Autodenunciamoci!

Lo scorso 25 giugno, di fronte a Montecitorio, si è svolta una manifestazione di protesta per chiedere la legalizzazione “d’urgenza” e tout court della cannabis in Italia. Centinaia di persone, decine di associazioni e una ventina di parlamentari di diversi schieramenti politici hanno trasportato piantine di cannabis dentro un sacco nero, per “liberarle” ed esporle davanti alla sede del Parlamento italiano, chiedendo il rispetto della sentenza della Cassazione. La Corte Costituzionale – lo vedremo in dettaglio a pagina 27 – si è infatti espressa favorevolmente sulla coltivazione domestica di piccole quantità di cannabis, aprendo di fatto alla depenalizzazione dell’autocoltivazione fino a 2-3 piantine.

L’intento primario del progetto Meglio Legale e della campagna #IoColtivo – l’iniziativa di disobbedienza civile che ha organizzato la manifestazione e che, a oggi, ha raccolto l’adesione di duemila persone, tra cui 16 parlamentari, che stanno coltivando cannabis presso la propria abitazione, autodenunciandosi e pubblicando le foto delle proprie piante sui social – è quello di aprire un dibattito politico onesto sulla legalizzazione, al di fuori delle logiche oppositive (droga leggera Vs droga pesante) che lo hanno viziato finora e lontano da quegli schemi semplicistici che ripropongono sempre la stessa narrazione demonizzante.

“In un momento di fragilità economica come quello che stiamo attraversando non possiamo permetterci di ignorare i benefici che la legalizzazione porterebbe al nostro Paese – dice Antonella Soldo, coordinatrice della campagna Meglio Legale – con migliaia di posti di lavoro, entrate per lo Stato e la fine della persecuzione giudiziaria per chi coltiva per uso personale“.

“A chi dice che ora ci sono altre urgenze a cui pensare bisogna rispondere che è proprio ora che vanno fatte le riforme su cui il nostro Paese. Qui non stiamo parlando del capriccio di coltivare la piantina sul proprio balcone – spiega Riccardo Magi, deputato di Radicali +Europa – qui si tratta di mettere in discussione l’effetto disastroso delle politiche proibizioniste del nostro Paese. Le violazioni del testo unico sulle droghe sono la principale causa di ingresso in carcere e nonostante ciò il mercato illegale continua a crescere”.

L’annuale “Libro bianco sulle droghe” presentato proprio il 25 giugno alla Camera, dice infatti che, solo nel 2019, il 30% dei detenuti entrati in carcere è stato condannato sulla base dell’articolo 73. Dal 1990 ad oggi, poi, 1.312.180 persone sono state segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale, quasi un milione di questi per derivati della cannabis: inutile dire che le politiche repressive si sono rivelate un fallimento per lo Stato e un accanimento sui cittadini.

Per questo l’appello di Meglio Legale ed #IoColtivo è tremendamente importante. In un contesto di aperta repressione, lo strumento giuridico dell’autodenuncia rappresenta un segnale forte sia per l’opinione pubblica che per il sistema penale, che proprio non può permettersi di aggiungere altro carico al suo devastante backlog. Piantiamo allora il nostro singolo seme, facciamoci un bel selfie e inondiamo i social e la rete con le nostre piante. Sarà retorico, ma davvero: se non ora quando?

Giovanna Dark

Giovanna Dark

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