviluppo o miglioramento al sistema che lo circonda. Il business della canapa legale cade ovviamente in questo secondo caso e in questo articolo voglio evidenziare un’esternalità di cui forse si è discusso ancora poco: quella sulle compagnie assicurative.

Con il boom della cannabis light e del moltiplicarsi dei terreni adibiti a cannabis, le compagnie assicurative hanno cominciato a ricevere sempre più richieste per occuparsi di queste “nuove” colture. Moltissime si sono trovate impreparate – complice, purtroppo la solita poca informazione – ma una volta confermata la legge 242/2016, gli assicuratori hanno cominciato a studiare nuove polizze per tutelare anche i coltivatori di cannabis light.

Non avendo la più pallida idea di come potesse essere strutturata una polizza assicurativa per dei campi di cannabis, mi sono rivolta ad un agente di Generali – una delle maggiori compagnie assicurative italiane – che, in forma anonima, ha gentilmente accettato di parlare con
Soft Secrets.

SSIT: Quali eventi atmosferici notoriamente danneggiano la cannabis light e la canapa da seme, ma vi si può porre rimedio stipulando una polizza assicurativa?

La cannabis light e la canapa da seme, come la stragrande maggioranza delle colture agricole, possono risentire di molteplici eventi atmosferici, grandinate comprese, che possono avere, come effetto, quello di decimare il raccolto, danneggiarlo o, in alcuni casi, distruggerlo completamente. Generalmente, le polizze che si occupano di colture assicurano i raccolti contro:

· Eccesso di nevicate;

· Prolungati periodi di siccità;

· Forti calori;

· Fenomeni di gelate;

· Inondazioni di intere zone o straripamento di corsi d’acqua;

· Raffiche di vento a velocità sostenuta (almeno 50Km/h);

· Repentine variazioni di temperatura;

· Venti caldi

· Fenomeni di grandine;

· Piogge torrenziali e tali da danneggiare il raccolto e/o le piante a causa dell’eccessiva umidità;

· Galaverna.

SSIT: In tutta Italia si moltiplicano senza sosta le storie di canapicoltori che subiscono furti: da poche piante rubate, magari frutto di una ragazzata, ad interi campi tagliati e razziati da ladri organizzati e meticolosi. Oltre che contro gli agenti atmosferici, è possibile assicurare i propri campi di canapa anche contro i ladri?

Allo stato attuale – che io sappia – non esistono ancora polizze assicurative specifiche contro il furto delle colture. Il motivo è banale quanto cruciale: i campi sono all’aperto e molto difficilmente possono essere protetti in maniera efficace a livello perimetrale. La compagni assicurativa non ritiene perciò “conveniente” assicurare. È un po’ come per le auto di lusso: se l’auto dispone di un garage avrà condizioni assicurative migliori dell’auto che invece sosta in strada.

SSIT: I danni, però, possono essere milionari se si pensa che le infiorescenze di canapa coltivate in outdoor hanno un prezzo al chilo che va dai 200 agli 800 euro e ci sono aziende che si sono viste portare via migliaia di piante. Crede che in futuro prossimo i nostri canapicoltori potranno essere più tutelati in questo senso?

Tra i miei clienti c’è chi si sta attrezzando con recinzioni elettriche, fotocamere e videocamere sensibili al movimento, cani da guardia e, addirittura, c’è anche chi fa personalmente la guardia senza sosta in campo! Ma purtroppo, a livello assicurativo, non c’è ancora una vera e propria soluzione al problema dei furti nelle piantagioni di canapa. Personalmente mi auguro che i vari Consorzi di Difesa dei Produttori Agricoli (CoDiPrA) aggiungano questo problema alla loro agenda e possano in un futuro negoziare con le compagnie assicurative anche sulla possibilità di stipulare polizze contro il furto nei campi.

SSIT: Quali varietà di cannabis e canapa da seme si possono assicurare?

È possibile assicurare tutti i tipi di cannabis legale la cui coltura è stata autorizzata in visione della legge 242/2016. Le nostre polizze contemplano quindi tutte le varietà cosiddette “bio”, che non superino lo 0,5% di principio attivo “drogante”. Assicuriamo la canapa da seme e quella tessile, allo stesso modo in cui assicuriamo la cannabis light ad alto contenuto di CBD.

SSIT: Quanto può costare all'azienda agricola una polizza per assicurare al meglio i propri raccolti di canapa?

La polizza contro eventi atmosferici e grandinate per cannabis light e canapa da seme ha, logicamente, un suo costo. Questo viene parametrizzato in funzione, principalmente, di tre fattori: zona in cui si trova il raccolto da assicurare (a seconda che sia più o meno soggetta a fenomeni catastrofici), quantità di raccolto da assicurare e varietà di prodotto. Il costo così determinato può, però, essere abbattuto grazie alla possibilità, per le aziende agricole, di presentare il PAI (Ndr: Piano Assicurativo Individuale, la cui compilazione è considerata indispensabile dal DM 12 gennaio 2015, n.162, onde accedere agli incentivi assicurativi previsti dalle politiche agricole comunitarie) e la domanda di contributo nell’ambito del PSRN, Misura 17.1 per la gestione del rischio, con cui richiedere un rimborso parziale del premio sostenuto per assicurare il prodotto. Il rimborso può arrivare fino al 65% del premio pagato, pertanto può essere estremamente conveniente.

Giovanna Dark

Giovanna Dark

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