Adolescenti: i più intelligenti consumano cannabis e alchool

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È comparso sul British medical Journal il risultato dello studio condotto dall’Univeristy College Medical School di Londra. La ricerca è durata sette anni e conta seimila partecipanti di età compresa tra i 13 ed i 20 anni che hanno risposto a dei questionari su loro stessi e che hanno permesso di dimostrare che la fascia più intelligente di coloro che ne sono stati oggetto non fuma tabacco, ma al contrario fa uso di cannabis e alcolici.

I ricercatori hanno raccolto i dati sul rendimento scolastico dei partecipanti, di scuole pubbliche e private, a 11 anni. In seguito li hanno messi a confronto con i risultato degli stessi a 13 ed ancora a 18-20 anni.

Lo studio ha messo in evidenza che i partecipanti che a 11 anni avevano un alto rendimento scolastico avevano anche il 50% di probabilità in più di consumare cannabis occasionalmente in futuro e il doppio di consumarla abitualmente. La stessa propensione si registra per quanto riguarda il consumo di bevande alcoliche ma non, come detto, per il tabacco.

Ci sono diverse ipotesi sulle motivazioni di questi risultati. In primo luogo questa scelta sembrerebbe essere dovuta alla fase adolescenziale della “sperimentazione”, che coincide con il momento in cui sviluppiamo un controllo “temporale” su ciò che ci succede. Questa ipotesi vedrebbe dunque una capacità cognitiva più alta associarsi ad una “apertura all’esperienza” ovvero ad una disposizione più ampia a provare cose nuove.

Una seconda teoria collega invece questa curiosità dei più dotati al loro desiderio di vedersi accettati dalle persone più grandi, alle quali si sentono più simili; per questo si avvicinano “precocemente” a queste sostanze.

C’è ancora un ulteriore ipotesi più “tecnica” rispetto alle metodologie della ricerca che vedrebbe gli adolescenti con capacità cognitive maggiori semplicemente più “onesti” nel rispondere alle domande del questionario in quanto più “ad agio” con se stessi.

Una cosa di questo studio al di là delle cause specifiche comunque rimane chiara: possiamo sfatare un altro degli stereotipi sulla cannabis, questa pianta ancora in grado per alcuni di “mangiare il cervello” dei nostri figli.

Possiamo abbattere il pregiudizio che vede i giovani consumatori di cannabis come dei futuri nullafacenti o dei futuri falliti. Si è vero che altri studi hanno anche dimostrato che alcool e cannabis dovrebbero iniziarsi a consumare alla fine dello sviluppo della persona, ovvero intorno ai 19-20 anni, ma vi prego smettiamola con questa storia che chi fuma da adolescente debba, in primo luogo inevitabilmente continuare a farlo da adulto; in secondo luogo che lei o lui metta a rischio in qualche modo la sua buona riuscita nella vita da grande perché si sta “bruciando il cervello”.

Non ultimo questo studio dimostra finalmente che quell’etichetta che anche gli stessi giovani mettono ai loro compagni fumatori è un’etichetta distorta frutto di un’informazione ancora carente su TUTTE le sostanze a cui un giovane può avvicinarsi. Non per niente un’altra delle possibili spiegazioni rispetto ai risultati della ricerca sarebbe quella che nelle classi medie oramai i genitori informano bene i propri figli sui rischi del tabacco, unico escluso tra le tre sostanze considerate. Noi speriamo le stessa qualità di informazioni siano disponibili anche per quanto riguarda la cannabis, per tutti e nel più breve tempo possibile.

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